Analisi e commenti

Un'Europa "disarmata" sul traffico di clandestini

Di Stefano de Angelis

11-05-2016

 

Un'Europa sempre più confusa e "disarmata" dinanzi ai traffici di immigrati clandestini. È questa la fotografia che emerge dal rapporto Europol in cui il territorio del Vecchio Continente, rappresenta una sorta di "terra di nessuno" in cui chiunque può sbarcare, esigendo asilo e assistenza.

"Il 90% dei migranti ha dichiarato di aver utilizzato canali illegali che hanno facilitato il loro viaggio verso l'Unione europea" ha spiegato il direttore di Europol, Rob Wainwright, al Comitato Schengen.

Frase che tradotta dal burocratese, significa che la quasi totalità degli stranieri giunti in Europa lo ha fatto non solo illegalmente ma pagando profumatamente organizzazioni criminali che, sempre secondo Wainwright, "abbiamo calcolato abbiano registrato, solo l'anno scorso un fatturato compreso tra i 3 e i 6 miliardi di euro"

Questa industria criminale prevede molti attori ovvero "trafficanti, reclutatori, riciclatori di denaro" e coinvolge i migranti in una lunga serie di attività illecite come "prostituzione e spaccio di droga".

"L'infrastruttura criminale - aggiunge il direttore di Europol - è coinvolta e partecipa anche alla cosiddetta distribuzione dei migranti una volta arrivati nel territorio dell'Unione Europea".

Il collegamento "fra il fenomeno della migrazione e le altre attività criminali - ha sottolineato - come il traffico di sostanze stupefacenti, è sempre più forte. Siamo anche molto preoccupati per le possibili connessioni tra organizzazioni jihadiste, trafficanti e contrabbandieri".

La minaccia terroristica è infatti "ancora molto alta, la più grave dai tempi dell'11 settembre e temo un probabile nuovo attacco in Europa in futuro" ha aggiunto il direttore di Europol annunciando nuove contromisure sono ora al vaglio.

Misure destinate probabilmente a rivelarsi vane, senza la determinazione politica volta a bloccare e respingere i flussi migratori illegali.

Wainwright ha lamentato come la risposta alle organizzazioni criminali "è resa meno efficace per la mancanza di cooperazione dei Paesi di partenza dei migranti come la Siria" ma il rovescio della medaglia è un'Europa che accogliendo tutti non esprime alcuna deterrenza, né nei confronti dei criminali né tanto meno nei confronti dei Paesi di origine dei migranti, che nel caso dei continui sbarchi sulle coste siciliane delle carrette del mare provenienti dalla Libia, sono tutti o quasi africani.

Anzi la politica della Ue sembra voler incentivare i flussi clandestini incrementando il business dei trafficanti, addirittura punendo con multe salate quei Paesi che si rifiutano di accogliere i richiedenti asilo privi di documenti. Un'iniziativa che rischia di spaccare ulteriormente la Ue.

Inoltre, se anche i fondi che Ue e Stati Uniti stanziano annualmente per i Paesi in via di sviluppo migliorassero le condizioni di vita in Africa, i risultati non sarebbero certo immediati e in ogni caso l'accoglienza del welfare europeo resterebbe sempre un miraggio più attraente di qualsiasi lavoro in Africa.

Come se non bastasse l'esperienza ultradecennale di cooperazione internazionale, insegna che i fondi donati al continente africano molto spesso finiscono in gran parte per alimentare clientelismo, corruzione e malaffare peggiorando ulteriormente le condizioni di vita della popolazione.

Semmai la leva finanziaria andrebbe impiegata al contrario, ovvero congelando o bloccando definitivamente gli aiuti della cooperazione e sviluppo, stanziati ai Paesi africani che non si riprendono immediatamente i loro cittadini giunti clandestinamente in Europa. O applicando sanzioni, vere non a chiacchiere, alla Turchia, l'unica vera responsabile dei flussi balcanici. Il Maghreb, anche in questo caso, fa storia a parte.

Se invece di premiare i turchi con la rimozione dei visti e 6 miliardi di euro, l'Europa avesse applicato ad Ankara la metà delle sanzioni che impone attualmente alla Russia, la lira e l'economia turca sarebbero letteralmente collassate obbligando il Presidente/Padrone Erdogan a rinunciare a ricatti e pretese.

L'unica decisione efficace e ragionevole che l'Europa dovrebbe assumere, è riposta nel respingimento di chi arriva attraverso canali illeciti e l'espulsione immediata e forzata di quanti sono già arrivati in Europa rivolgendosi al crimine organizzato.

Manco a dirlo, nelle ultime ore l'operazione navale italiana Mare Sicuro, che dovrebbe proteggere gli interessi italiani e le piattaforme dell'Eni di fronte alle coste libiche, ha raccolto 1.750 clandestini. 

In definitiva la Missione europea Eunavfor Med/Sophia che dovrebbe "interrompere il modello di business dei trafficanti" (lo disse Federica Mogherini) collabora a raccogliere clandestini e a portarli in Italia favorendo de facto gli affari dei criminali. Tradotto: le flotte italiane ed europee sono attualmente le migliori alleate dei trafficanti e operano a favore dell'illegalità.

La vera lezione circa l'accoglienza ai veri profughi di guerra alla Ue la  stanno impartendo Gran Bretagna, Canada e Stati Uniti accogliendo decine di migliaia di siriani selezionati e prelevati dai campi profughi in Libano, Turchia e Giordania, senza arricchire le cosche criminali né accogliere e mantenere economicamente, chi non ha alcun titolo per poter richiedere asilo politico. 

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