Analisi e commenti

Uffa, che noia questi Ufo

Di Dom Serafini

17-05-2016

 

 

Le esplorazioni spaziali cominciano a starmi sullo stomaco. Costano miliardi e a questo punto sono inutili, meglio se questi soldi venissero spesi per le ricerche sui terremoti e l'inquinamento oceanico.

Ci si è messa pure Hillary Clinton, che non sapendo che "Ufo" pigliare per rivitalizzare la sua eterna campagna elettorale, ora promuove l'Uap (Unexplained aerial phenomenon) ed ha promesso che, se eletta presidente, rivelerà tutto ciò che può sulla misteriosa Area 51, la base militare Usa nello stato del Nevada dove si conservano informazioni su extraterrestri e Ufo.

Bisogna ammettere che i ricercatori spaziali sanno sfruttare i politici ed i media meglio degli ocenografi e geologi. Appena questi "speziati" spaziali scoprono un altro pianeta (cosa non difficile considerando che ce ne sono un'infinità) ottengono subito le prime pagine dei giornali. Poi sanno anche come stuzzicare l'interesse della gente con dichiarazioni come, "sul pianeta si sono scoperte tracce d'acqua che indicano la possibilità di vita". 

Ora mi chiedo, cosa fa pensare a questi astronomi che l'esistenza di un extraterrestre debba essere per forza legata all'acqua? Non è pensabile che un'altra forma di vita sia possible fuori dei parametri umani? E perché si pensa che gli alieni possano sopravvivere sulla terra? 

E' vero che i quattro elementi più comuni nell'universo che conosciamo sono idrogeno, elio, carbonio e ossigeno, pertanto si presume che, se ci fosse vita in altri pianeti, questa userebbe un misto di questi elementi. Però è anche possibile che ci siano elementi a noi ancora sconosciuti, oppure delle misture strane che genererebbero altre forme di vita. Non è che gli extraterrestri debbano assomigliare a ciò che Hollywood ci propone da anni.

Poi non so perché Hollywood sia più affascinato dallo spazio (11 film sul tema solo nel 2016) che dalla terra. Il film più recente ambientato nel centro della terra è del 2008, mentre quello sugli abissi marini è addirittura del 1989 ("The Abyss" di James Cameron).

Infine, la legge della relatività è valida anche per gli extraterrestri? Se questa fosse valida e gli alieni riuscissero a viaggiare quasi alla velocità della luce provenienti da una distanza di 100 anni luce (cioè 950.000 miliardi di chilometri), per avvistarli oggi significa che avrebbero dovuto lasciare il loro pianeta 500 anni fa, che però per loro, nello spazio, si riducono a 20 anni e quando tornerebbero nel loro pianeta invecchiati di soli 40 anni, si ritroverebbero con un pianeta di 1.000 anni più vecchio. 

Considero le esplorazioni spaziali meno necessarie di quelle terrestri perché il mondo è soggetto a milioni di terremoti l'anno, seppur quelli dannosi siano circa 20.000. In Italia si verificano 10 terremoti al giorno, mentre negli Usa se ne registrano giornalmente da 8 a 23. I terremoti causano più danni delle meteoriti (dal 1970 al 2012 i terremoti hanno causato nel mondo una media annuale di 42.000 morti e da oltre 1.000 anni, nessuno per meteoriti) ed il pericolo teorico che la terra possa rischiare di essere colpita da una gigantesca meteorite può essere già risolto con il lancio di testate nucleari per farla esplodere nello spazio o far cambiare la traiettoria. 

Le tecnologie esistono di già e la terra è al sicuro dai pericoli extraterrestri, è quindi ora di pensare alla terra, poiché si sa poco o niente sulle scosse telluriche ed ancora di meno sul mare, il cui inquinamento è più reale e dannoso della potenziale distruzione della terra a causa di una meteorite. A questo punto le ricerche geologiche ed ocenografiche apporterebbero più scoperte scientifiche e sviluppi tecnologici di quelle dello spazio. 

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