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Giro d'Italia. Inizia la caccia allo Squalo

06-05-2016

 

 

APELDOORN (Olanda). Una corsa contro il tempo, capace di andare oltre il tempo. E' il Giro d'Italia che, con un occhio già rivolto alla prossima edizione, la numero 100, riabbraccia il suo popolo e le strade tinte di rosa e di passione. Si parte oggi dall'Olanda, precisamente da Apeldoorn, con una cronometro individuale di 9,8 km ed è la terza volta che accade. Un omaggio a un Paese innamorato delle due ruote e del Giro, come dimostra l'entusiasmo che ha segnato la cerimonia di ieri sera in un'affollata piazza del Mercato.

E' il Giro dei ritorni. In Olanda, ma non solo. Comunque vada a finire è il Giro di Vincenzo Nibali. 'Lo Squalo', dopo un deludente 2015 e un inizio di stagione al di sotto delle sue aspettative, torna sulle strade che lo videro trionfare nel 2013, preludio alla cavalcata vincente dell'anno dopo al Tour de France. Proprio al Giro Nibali chiede di ritrovare la forma migliore e le risposte necessarie a definire un futuro che potrebbe essere in una squadra diversa dall'Astana.

Il blasone e il palmares (una Vuelta, un Giro e un Tour) lo impongono come il favorito numero uno anche per i bookmakers, l'uomo da battere in una grande corsa a tappe. Non sarà così facile. Sia perché il siciliano non ci arriva nelle condizioni migliori ("Non sono contento di come ho corso quest'anno. Ma ho lavorato bene e ora sono pronto", ha detto alla vigilia). Sia perché la concorrenza, che mischia nuovi personaggi in cerca d'autore come il basco Mikel Landa, a vecchi marpioni ancora in grado di dare la zampata come lo spagnolo Alejandro Valverde, si presenta più che mai agguerrita.

I due arrivano al Giro nel migliore dei modi. Landa ha dato spettacolo sulle salite del Trentino; mentre Valverde ha calato il poker nella Freccia Vallone. Ecco perchè il duello Italia-Spagna che infiammò il Giro 2015 potrebbe ripetersi con altri interpreti. Non più Alberto Contador contro Fabio Aru (quest'anno assente per giocarsi al meglio le sue carte al Tour), ma Landa e Valverde a sfidare Nibali in una sfida dal sapore di rivincita. E poi in fila tutti gli altri, il colombiano Uran Uran, il polacco Majka, l'olandese Dumoulin che sogna di vincere una tappa davanti al pubblico di casa già nella crono di oggi, il russo Zakarin o l'altro colombiano Chaves pronti ad approfittare di un cedimento dei big, sempre in agguato in una corsa di tre settimane.

Lungo il percorso, infatti, i trabocchetti non mancano. Dopo il prologo olandese, una crono e altre due tappe appannaggio dei velocisti, si torna in Italia e già alla sesta tappa l'arrivo in salita a Roccaraso, sull'Aremogna, può determinare le gerarchie. E' solo il preludio alle montagne che contano. Prima però una cronometro per nulla facile nella terra del Chianti (alla nona tappa). E così, tra strappi come quello di Sestola (alla 10ma tappa), e un paio di tappe in linea dove rifiatare, si arriva al verdetto delle Dolomiti per quello che si annuncia come uno dei tapponi decisivi per la classifica finale, la Alpago-Corvara (14ma) che mette in fila uno dopo l'altro il Pordoi, il Passo Sella, il Gardena e il Campolongo. E ancora il Giau e il Valparola in una frazione da 210 km da far tremare i polsi. Il giorno dopo la cronoscalata all'Alpe di Siusi metterà altre tossine nelle gambe dei corridori.

Lasciate le Dolomiti, sarà il turno delle Alpi, con la Cima Coppi fissata ai 2744 metri del Colle dell'Agnello (nella Pinerolo-Risoul, 19ma tappa con sconfinamento in Francia) con pendenze del 7%. L'arrivo a Sant'Anna di Vinadio, con l'ascesa al Col de la Bonette a 2715 metri darà il verdetto decisivo prima della passerella finale di Torino del 29 maggio.

 

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