La comunità

Louis Tallarini, presidente della Columbus Citizens Foundation con due ospiti dell'evento

Columbus Day edizione 2007, omaggio alle donne

08-10-2007

Il Columbus Day edizione 2007 è un omaggio alle donne. La first lady della cucina italiana Lidia Bastianich alla testa della parata con la fascia di Grand Marshal, la vincitrice del premio di miglior artista di pop-music, Kara DioGuardi e Maria Bartiromo conduttrice televisiva della Cnbc, madrina della serata di gala sabato sera al Wardolf Astoria di Manhattan.

Nel salone delle feste erano presenti oltre mille ospiti, tra cui il ministro della Giustizia Clemente Mastella, l'ambasciatore a Wa- shington Giovanni Castellaneta, il console generale Francesco Talò, il generale comandante della Guardia di Finanza, Cosimo D'Arrigo, i senatori Giuseppe Izzo, Giorgio Mele e Learco Saporito, il county executive di Westchester, Andrew Spano e Sandra Lonardo, presidente del Consiglio regionale della Campania.

"Le donne italoamericane - ha detto Lawrence Auriana chairman della Columbus Citizens Foundation - hanno raggiunto molti obiettivi: Madre Cabrini, la prima Aanta americana ad essere canonizzata, Ella Grasso la prima donna eletta governatore dello stato del Connecticut, Geraldine Ferraro già candidata alla Casa Bianca e Nancy Pelosi, prima donna presidente della Camera dei deputati a Washington. Queste sono quelle più celebrate, ma ci sono anche quelle meno note, le madri e le mogli che ci hanno avvicinato ai valori della famiglia e della solidarietà che ci portiamo dentro tutti".

Louis Tallarini, presidente della Columbus Citizens Foundation, ha consegnato una scultura del busto di Cristoforo Colombo, riconoscimento assegnato quest'anno al ministro Mastella, a Lidia Bastianich e Kara DioGuardi.

Al folto pubblico - senza dimestichezza con la nostra lingua - il ministro si è rivolto in italiano.

"Mi dispiace da un lato, ma dall'altro no che io parli nella lingua dei vostri padri, dei vostri nonni, ma che è anche la lingua di Dante Alighieri. In realtà - ha detto Mastella - la colpa è di mia moglie che ho conosciuto più di trenta anni fa quando venni negli Usa e mi sono fidanzato con lei che viveva qua e che ho sposato. Lei era venuta qua emigrante come tanti di voi e debbo a lei il fatto che capisco l'americano, ma non lo parlo, perché come tutti quelli del Sud che sono pigri, anch'io sono un po' pigro. Per me l'America è un fatto di grande importanza, è stato un sogno anche per me. L'America per tanti dei vostri padri è stata la felicità e l'infelicità. La felicità per un nuovo mondo, per una grande nuova speranza, ma l'infelicità di rompere rapporti umani, solidarietà, che sono un fatto di grande nostalgia, di grande malinconia. Sono molto orgoglioso di essere qua. Tanti anni fa pensavo: chissà se un giorno sarò ospite d'onore e ora si è verificato. Ho fatto in modo tale che come ministro della Giustizia italiana potessi essere qua, perché in questi giorni c'è un po' di crisi in Italia e mi sono detto: speriamo non cada il governo altrimenti non sarò ospite al Columbus Day. Ora, succeda quel che succeda, anche la crisi, tanto sono stato qua con voi e la cosa mi ha fatto molto piacere. Comunque, credo che questa serata particolare sia anche un modo con il quale si testimonia tra italiani d'America e italiani d'Italia una grande, enorme solidarietà. Sarà per quella lontana data di tanti anni fa, ma il mio rapporto e il mio legame anche politico in Italia nei confronti degli Stati Uniti rimane sempre forte, sempre saldo e fondamento anche della mia politica. E rimarrà saldo e principio biblico nelle relazioni internazionali per la costruzione della pace tra Italia e Stati Uniti. Siamo orgogliosi degli italiani d'America per la loro presenza nella società americana che esalta i valori della comunità italiana e il legame con l'Italia intera. Siamo orgogliosi di quelli che si sono fatti da soli con grande sacrificio, con grande slancio. L'Italia in questo momento vi ringrazia ufficialmente attraverso me".

Maria Bartiromo, cresciuta a Bay Ridge a Brooklyn, volto noto del piccolo schermo ha presentato un messaggio che fatto pervenire alla Fondazione dalla first lady, Laura Bush in cui ha sottolineato che 850 studenti hanno ricevuto borse di studio per il prosieguo degli studi superiori da parte della Fondazione. Poi, parlando della sua recente visita a New York, Laura Bush ha aggiunto "ero al ristorante di Lidia la settimana scorsa e lasciatemi dire che il suo baccalà è imbattibile. Tanto, che l'ho convinta a venire alla Casa Bianca per cucinare in una prossima occasione". Il gala ha avuto anche una parentesi di intratte- nimento con Katharine McPhee, vinci- trice del concorso televisivo "American Idol" che ha proposto brani composti da Kara Dioguardi il cui padre Joseph, già congressman, proviene da Giovinazzo in provincia di Bari. "Mia nonna è stato il mio role model - racconta Kara -, perché aveva l'abilità di pensare sempre agli altri, incondizionatamente, a gente anche che non conosceva e questo ricordo spiana la via della mia vita".

E sabato, a distanza di 29 anni da quando Kara si affacciò timidamente al palco del Wardolf Astoria per cantare per la prima volta di fronte a Sofia Loren, è tornata di nuovo, alla grande con un album multi-platino ed una sfilza di brani suoi che sono stati interpretati dai più famosi artisti internazionali.

"Quella opportunità che mi fu data quando avevo 12 anni ha fruttato una carriera che considero solo all'inizio, perché ho tanta voglia di proseguire e desidero che il mio successo sia di ispirazione per altri giovani".