Analisi e commenti

Lettera aperta a Donald Trump

Di Dom Serafini

03-05-2016

 

 

 

 

New York City, primo maggio. 

Caro Donald, 

so che non hai bisogno di consigli e, se non sbaglio, sei come il nostro Silvio, i consigli li senti, ma non li ascolti. Provo quindi a rifilarti questi miei "two cents" di inutile saggezza. Sono scritti in italiano, ma forse tua moglie Melania, che è stata modella di moda a Milano, può tradurteli.

Visto che entrambi sappiamo che il Partito Repubblicano non ti vuole e che preferisce un estremista fanatico religioso "canadese" come Ted Cruz, perché non li lasci cucinare nel loro stesso brodo di insuccessi? 

Questi non sono d'accordo con te sulla necessità di modernizzare le infrastrutture e, al contrario di te, hanno appoggiato la Guerra in Iraq; vogliono i soldi delle lobby e sono contro la protezione dei lavoratori in America.

Inoltre, sappiamo che il Partito Repubblicano è pericoloso. Si crede che sia il partito della disciplina finanziaria e poi ci si ritrova con un Paese in un mare di debiti ogni qualvolta i repubblicani conquistano la Casa Bianca. 

Sappiamo che ammassano debiti per aiutare le banche ed il complesso militare-industriale, ma sappiamo anche che rappresentano una minaccia per l'ambiente, per la salute pubblica e per le regole che rendono il traffico aereo e l'alimentazione sicure. 

Sappiamo anche che i repubblicani hanno la tradizione di far "nominare" i presidenti anche senza il voto popolare, com'è successo per la prima amministrazione di Cheney. Scusa la digressione, ma sono convinto (anche senza pistola fumante) che nel caso di Cheney, sia stata la prima volta nella storia americana che un vice presidente ha scelto un malleabile presidente come suo "running mate". Gli indizi sono tanti, tra cui anche il fatto che il favorito della famiglia Bush non fosse W, bensì Jeb. 

Perché allora non li lasci con i sassi in mano e formi un tuo partito "trompistico" di centro tipo, ad esempio, un "American Party"? 

E' vero che altri miliardari ci hanno provato in passato senza successo, ma nessuno prima d'ora poteva, come avevi osservato, "sparare a qualcuno sulla Quinta Avenue, e non perdere nessun voto". 

Sappiamo infine che se Hillary verrà scelta dall'establishment democratico e quello repubblicano si accontenterà del "canadese", si tratterà di una sfida elettorale anche tra l'establishment politico e gli elettori, con il risultato che avrai sia i voti popolari dei repubblicani che dei "giovani" di Sanders. Poi sappiamo che con tutti quegli scheletri che Hillary si ritrova nell'armadio, molte donne e tanti democratici voteranno per te, com'è successo ai tempi di Reagan. 

Se questi consigli ti sembrano un po' fantasmagorici, facci almeno un pensierino.

Saluti,

Dom Serafini 

Il palinsesto di oggi