Dall'Italia

Primo maggio. Mattarella: "Paese fermo senza i giovani"

01-05-2016

Nel dibattito del Primo Maggio pesano le Parole del Capo dello Stato. Sergio Mattarella parla dell'occupazione: una "crescita moderata", "non possiamo accontentarci di numeri ancora limitati".

 

GENOVA. Nel dibattito del Primo Maggio pesano le Parole del Capo dello Stato. Sergio Mattarella parla dell'occupazione: una "crescita moderata", "non possiamo accontentarci di numeri ancora limitati". 

E avverte: "Un Paese che non riesce ad includere i giovani è un Paese fermo. Un Paese che esclude i giovani, o lì inserisce nel mondo del lavoro in modo precario, si condanna da solo". Intanto, dalla manifestazione nazionale di Cgil, Cisl e Uil, in corteo poi in piazza per i comizi a Genova, sono dure le stoccate al Governo (ma anche a Confindustria). 

"Da questo palco diamo appuntamento per le lotte che faremo successivamente: non pensi il Governo che ci rassegniamo", avverta la leader della Cgil, Susanna Camusso, che è netta in particolare contro il premier Matteo Renzi, a cui ricorda che ad aver creato più precarietà sono norme varate da "quelle stesse maggioranze che oggi garantiscono questo Governo". Già nei giorni scorsi aveva bollato come "stucchevoli" i commenti sull'occupazione, perchè la crescita è minima: "Non è cambiato nulla di strutturale". Il premier ribatte: "Se Camusso è stanca di commentare Renzi, Renzi è stanco di commentare Camusso". 

Il "primo pensiero per il primo maggio è per chi il lavoro non ce l'ha", dice poi il premier: "Da quando siamo al Governo ci sono 398 mila posti di lavoro in più, di cui 354 a tempo indeterminato. E ci sono 373 mila disoccupati in meno. Merito del Jobs act, certo. 

Ma non ci accontentiamo perché c'è ancora molto da fare", aggiunge sottolineando di aver voluto "festeggiare il primo maggio accogliendo gli operai del Sulcis che attendono la ripartenza completa di Eurallumina" e chiedendo "ai dirigenti pubblici di sacrificare questo giorno festivo per approvare progetti concreti", un "segnale di speranza" per chi non ha un lavoro. Non è mancata qualche tensione alle iniziative del Primo Maggio: a Torino, per gli scontri tra le forze dell'ordine ed un gruppo di antagonisti; a Milano tra sindacalisti dell'Usb e gli addetti alla sicurezza di un negozio Zara: i sindacati base avevano inscenato uno "spogliarello dei diritti" contro l'apertura dei negozi il giorno della la Festa del Lavoro. 

I leader di Cgil, Cisl e Uil parlano in piazza a Genova: tre i temi chiave: contrattazione, occupazione, pensioni; ed il clima sottolinea la forza di una compattezza rilanciata dalle piattaforme unitarie sulle riforme di pensioni e contratti. 

"Per la paura di veder perdere il lavoro siamo arretrati nei diritti", ora "dobbiamo riprendere le nostre bandiere in mano, quelle unitarie", dice Susanna Camusso. Per la Uil Annamaria Furlan manda al Governo "un messaggio molto chiaro: si occupi del lavoro", "vogliano una Italia diversa", servono "grandi riforme"; e su contratti e pensioni: "Non ci interessano le buste arancioni vogliamo le busta paga. E vogliamo un Paese dove i lavoratori anziani possano lasciare il posto ai giovani: così si crea speranza". 

I sindacati puntano sempre più "a unificare le lotte e a renderle più incisive", incalza il segretario Uil, Carmelo Barbagallo: "Siamo un sindacato di proposta, ma se non c'è risposta c'è solo la protesta. Ho cercato il dialogo con il ministro Poletti: siamo disposti a discutere anche in piedi, mai in ginocchio"; intanto "il Paese è ancora fermo in stazione", rischia di finire "su un binario morto". 

Dure le critiche a Confindustria, innescate anche dalle parole del presidente uscente Giorgio Squinzi in una intervista: "Noi conservativi? Se dicono che essere conservativi è tutelare i diritti del lavoro allora è vero; mentre la modernità degli industriali "ha un sapore antico, quello di quando lo sfruttamento era l'unica modalità del lavoro", dice Camusso.

 

 

Concertone dedicato a Regeni

 

ROMA. Si è aperta nel segno di Giulio Regeni la 26ma edizione del Concertone del Primo Maggio a piazza San Giovanni a Roma, dove a metà pomeriggio gli organizzatori contavano circa 800 mila presenze, in continua crescita in vista della serata con gli artisti più amati. E' stato Luca Barbarossa, conduttore insieme a La Mario (Mariolina Simone), a leggere un messaggio dei genitori del giovane ricercatore italiano ucciso in Egitto e a ricordarlo così: "Giulio Regeni vive in ognuno di noi per chiedere giustizia e verità".  

"Grazie mille a tutti voi. Che siete qui per divertirvi, cantare e chiedere insieme il rispetto dei diritti per tutte le persone, grazie! Non smettiamo di chiedere insieme verità per Giulio e tutte le persone che sono state private dei diritti e delle libertà. Buon Primo Maggio a tutti". E' il testo del messaggio inviato da Paola e Claudio Regeni, genitori di Giulio. 

Il via al Concertone, promosso dai sindacati e in diretta tv su Rai3 e su Radio2 e scivolato via senza intoppi, lo ha dato la Bandabardò. A scatenare la folla - che ha sfidato i nuvoloni grigi e le misure di sicurezza che sono state rafforzate - ci hanno pensato i Perturbazione, scesi dal palco per cantare con i ragazzi delle prime file, e i Modena City Ramblers con la Fanfara di Tirana, presenza quasi fissa dell'appuntamento romano. Il gruppo folk emiliano ha portato due tra i suoi brani più famosi e conosciuti: I cento passi e Bella Ciao. Sul palco anche Gianluca Grignani che si è schierato con il "popolo" ("io non sono né di destra né di sinistra"). 

Ai brani degli artisti si sono alternati anche racconti di storie di vita vissuta, dalla preside della scuola nella Locride ai sindacalisti. Il Concertone è entrato nel vivo con gli ospiti più attesi della serata. Ad aprire la seconda parte, dopo una pausa di un'ora, è stato l'omaggio a Prince da parte dell'Orchestra Operaia con Purple Rain. L'Orchestra Operaia insieme con Massimiliano Bruno Stefano Fresi, Max Paiella, Carlotta Natoli, Claudia Gerini ha anche ricordato Remo Remotti. A dare i brividi, subito dopo, alla piazza ormai gremita ci pensa anche Skin con gli Skunk Anansie. Sono 800 mila, secondo gli organizzatori, le persone che, intorno alle 20,30, sono arrivate in piazza San Giovanni.

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