Dall'Italia

Arrestati tre jihadisti in Puglia

11-05-2016

Progettavano attentati in Italia e in Inghilterra, sceglievano con cura luoghi affollati facendo foto e videoriprese con i loro telefonini. Nel mirino dei presunti terroristi afgani fermati dalla Dda barese c'erano - secondo l'accusa - Bari, Roma e Londra. Compaiono il Circo Massimo e il Colosseo, hotel di lusso e centri commerciali della capitale inglese, l'Ipercoop, il porto e l'aeroporto di Bari.

 

BARI. Progettavano attentati in Italia e in Inghilterra, sceglievano con cura luoghi affollati facendo foto e videoriprese con i loro telefonini. Nel mirino dei presunti terroristi afgani fermati dalla Dda barese c'erano - secondo l'accusa - Bari, Roma e Londra. Compaiono il Circo Massimo e il Colosseo, hotel di lusso e centri commerciali della capitale inglese, l'Ipercoop, il porto e l'aeroporto di Bari. 

I fermati - per il pm della Dda Roberto Rossi - fanno parte di un'associazione terroristica internazionale attiva in Italia (oltre che in Francia e in Belgio), che è un'articolazione o comunque una rete di sostegno logistico collegata all'Isis e ad Al Qaida. Questa tesi accusatoria sarebbe confermata da foto e filmati, ma da nessuna intercettazione. Fatto questo che fa dire al procuratore di Bari, Giuseppe Volpe, che "non ci risulta assolutamente che sia imminente un attentato in Italia". 

Gli indagati - secondo l'accusa - negli ultimi tempi hanno dato "sostegno a soggetti disponibili a compiere azioni suicide o azioni combattenti nell'ambito di paesi stranieri, ed in particolare in Iraq e Afghanistan" ed erano consapevoli delle "gravi conseguenze in danno della vita e dell'incolumità fisica della popolazione civile". Hanno quindi contribuito "a diffondere nella collettività paura e panico". 

Il decreto di fermo riguarda tre presunti terroristi: Qari Khesta Mir Ahmadzai, di 30 anni, Surgul Ahmadzai, di 28 anni, Hakim Nasiri, di 23 anni, tutti domiciliati presso il Cara di Bari-Palese, e accusati di terrorismo internazionale. Del solo reato di favoreggiamento dell'immigrazione clandestina sono accusati il 29enne afghano Gulistan Ahmadzai, domiciliato presso Borgo Libertà a Cerignola (Foggia) e il 24enne pakistano Zulfiqar Amjad, residente a Bari. Tutti e cinque hanno ottenuto nei mesi scorsi il permesso di soggiorno o la protezione umanitaria. 

I carabinieri hanno finora eseguito il fermo di Nasiri, Gulistan Ahmadzai e Amjad. Quest'ultimo è stato bloccato a Milano. Gli altri due indagati sarebbero fuggiti in Afghanistan. Le udienze di convalida dei fermi saranno celebrate giovedì a Bari e Milano: a Bari saranno interrogati il 23enne afghano Hakim Nasiri, e il 29enne afghano Gulistan Ahmadzai. A Milano, dove gli è stato notificato il provvedimento, sarà interrogato per rogatoria Zulfiqar Amjad. 

Le indagini sono partite il 16 dicembre scorso quando i carabinieri sono intervenuti presso l'Ipercoop di Santa Caterina a Bari per la segnalazione di 4 stranieri sospetti. Uno di loro stava facendo un video del centro commerciale con il cellulare. Dall'analisi dei dati contenuti nel suo telefono, poi sequestrato, gli investigatori hanno trovato anche un video dell'area interna dell'aeroporto di Bari-Palese. Foto e video trovati nei cellulari degli indagati "non avendo nessun valore turistico possono essere lette - secondo la Procura di Bari - come sopralluoghi da parte della cellula per compiere attentati". 

Negli smartphone sono stati trovati anche immagini di armi, di militanti talebani, file audio scaricati dal web con preghiere, proseliti e indottrinamenti di matrice islamica radicale. Ma anche immagini che simboleggiano l'odio anti-occidentale e video girati a Londra, del centro commerciale West India Quay, di un cinema, un centro benessere, un ristorante, davanti a hotel di lusso e in zone pedonali e turistiche. 

Sullo smartphone di uno dei presunti terroristi fermati, Hakim Nasiri, è stata trovata una sua foto mentre imbraccia un potente fucile di assalto M16. C'è poi il selfie fatto con il sindaco di Bari, Antonio Decaro, durante la "Marcia degli Scalzi" del 10 settembre 2015. La manifestazione fu organizzata in tutta Italia e vi aderì anche la città di Bari, in segno di solidarietà e integrazione in favore dei cittadini immigrati. 

 

 

 

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