Dagli USA

Hillary Clinton accusata di sporchi giochi elettorali

Di Dom Serafini

15-05-2016

I sostenitori della campagna presidenziale del senatore democratico Bernie Sanders accusano il campo democratico avversario di Hillary Clinton di fare un "gioco sporco", con l'aiuto dello stesso Partito Democratico.

 

NEW YORK. I sostenitori della campagna presidenziale del senatore democratico Bernie Sanders accusano il campo democratico avversario di Hillary Clinton di fare un "gioco sporco", con l'aiuto dello stesso Partito Democratico.

Come prima cosa hanno denunciato che, durante le primarie democratiche del 19 aprile nello Stato di New York, nella sola New York City, 91.000 schede delle 121.056 votate in "affidavit" (per procura) sono state annullate illegalmente. Inoltre, a Brooklyn il Board of Elections (organo per il controllo delle elezioni) ha sospeso senza stipendio Ann Canizio, vice direttore del Partito Democratico per aver rimosso 120.000 elettori democratici dalle liste degli aventi diritto al voto.

Naturalmente i sostenitori di Sanders affermano che dietro queste mosse ci sia lo zampino del Partito Democratico che appoggia Clinton, visto che nello Stato di New York, Hillary ha vinto le primarie democratiche con 1.054.083 voti (il 58%), contro 763.469 (42%) di Sanders, ottenendo 139 delegati contro i 108 di Sanders.

I sostenitori di Sanders hanno anche denunciato irregolarità a favore di Hillary durante le primarie in Iowa, Nevada, Arizona, Massachusetts, Missouri e Illinois. 

In questi Stati gli "exit polls" (sondaggi all'uscita delle urne, statisticamente i più accurati) davano a Sanders vantaggi notevoli rispetto a Hillary, ma poi ufficialmente vinceva Hillary. Ad esempio, in Arizona gli exit polls condotti dal giornale "Daily Courier" davano a Sanders il 62% dei voti, ma poi ha finito per vincere Hillary con il 57,6%. Nel Massachusetts gli exit polls davano a Sanders un vantaggio del 17%, ma ha vinto Hillary con il 50,1%. Nel Massachusetts è stato persino permesso all'ex presidente Bill Clinton di fare campagna a favore di sua moglie all'interno di un seggio, quando per legge questa attività è vietata (è permessa solo ad una distanza di 30 metri dai seggi). 

Nell'Iowa, il "Des Moines Register", lo stesso giornale che ha appoggiato Hillary, sta investigando delle irregolarità da parte dei sostenitori di Hillary. 

Secondo il giornale "Wyoming Tribune Eagle", nelle primarie di questo Stato scarsamente popolato, 803 democratici si sono presentati a votare in persona e di questi 474 hanno preferito Sanders, però delle 617 schede inviate per posta Clinton ne ha prese l'improbabile numero di 474 (o il 67%) vincendo per soli 42 voti. 

Stranamente, forse per non creare controversie o, come dicono i suoi sostenitori, per non farsi definire un "sore loser" (un cattivo perdente), il senatore Sanders non ha preso altre misure difensive oltre che querelare lo Stato dell'Arizona per irregolarità tanto gravi da spingere il Partito Democratico e la stessa Hillary a querelare lo Stato, apparentemente per salvare le apparenze. Per quanto riguarda le irregolarità di New York, bisogna far ricorso entro 20 giorni e a farlo deve essere ciascuno dei 91.000 elettori squalificati e ciascuno dei 120.000 rimossi. 

I sostenitori di Sanders stanno ora organizzando petizioni dirette a Sanders affiché i dirigenti della sua campagna elettorale ascoltino almeno i consigli di chi, come l'attore-regista Tim Robbins che, assieme al matematico Joshua Holland, sta monitorando e denunciando le irregolarità a sfavore di Sanders. 

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