Cultura

Harper Lee scrisse sul caso "A sangue freddo" prima di Truman Capote

26-04-2016

 

NEW YORK. Da "A Sangue Freddo" al "Buio oltre la Siepe". Nel marzo 1960, poco prima di diventare famosa con quello che fino all'anno scorso era stato il suo unico romanzo, la scrittrice americana Harper Lee scrisse un articolo per la rivista dell'Fbi "Gravepine" sulla strage della famiglia Clutter in una fattoria del Kansas al centro del saggio che rese celebre l'amico di infanzia Truman Capote. L'articolo non è firmato. 

Al centro del racconto c'è il detective Alvin Dewey. La trentaquattrenne Harper si invaghì di lui: "Bello da far girar la testa", scrisse in una lettera al suo agente. Questa e altre rivelazioni sono il frutto del lavoro di Charles Shields, la cui biografia aggiornata della Lee, da ieri in libreria, fornisce un ritratto più sfumato sconcertante della scrittrice morta a febbraio a 89 anni lasciando alle spalle un secondo romanzo, "Va', metti una sentinella" e molti interrogativi inevasi. 

Harper e Truman si recarono in Kansas una prima volta per seguire le indagini sull'assassinio della famiglia Clutter - padre, madre e due figli sterminati a bruciapelo - poi tornarono per il processo. Il materiale raccolto fu usato dalla Lee per l'articolo pubblicato da "Gravepine" e da Capote per "A Sangue Freddo", libro in cui lo scrittore sminuisce il contributo dell'amica, descrivendola come una semplice "assistente alle ricerche". 

Nell'articolo Harper Lee affronta "il più staordinario caso di omicidio nella storia dello Stato", parla delle vittime - "importanti metodisti e leader nelle attività della loro comunità" - e ne descrive il ritrovamento "con le mani e i piedi legati, colpiti a distanza ravvicinata... la gola di Clutter tagliata". Il ruolo di Dewey, continua la scrittrice, "è stato indubbiamente difficile. Herbert Clutter era un amico. Gli indizi erano miseri. I killer si erano portati via le armi del delitto, il nastro adesivo usato per legare le vittime poteva essere stato comprato ovunque". 

"Gravepine" ristamperà l'articolo sul numero di maggio dando stavolta credito alla sua autrice. Quanto al perché la Lee non avesse firmato allora, resta una congettura: forse non voleva far ombra al libro che avrebbe scritto Capote. 

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