Analisi e commenti

Quanto è ricco Trump?

Di Domenico Maceri*

22-05-2016

 

 

"Non sono affari vostri". Ecco come Donald Trump ha risposto alla domanda di George Stephanopoulos della Abc sulla aliquota pagata dal magnate di New York. Alle insistenti domande del giornalista di rendere pubbliche le sue dichiarazioni dei redditi, Trump ha detto che lo farà solamente dopo che il fisco americano concluderà le verifiche fiscali. 

La riluttanza di Trump a pubblicare la dichiarazione dei redditi rivela, come in molti casi delle prese di posizione del presumibile candidato repubblicano, una grande varietà di idee. Quando Mitt Romney, portabandiera del Gop nel 2012, esitava a rendere note le sue dichiarazioni dei redditi Trump lo aveva criticato. Adesso, ovviamente si tratta di un'altra storia. 

La dichiarazione dei redditi non aiuterebbe Trump come non ha aiutato Romney. Gli elettori nel 2012 scoprirono che l'aliquota pagata da Romney era meno del 20 percento, cifra più bassa di quella che pagano molti americani di classe media. Contribuì a dipingere Romney come un ultra-ricco incapace di capire i problemi dell'americano medio. 

L'esitazione di Trump dunque si può capire. Nel caso del magnate si tratta di una faccenda molto più complicata. A cominciare dal fatto che la dichiarazione dei redditi potrebbe confermare ciò che molti sospettano sulla sua ricchezza veritiera. 

Il magnate ci ha detto in non poche occasioni di possedere più di dieci miliardi di dollari. Il rilascio della dichiarazione dei redditi ci farebbe capire quanto vale veramente il suo patrimonio. Secondo alcune analisi del Wall Street Journal si crede che abbia più di un miliardo e mezzo. Nel 2005 però un giornalista dopo aver fatto altri calcoli disse che il patrimonio di Trump si aggirava solo sui 250 milioni di dollari. Il magnate, arrabbiato dalle basse cifre, denunciò il giornalista per diffamazione senza però vincere la causa. 

Trump ha coltivato l'immagine di essere così ricco che nessuno lo può comprare come avviene con gli altri politici. Ha accettato pochissimi contributi nelle primarie ma ha anche beneficiato di milioni e milioni di pubblicità gratis dai media. Non appena lui vuole andare in TV o radio le porte sono sempre aperte perché aiuta con gli ascolti. Radio e televisione sono un business e i soldi parlano. Trump crea denaro per i media anche se lui riceve i suoi benefici. 

Dopo avere quasi la nomination in tasca, Trump ha cambiato idea sui contributi finanziari e ha deciso che organizzerà un gruppo di prima classe che gli raccoglierà un miliardo e mezzo di dollari necessari per la campagna elettorale. 

Trump dovrà spiegare come mai ha fatto marcia indietro e non manterrà la promessa di autofinanziarsi. Forse perché non è così ricco come ha cercato di fare credere? 

La dichiarazione dei redditi porrebbe fine alle speculazioni fatte da alcuni come Romney che vi sia una grossissima sorpresa nella situazione finanziaria di Trump. Si crede che Trump abbia pagato una aliquota molto bassa perché ha ripetuto parecchie volte di "lottare per pagare meno tasse possibile". Secondo il giornale Crain's New York Business, Trump ha beneficiato di una detrazione per individui con reddito inferiore a 500 mila dollari nel 2014, 2015 e 2016. Ciò non chiarisce il valore del suo patrimonio ma non sembra il reddito favoloso di un miliardario. 

Vi sono anche dubbi che lui non abbia dimostrato tanta generosità con i contributi caritativi e che potrebbe avere dei rapporti con persone poco oneste. Si crede anche che i suoi contributi a politici di destra come di sinistra potrebbero rivelare grossissimi grattacapi per possibili favori ricevuti. Inoltre la dichiarazione dei redditi farebbe luce sulle sue quattro bancarotte. 

Meglio dunque mantenere il segreto. Il problema però è che dal 1970 tutti i candidati presidenziali dei due maggiori partiti  hanno reso pubbliche le dichiarazioni dei loro redditi. Trump sarebbe la prima eccezione anche se lui ha promesso che lo farà dopo che il fisco completerà i suoi accertamenti. 

Nel 2012 quando Romney esitava a rilasciare le sue dichiarazioni fiscali, Barack Obama lo attaccò con annunci che mettevano in dubbio l'aliquota pagata dal suo avversario. 

Alla fine Romney dovette cedere perché non dichiarare i suoi redditi era divenuto più costoso politicamente. Hillary Clinton, la probabile avversaria di Trump, ripeterà questo tipo di annunci per forzare chiarezza sulle finanze del magnate di New York. 

Trump ha detto a Stephano-poulos che gli elettori non imparerebbero nulla dalla sua dichiarazione dei redditi. Lo crederanno i suoi fedelissimi elettori del Partito Repubblicano che gli hanno permesso di conquistarsi la nomination. Gli elettori dell'elezione generale sono più esigenti. Il reddito del presidente o possibile presidente è affare non solo di Trump ma di tutti i cittadini. 

*Docente di lingue all'Allan Hancock College, Santa Maria, California  

(dmaceri@gmail.com)   

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