Il fatto

Marò. Anche Girone torna a casa

27-05-2016

 

ROMA. Salvatore Girone torna a casa. Dopo quattro anni di attese e rinvii, la Corte suprema indiana ha accettato di rendere immediatamente esecutivo l'ordine del Tribunale arbitrale internazionale dell'Aja di far rientrare in Italia il fuciliere di Marina per tutta la durata del procedimento arbitrale. La prima vera buona notizia per il militare italiano da quando il 15 febbraio del 2012 fu arrestato in Kerala, insieme con Massimiliano Latorre, con l'accusa di aver ucciso due pescatori indiani scambiandoli per pirati mentre erano in servizio a bordo della nave mercantile italiana Enrica Lexie. 

Il primo a dare il "bentornato" a Girone è stato il premier Matteo Renzi con un tweet dal Giappone dove si trova per il G7. "Confermiamo la nostra amicizia per l'India, il suo popolo, il suo governo. E diamo il benvenuto al marò Girone che sarà con noi il 2 giugno". Una "stima" e una volontà di "collaborazione" con l'India che il presidente del Consiglio ha voluto ribadire anche qualche ora dopo durante la conferenza stampa dopo il vertice. 

Così il presidente del Consiglio ha voluto rassicurare Delhi sul fatto che Roma ha tutte le intenzioni di rispettare le sette condizioni poste dalla Corte suprema per il rientro del militare, tra le quali il divieto di lasciare l'Italia e l'impegno a riportarlo in India entro un mese se e quando il Tribunale arbitrale dovesse riconoscere la giurisdizione indiana sulla vicenda. Decisione che comunque non arriverà prima dell'estate 2018. 

Per il momento, l'Italia incassa il risultato positivo. Chi nella squadra di Renzi ha seguito più da vicino il dossier ha rivendicato il buon lavoro dell'esecutivo dopo troppi buchi nell'acqua e passi falsi. "Il governo questa volta ha fatto le cose per bene", è stato il commento del ministro degli Interni Angelino Alfano che, a scanso di equivoci, ha scandito: "Meglio di come erano state fatte prima". 

Il ministro degli Esteri Paolo Gentiloni ha elogiato "il lavoro di squadra" di governo e Camere sottolineando che il punto di svolta nell'intricata vicenda è stato "scegliere la strada dell'arbitrato", mentre la collega della Difesa Roberta Pinotti, tra le prime a parlare al telefono con Girone, si è detta "felice e soddisfatta". Ma un caso che per quattro anni ha infiammato le stanze della politica non poteva non suscitare, anche ieri, qualche polemica. 

Gli "irriducibili" Giorgia Meloni e Ignazio La Russa, pur esprimendo gioia per il ritorno in Italia del fuciliere di Marina, hanno attaccato il governo per il ritardo con cui il risultato è stato ottenuto. Polemiche che Renzi dal Giappone ha rispedito al mittente definendole "inutili". "I fatti sono fatti", ha detto il premier, sottolineando che solo un Paese "tornato solido, credibile e forte ha potuto ottenere un risultato che per quattro anni ha soltanto inseguito". 

Il rientro del marò in Italia è previsto entro la fine della settimana, come ha annunciato Gentiloni. Girone sarà accompagnato dal generale Carmine Masiello, consigliere militare di Palazzo Chigi, e dall'ambasciatore italiano in India, Lorenzo Angeloni. Parenti e amici del fuciliere lo aspettano con ansia in Puglia, dove ad accoglierlo ci sarà il commilitone Latorre. Ieri la Corte suprema ha anche fissato l'udienza per il riesame del suo permesso per motivi di salute. Il 20 settembre, a soli dieci giorni dalla scadenza.

 

 

"Ma io ancora non ci credo"

 

di Maurizio Salvi

 

NEW DELHI. Lui dice di non rendersene ancora conto completamente, ma la Corte Suprema indiana ha autorizzato ieri Salvatore Girone, dopo 51 mesi di dolorose vicissitudini giudiziarie, a tornare finalmente a casa. Questa "giornata particolare", che resterà certamente scolpita nella memoria di Salvatore per sempre, è cominciata con una telefonata (in Italia erano le 4) della moglie Vania che gli chiedeva "se c'erano novità". Ovviamente, alle 7.30 indiane, non ce n'erano. Era presto, e l'udienza era fissata per le 10.30. Per sciogliere l'ansia dell'attesa, ha cominciato a rovistare negli arma-di del suo appartamento all'interno dell'amba-sciata d'Italia per scegliere le prime cose da mettere nelle valigie che lo accompagneranno sull'aereo che lo riporterà in Italia. E in questa ricerca deve aver rivisto oggetti che lo hanno rimandato indietro nel tempo, all'inizio della sua storia indiana. Insieme con l'amico e superiore Massimiliano Latorre, prima in varie città del Kerala (Kochi, Kollam e Trivandrum), poi dal 2013 a New Delhi, Girone ha varcato le soglie di commissariati e tribunali, e perfino di un carcere, aspettando la fine di una vicenda trascinatasi oltre ogni logico limite. 

Carattere riservato e a tratti introverso, Salvo, come bonariamente lo chiamano gli amici, ha molte volte dovuto stringere i denti per incassare i continui colpi di scena ed i ritardi che hanno di volta in volta allontanato la fine del suo incubo. Ma ce l'ha fatta. Ha messo a frutto il tempo in cui è stato costretto a vivere in libertà provvisoria a New Delhi per rafforzare la sua cultura. Ha preso online un diploma di perito tecnico e superato alcuni esami nell'Università della Tuscia di Viterbo. Ed ha perfino studiato due lingue, inglese e spagnolo.

 E' andato due volte in licenza in Italia, con eventi che hanno finito per non ridurre ma aumentare le sue tensioni, e in India ha spesso ricevuto durante le festività la visita dei familiari (la moglie Vania ed i figli Michele e Martina, insieme al padre e la madre). Di recente, per riempire le ore di solitudine, ha deciso anche di acquistare un cane. Un Golden Retriever di nome Argo, che è diventato ben presto la sua inseparabile ombra e che in ambasciata è stato affabilmente ribattezzato "Sergente Argo". 

Partirà anche lui con destino l'Italia. Prima dell'udienza di ieri ha telefonato all'avvocato Paolo Busco, del team internazionale, che ha ringraziato per il sostegno ricevuto durante questo difficile periodo. Poi ha posizionato il cellulare in bella vista e ha atteso. Fino a quando è arrivato un sms tanto lapidario quanto straordinario: "Ok, preparati, puoi tornare a casa!".  Il tempo di comunicare la buona notizia a moglie e genitori, poi il suo telefono ha cominciato ad agitarsi. E' arrivato un sms con le congratulazioni del premier Matteo Renzi, poi una chiamata del ministro della Difesa Roberta Pinotti, che si è sempre occupata del suo caso, e poi una del presidente della Regione Puglia, Michele Emiliano. 

Non potendo rilasciare interviste per ordini superiori, Girone comunque ha chiesto all'Ansa di New Delhi di "trasmettere ai tantissimi amici che si sono rallegrati attraverso i social network per il suo imminente rientro, un caloroso abbraccio ed un sentito ringraziamento per la solidarietà manifestata".

 

 

 

 

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