La comunità

Noiaw. Donna vuol dire successo

Di Paolo Tartamella

20-05-2016

 

 

 

Quattro giovani donne, quattro italoamericane, piccole imprenditrici alle prese con la quotidianeità del loro business. Quattro persone innamorate del loro lavoro.

Martedì scorso la National Organization of Italian American Women (Noiaw) ha radunato attorno ad un tavolo Mickela Mallozzi, Joan Pelzer, Nikki Padilla e Cassandra Santoro, businesswomen chiamate a condividere la loro esperienza, professionale ed umana, nelle tante sfaccettature che l'essere imprenditore impone. 

L'incontro è stato curato da Beth Connolly, Manager of Development and Communications mentre MaryRose Morris, presidente di Greater New York Region, ha dato il benvenuto a tutti i presenti oltre alla Chair del Noiaw, Maria Tamburri. Amy Peloso (life coach) ha svolto il ruolo di moderatore.

Noiaw ha voluto condividere con i soci (ed aspiranti soci) ciò che è essenziale per ogni tipo di successo: la passione in ciò che si svolge e il desiderio di continuare quando gli ostacoli sembrano insormontabili. "Confucio disse che occorre trovare il lavoro che ti piace per non lavorare nemmeno un giorno della vita - ricorda Mellozzi - ma alla resa di conti è tutto l'opposto". 

Nonni originari di Minturno (provincia di Latina), Mellozzi ha vissuto un'esperienza che le ha cambiato il destino quando ottenne una borsa di studio del "Programma Ponte New York- Roma" creato dall'Associazione Italiana American Educators. Istruttrice di danza, ha iniziato a viaggiare per il mondo e ideato un blog, poi divenuta una serie televisiva fondata sulla danza etnica. Dai giorni di YouTube, nel 2008 è nato "Bare Feet", un progetto che oggi trova ospitalità nazionale su PBS e che vanta due Emmy Award. Mickela non nasconde di aver "sostenuto finanziariamente mio marito, che è un musicista, e che quando venne il momento di decidere se Bare Feet fosse un hobby o un lavoro, fu lui a sostenere me. Va tenuto presente che come piccoli imprenditori, nei primi cinque anni non si ha successo. Quella è già una mezza battaglia da vincere".

Joan Pelzer, siciliana di parte materna, esalta quello che sembra il comune denominatore dell'immigrato italiano, sebbene lei immigrata non sia: solidi valori familiari ed una resistenza innata alle avversità. Nei suoi racconti, ad esempio, emerge a cicli continui la presenza della nonna: "Quando lasciai il lavoro nel mondo della grande industria americana, quello di Verizon, mi disse che questo l'avrebbe ammazzata. Cercavo la mia strada interiore e non volevo essere infelice, non volevo passare la vita aspettando che si facessero le quattro e mezzo per andare via. Bisogna essere fedeli a se stessi, per cui scelsi di avere la mia di società". 

Ha così fondato "Joan Pelzer Social" con cui offre servizi di strategie commerciali, con cui può servire sia ristoranti italiani a Brooklyn che agenzie legate all'Onu. "Ci sono giorni che viene difficile alzarsi dal letto, tale può essere la difficoltà del momento, però porto sempre con me ciò che continua a dire mia nonna, ovvero di essere gentile con tutti, perché non sai mai con chi si ha a che fare, non sai neppure cosa sta attraversando la persona che hai dinanzi. Un suggerimento che mi è molto utile nei rapporti sociali e professionali".

Nikki Padilla ha invece portato sul tavolo della conversazione "il coraggio di saper dire basta a situazioni che non funzionano. Occorre saper chiedere un aumento e capire che, come giornalista freelance, quando non ci sono corrispettivi che hanno senso non ci si può trascinare all'interno di un lavoro". Il suo sulla carta è elettrizzante: personalizzare viaggi per piccoli gruppi diretti in Italia, forte delle esperienze come guida sulle strade dei vini e dei cibi. Oggi è anche impegnata con NYC Urban Adventures, in cui si è specializzata in tour di New York basati sulla storia immigratoria, ma anche sulle sue risorse gastronomiche.Nipote di siciliani, figlia di un italoamericano di prima generazione "che non aveva mai visto l'Italia", il mondo dei viaggi è anche quello di Cassandra Santoro, la cui relazione con il Bel Paese affonda le radici negli anni vissuti a Firenze, anche lei intenta "a fornire ai viaggiatori i giusti consigli per apprezzare il modo di godersi l'Italia". 

A Firenze entrò nel mondo dei tour operator, ed oggi annovera centinaia di gruppi portati in Italia. Quando occore un cambiamento Cassandra ammette "di pregare" mentre non nasconde la sua attenzione per i discorsi pronunciati da grandi motivatori: "In sintesi, credo che occorre sempre rispondere alla domanda di come servire il mondo col proprio talento, e quindi occorre avere il coraggio di perseguire la propria scelta".

Quattro donne chiamate, come tutti, a pagare conti ed affitto, che rifuggono alle occupazioni tradizionali, e che nella vita cercano di perseguire una passione.

Noiaw, specializzata in scambi professionali e culturali che abbiano come epicentro la donna italoamericana, le ha scelte per la loro intrinseca semplicità e sincerità, per l'immediatezza. Donne che non sono da copertina, nè facoltose o di sconfinato successo, donne con difficoltà ordinarie e che vanno fiere delle loro origini italiane, di cui mettono a frutto pervicacia e creatività.  

Il palinsesto di oggi