Divorzio Berlusconi Lario. Veronica-Silvio, primo round
MILANO. Cinque ore in cui si sono alternati i sentimenti, gli affetti e i freddi numeri dell'immenso patrimonio di Silvio Berlusconi. Un pomeriggio intero davanti a un giudice nel tentativo di arrivare a un'intesa, ma pare con scarsi risultati. Si è concluso così il primo round della causa di separazione tra il presidente del Consiglio e Veronica Lario. Separazione con addebito chiesta dal lei in autunno, dopo 19 anni di matrimonio, 30 di convivenza e tre figli.
Sabato in una delle stanze della Prefettura di Milano, che nulla hanno a che vedere con quelle che si affacciano sul corridoio sempre affollato della nona sezione civile del Tribunale, Gloria Servetti, il magistrato che guida uno degli uffici più delicati del palazzo di Giustizia, ha tenuto l' udienza di conciliazione: ha convocato i coniugi per cercare di ricomporre la situazione e arrivare quanto meno a una separazione consensuale. Tutto, pare, sarebbe avvenuto in un clima abbastanza sereno, tranquillo. Il premier e Veronica Lario sarebbero apparsi calmi ma ben determinati. Il giudice, come vuole la legge, prima ha sentito quella che per il codice di procedura civile è la "ricorrente": Veronica Lario da sola, senza avvocati, ha spiegato le ragioni che l'hanno portata a voler calare il "sipario". Poi è toccato al premier, anche lui da solo. E infine il faccia a faccia della coppia, accompagnati dai loro legali, Cristina Morelli, per la signora, e Ippolita e Niccolò Ghedini per il presidente del consiglio che è anche assistito dall'avvocato Cristina Rossello.
A parte i motivi "personali" e la scelte di vita che hanno portato il premier e sua moglie a un punto di non ritorno, gli avvocati di lui avrebbero depositato tempo fa un memoriale sulle presunte infedeltà e sul patrimonio personale di lei: un elenco di immobili, società e denaro messi insieme dalla signora nei molti anni di matrimonio e i circa 70 milioni versati dal premier per tutelare gli interessi dei figli Barbara, Eleonora e Luigi. Si sarebbe discusso dell'assegno mensile chiesto da lei, circa tre milioni e mezzo, giudicato "esorbitante" dalla controparte che avrebbe rilanciato: 200 mila o al massimo 300 mila euro al mese. La data e luogo dove far incontrare il premier e la signora Lario erano stati stabiliti da qualche tempo, e tutto, almeno nelle intenzioni del giudice Servetti, avrebbe dovuto rimanere segreto.
"Avevamo adottato tutte la cautele possibili per mantenere la privacy - ha affermato ieri il magistrato - e sono, quindi, molto amareggiata e dispiaciuta che, il giorno dopo, la vicenda sia apparsa sulla stampa. La mia linea e quella del mio ufficio é di non parlare". Ora, prima che il giudice emetta un provvedimento provvisorio, dovrebbe esserci, come accade in tutte le cause di separazione, un'altra udienza (forse entro la fine di marzo) e magari un'altra ancora, anche se pare che molti siano gli ostacoli per arrivare a un accordo e mettere fine al matrimonio. Il vero nodo da sciogliere riguarda la suddivisione dell' eredità Fininvest, la finanziaria a capo del gruppo di famiglia, tra i figli di primo e di secondo letto del Presidente del Consiglio, con Veronica che in tutti i modi vuol evitare che ai suoi tre venga riservato un trattamento diverso: per loro rivendica un ruolo centrale nelle aziende di famiglia.












