Analisi e commenti

Hillary ha bisogno dei sostenitori di Sanders

Di Domenico Maceri*

01-05-2016

"Non vogliamo endorsement di persone che negano l'esistenza del riscaldamento globale e che cercano di ostacolare il voto della gente". Con questo tweet Bill Clinton metteva le dovute distanze fra la moglie e il possibile appoggio di Charles Koch. Il miliardario conservatore, grande finanziatore dei repubblicani, in un'intervista concessa alla Abc News ha dichiarato la sua delusione con i candidati del Gop e il suo possibile supporto di Hillary Clinton alla presidenza. 

Allontanarsi dagli ultra ricchi per Hillary Clinton è comprensibile specialmente per l'accusa di Bernie Sanders, suo avversario alla nomination, che lei è troppo legata a Wall Street considerando i fondi ricevuti dai benestanti. Non è l'unica "macchia" per l'ex first lady la quale con le sue quattro recenti vittorie nelle primarie del Nordest si è avvicinata alla nomination e a un probabile scontro con Donald Trump a novembre. 

Un sondaggio della Nbc-Wall Street Journal ci dice che solo il trentadue percento vede la Clinton in termini positivi e cinquantasei percento in termini negativi. Meglio di Trump (24 percento positivi, 65 percento negativi) e anche meglio di Cruz (26 percento positivi, 49 negativi). Nel caso di Trump i negativi delle donne raggiungono il 70 percento e quelli dei latinos l'80 percento. 

Ciononostante, negli scontri diretti con ambedue Trump e Cruz, Hillary ne esce vincitrice secondo sondaggi attuali di Real Clear Politics anche se Bernie Sanders sconfiggerebbe anche lui questi due ma in modo più amplio. 

Sanders però, considerando le ultimissime primarie, vede la sua possibile vittoria della nomination democratica sempre più lontana. Il senatore del Vermont ha vinto la primaria in Rhode Island ma il conteggio dei delegati gli sbarra matematicamente il cammino alla vittoria. Ciononostante, malgrado alcune voci abbiano già suggerito che dovrebbe gettare la spugna, lui continua la corsa. Subito dopo le recenti primarie nel Nordest Sanders ha detto che andrà alla Convention "con il maggior numero possibile di delegati per lottare per una piattaforma progressista". 

L'ex first lady ha già dato dei segnali che ha la nomination in tasca con l'inizio delle ricerche per il suo vicepresidente. Lo staff della Clinton ha iniziato a preparare una lista di venti possibili candidati. La decisione finale avverrà dopo la convention repubblicana a Cleveland. 

La Clinton dovrà però prendere in considerazione i sostenitori di Sanders alcuni dei quali digeriranno male l'eventuale sconfitta del loro beniamino. Non si prevedono però grosse battaglie alla convention democratica. Non sono avvenute per esempio nel 2008 quando l'ex first lady fu sconfitta da Barack Obama e divenne paladina dell'unione del partito che poi elesse l'attuale inquilino della Casa Bianca. 

Un confronto fra 2008 e 20016 rivela però alcune differenze. Nelle primarie del 2008 le distanze fra Obama e la Clinton non erano così marcate. Infatti si trattava di due centristi con lievi sfumature leggermente a sinistra o a destra. Nel 2016 la sterzata progressista di Sanders comporta notevoli differenze che in un modo o nell'altro andranno a finire nella piattaforma democratica anche se non totalmente. 

La sfida per la Clinton sarà di non alienare i sostenitori di Sanders non pochi dei quali la vedono con sospetto. Lei è però la più qualificata come ci rivelano le sue esperienze di first lady, senatrice dello Stato di New York e poi segretario di Stato nell'amministrazione di Obama. Una volta finite le primarie le comparazioni con l'eventuale avversario repubblicano ridurranno anche il numero di coloro che attualmente la vedono in termini negativi. 

La stessa sera delle sue cinque vittorie nelle primarie del Nordest, Trump ha cominciato a scoccare le sue frecce sull'ex first lady vedendola come la sua all'elezione generale. Il magnate di New York ha insultato la Clinton dicendo che se lei "fosse un uomo non avrebbe nemmeno ricevuto il cinque percento dei voti". Si rimangerà queste parole quando a novembre la prima donna a conquistare la Casa Bianca lo sconfiggerà sonoramente. 

*Docente di lingue all'Allan Hancock College, Santa Maria, California  

(dmaceri@gmail.com)  

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