Russia-USA: il summit della ripartenza. Ma incombe l'ombra del passato
MOSCA. Sarà il summit della ripartenza delle relazioni russo-americane quello che il leader del Cremlino Dmitri Medvedev e il presidente Usa Barack Obama si accingono a suggellare a Mosca, lunedì e martedì prossimi, con alcuni accordi sul disarmo nucleare e sull'Afghanistan.
Ma sul vertice incombe l'ombra del premier Vladimir Putin, che ieri ha reagito come una tigre ferita al rimprovero mossogli da Obama di avere "un piede nel passato" e una mentalità in parte ancora "da guerra fredda".
"Non stiamo con un piede nel passato, ma stiamo fermamente in piedi sulle nostre due gambe e guardiamo sempre al futuro", gli ha replicato Putin facendo finta di non essere a conoscenza delle critiche, ma guardando dritto nelle telecamere della tv durante un'ispezione agricola nel sud della Russia.
"Questa è la peculiarità della Russia. Questo è ciò che ha sempre consentito alla Russia di andare avanti e di diventare più forte. E questo continuerà'", ha aggiunto piccato, nonostante il successivo tentativo di dare un "caloroso benvenuto" a Obama auspicando un rafforzamento del dialogo bilaterale.
Ma poi si è tolto un altro sassolino dalle scarpe, sconfinando in una materia ormai di stretta competenza presidenziale: "Se noi vedessimo i nostri partner americani rinunciare al dispiegamento di nuovi complessi missilistici, di sistemi di difesa antimissile, o per esempio rivedessero il loro approccio verso l'allargamento dei blocchi politico-militari, o generalmente non pensassero più in termini di blocchi, allora questo sarebbe un grande passo avanti", ha osservato in riferimento allo scudo spaziale Usa e all'espansione della Nato, e rimandando così la palla della "guerra fredda" nella metà campo avversaria.
In precedenza era dovuto intervenire il suo portavoce Dmitri Peskov per cercare di limitare i danni della critica di Obama: "Credo che Obama non possegga un'informazione completa. Sono sicuro che dopo l'incontro con Putin, il presidente Usa cambierà il suo punto di vista", ha spiegato Peskov, assicurando che Putin "ha capito da tempo" che la guerra fredda è finita.
Invece, ha aggiunto, resta in piedi l'emendamento Usa Jackson-Vanik del 1974 che subordina le relazioni commerciali con i Paesi dell'ex Urss al diritto delle minoranze religiose di emigrare. "Se questo non è un approccio da guerra fredda, allora cos'é?", ha incalzato il portavoce. Scintille, che potrebbero avvelenare, dietro le quinte, il clima prevertice finora molto disteso.
La critica di Obama, in effetti, rischia di azzoppare l'immagine di Putin, in Occidente ma anche in Russia, soprattutto se confrontata con i numerosi elogi profusi nei confronti di Medvedev, che legittimandolo come nuovo e moderno interlocutore potrebbero avere effetti sugli equilibri di potere interno, ossia sul peso dei due nel tandem alla guida del Paese.
"Una persona profonda, lungimirante", ha detto di lui Obama nella sua prima intervista ai media russi, dopo aver ricevuto ieri le lodi di Medvedev dal suo videoblog. "Penso che stia facendo un buon lavoro per guidare la Russia nel XXI secolo", ha osservato, mentre è stato più parco e diplomatico sul Putin: "Ovviamente è stato un leader molto forte per il popolo russo".
Ieri, comunque, il Cremlino ha annunciato gli unici due accordi sicuri. Il primo è la firma di un documento quadro sul disarmo che definirà il numero delle testate nucleari e dei vettori da ridurre per arrivare poi ad un nuovo trattato entro la fine dell'anno o l'inizio del 2010, in sostituzione dello Start che scade il 5 dicembre. Tutto dipenderà però dal futuro dello scudo antimissile, che Mosca lega al negoziato sul disarmo. Il secondo accordo riguarda il transito di materiale militare Usa verso l'Afghanistan attraverso la Russia, che peraltro ha già dato disco verde alla prosecuzione dell'utilizzo della base aerea Usa in Kirghizistan. Più difficile, secondo gli analisti, arrivare a risultati concreti sull'Iran, mentre su altri temi spinosi come la Georgia e l'allargamento della Nato dovrebbe prevalere il basso profilo. Più attese invece sul fronte della cooperazione economica. In ogni caso, sarà il vertice del "reset", Putin permettendo.
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19-05-2012
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