Dall'Italia

Filippo Raciti e Anotnio Filippo Speziale

Parte il processo Raciti. Speziale: in carcere piango

di Mimmo Trovato

12-07-2007

CATANIA. "Sto male in carcere ed ho capito lo sbaglio che ho fatto, tanto che non andrò mai più allo stadio". Antonino Filippo Speziale, il giovane accusato della morte dell'ispettore Filippo Raciti, parla a voce bassa facendo spontanee dichiarazioni al Tribunale per i minorenni di Catania, dove si celebra il processo in cui è imputato per resistenza aggravata a pubblico ufficiale per gli scontri del 2 febbraio scorso durante il derby Catania‑Palermo. Si dichiara "pentito per quello che è accaduto".

Mentre parla davanti ai giudici lo ascoltano non soltanto avvocati e magistrati ma anche giornalisti e familiari perché il Tribunale, accettando la richiesta dell'imputato, ha deciso di fare celebrare il processo a porte aperte, anzi "socchiuse", visto che non sono ammesse né telecamere né fotografi, né radio.

Il processo parte dopo una serie di eccezioni procedurali quasi tutte respinte dal Tribunale per i minorenni, compresa quella per riaprire i termini per un rito alternativo come l'abbreviato. Poi parla Speziale: jeans blue strappati, camicia bianca e scarpe sportive color sabbia.

Lo fa tenendo gli occhi bassi e con voce incerta. "Alla luce di tutto quello che ho passato ‑ dice ‑ ho capito che ho sbagliato e non tornerò mai più allo stadio, perché non si può rovinare una vita per una partita di calcio".

Ma una cosa su tutte dispiace al giovane: "avere deluso" i suoi genitori perché, osserva, "non se lo meritavano".

"Durante la notte in carcere ‑ rivela ‑ mi sveglio terrorizzato per la paura di non potere più tornare a casa: mi viene da piangere e vorrei vedere un volto conosciuto, quello di mia madre".

Lo stato psicologico del giovane è anche al centro di una perizia medico legale che l'avvocato Lipera deposita chiedendo la scarcerazione, o in subordine la permanenza a casa, del suo assistito. Il pm e i giudici si riservano di esprimersi sulla richiesta.

Poi comincia l'audizione dei testimoni, tutti poliziotti. La giornata finisce con il rinvio del processo a sabato.

Ma le schermaglie procedurali proseguono fuori dall'aula: i difensori presentato ricorso in Cassazione per annullare l'ordine di arresto per omicidio e il Gip respinge intanto l'ennesima richiesta di nuova autopsia e di riesumazione della salma di Raciti.

Il palinsesto di oggi