Il fatto

Ban Ki-moon lancia un patto globale per i migranti

09-05-2016

 

NEW YORK. Un appello agli Stati membri delle Nazioni Unite ad accogliere il 10% dei profughi l'anno, e ad arrivare nel 2018 all'adozione di un Global Compact per gestire in maniera sicura e ordinata il fenomeno della migrazione, oltre a non lasciare soli i Paesi di primo approdo: è quanto chiede il segretario generale dell'Onu, Ban Ki-moon, nel rapporto sui movimenti migratori presentato ieri al Palazzo di Vetro. Ban propone un "patto globale sulla ripartizione delle responsabilità" e lancia una campagna anti-xenofobia, perché a suo parere "è tempo di costruire ponti e non muri tra le persone". "Lungi dall'essere una minaccia, rifugiati e migranti contribuiscono alla crescita e allo sviluppo dei Paesi di accoglienza", chiosa il segretario generale. 

"Più queste persone vengono integrate, maggiore sarà il loro contributo alla società. Per questo servono nuove misure per promuovere l'inclusione sociale ed economica". 

Il rapporto fornisce una serie di raccomandazioni per rafforzare le risposte a quello che viene definito "un fenomeno globale", chiedendo una ripartizione delle responsabilità da parte degli Stati membri e un impegno a rispettare "sicurezza e dignità" di profughi e migranti. 

Ban suggerisce la possibilità di accogliere ogni anno il 10% del numero totale dei rifugiati, e di sviluppare un piano di cooperazione internazionale da adottare nel corso di una conferenza intergovernativa nel 2018. 

E affermare anche che i Paesi di primo arrivo non devono essere lasciati soli ad assumersi le richieste. Nel 2015 il numero di migranti e rifugiati internazionali ha raggiunto quota 244 milioni (di cui 150 milioni di lavoratori migranti) con un incremento del 41% dal 2000. 

"Vi è un urgente bisogno di fare di più per combattere contrabbandieri e trafficanti, per salvare e proteggere le persone in viaggio", spiega ancora il leader del Palazzo di Vetro, sottolineando come "la riunione che si terrà il prossimo 19 settembre all'Assemblea Generale delle Nazioni Unite sarà un'occasione unica perché i leader mondiali si accordino su un nuovo approccio". 

Il vice segretario generale dell'Onu, Jan Eliasson, sottolinea invece l'allarme per il costante aumento dei toni negativi del dibattito, augurandosi che "in futuro ci sia un'accettazione dei migranti come risultato della globalizzazione". 

"Questo è l'obiettivo politico", dice parlando con i giornalisti. E commentando la situazione al Brennero, tra le frontiere di Austria e Italia, ribadisce: "Come ex ministro degli Esteri di un Paese dell'Ue spero che si trovi una soluzione collettiva a questo problema, ricordiamoci che la parola chiave di questo rapporto è responsabilità condivisa".

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