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Iraq. Duplice attentato: 32 vittime

01-05-2016

 

 

BAGHDAD. Almeno 32 persone sono rimaste uccise in un duplice attentato con autobomba avvenuto nel sudest dell'Iraq. Lo rivelano varie fonti locali, fra cui alcune della polizia. I feriti, secondo la polizia irachena, sono almeno 52. 

La prima esplosione si è verificata vicino agli uffici governativi a Samawah, città a maggioranza sciita a sud della capitale Baghdad, mentre la seconda è avvenuta pochi minuti dopo ad una stazione di autobus nella stessa città. Funzionari hanno detto che molte persone rimaste ferite nel duplice attentato versano in gravi condizioni e, pertanto, il bilancio dei morti potrebbe salire. L'Isis ha diffuso un tweet per mezzo del quale rivendica la responsabilità per gli attentati.

E' diminuita intanto l'entità della carneficina giornaliera in Iraq da marzo ad aprile: secondo il rapporto diffuso ieri dalla missione delle Nazioni Unite in Iraq, Unami, in un mese si è passati da 1.119 persone uccise a 741. Una buona notizia rovinata subito dal duplice attacco di ieri a sud di Baghdad con un bilancio di 32 morti destinato inevitabilmente a salire visto l'alto numero di feriti.

Delle 741 vittime di aprile, 410 erano civili mentre il resto erano membri delle forze di sicurezza. Nello stesso mese sono state ferite 1.374 persone. A marzo, invece, i feriti sono stati 1.561. 

La zona più colpita è stata la capitale, Baghdad, con 232 civili uccisi e 642 feriti, seguita dalla provincia settentrionale di Ninive, che è quasi interamente controllata dall'Isis, con 72 morti e 30 feriti. 

Per l'attentato suicida con autobomba che ieri nella città turca di Gaziantep, vicino al confine siriano, ha provocato la morte di due agenti di polizia e ferito almeno ventidue persone, la polizia turca sospetta la mano dell'Isis. Lo scrivono diversi media, fra cui la Bbc. 

Gli agenti hanno perquisito la casa del presunto kamikaze, un giovane che si ritiene sia affilato al Califfato di Al-Baghdadi, ed hanno fermato suo padre per prelevargli il Dna. 

La Turchia è stata bersagliata negli ultimi mesi da una sanguinosa serie di attentati terroristici, alcuni dei quali ad opera (o attribuiti) del terrorismo curdo, altri dell'Isis. E da una sigla curda è stato rivendicato l'attentato che mercoledì scorso nella città costiera di Bursa ha causato il ferimento di 13 persone. La kamikaze sarebbe una donna, secondo la nota di rivendicazione dei "Falconi per la libertà del Kurdistan" (Tak), che si erano già attribuiti un attentato in febbraio e uno in marzo, entrambi ad Ankara, che hanno fatto un totale di 66 morti.

Almeno tre soldati sono morti e altri 14 sono rimasti feriti in un attacco del Pkk curdo avvenuto nel corso di un'operazione militare a Nusaybin, nella provincia sudorientale di Mardin, sotto coprifuoco dal 14 marzo. Lo riferisce il quotidiano Hurriyet che cita un comunicato delle forze armate turche. L'attacco è avvenuto mentre i soldati stavano disinnescando una bomba piazzata dai militanti. Ieri, aerei turchi hanno distrutto obiettivi del Pkk nel nordest dell'Iraq.

Frattanto l'Isis ha rivendicato l'uccisione a coltellate avvenuta sabato in un villaggio del distretto di Tangail (Bangladesh centrale), di Nikhil Chandra Joarder, un sarto indù ritenuto "colpevole" di avere tempo fa offeso il Profeta Maometto. Lo riferisce il portale di notizie BdNews24.

E' emerso dalle indagini che l'induista, che aveva 50 anni, nel 2012 aveva espresso commenti considerati 'sacrileghi' nei confronti del Profeta Maometto suscitando la rabbia dei musulman. 

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