Economia

Toyota USA. Mea culpa davanti al Congresso Usa

24-02-2010

NEW YORK. Fa mea culpa davanti al Congresso Usa e si assume tutta la responsabilità della crisi di sicurezza che Toyota si trova ad affrontare. Akio Toyoda, presidente della casa automobilistica giapponese e nipote del fondatore della società, deposita alla commissione di supervisione e riforme del governo della Camera la propria testimonianza in vista dell'audizione di mercoledì. "Sono profondamente dispiaciuto per gli incidenti sperimentati" dai clienti Toyota, afferma Toyoda ammettendo che Toyota è forse cresciuta troppo rapidamente. Nella prima delle tre audizioni convocate per far luce sui problemi di sicurezza dal Congresso americano, la casa automobilistica nipponica avverte: i recenti richiami potrebbero non risolvere "completamente" i problemi all'acceleratore. "Le cause dell'accelerazione - ammette il numero uno di Toyota negli Usa James Lentz - possono essere molte. Non escludiamo nulla. Restiamo vigili e continuiamo a indagare. Quello che comunque sappiamo oggi è che non si tratta di un problema elettronico". Durante l'audizione Lentz si lascia sfuggire di aver perso un fratello trentenne per un incidente automobilistico e, quindi, "so quello che provano le famiglie" che hanno avuto incidenti o perdite maggior a causa di un incidente. Toyota - spiega Lentz - ritiene che alla radice dei problemi all'acceleratore ci siano "due specifiche cause meccaniche" ma c'é la possibilità che si tratti d' "errori meccanici, umani o di altro genere. Continuiamo a indagare". La casa automobilistica giapponese sta "globalizzando il processo di monitoraggio sulla qualità", aggiunge Lentz precisando che "i test condotti dal precedente governo americano non avevano mostrato problemi" alle vetture Toyota. "Nel corso degli ultimi anni Toyota si è sviluppata rapidamente. Francamente ritengo che il ritmo al quale siamo cresciuti potrebbe essere stato troppo rapido", mette in evidenza Toyoda. Scusa con le quali cerca - secondo gli osservatori - di limitare i danni all'immagine che il maxi-richiamo ha avuto sulla casa automobilistica che considera la sicurezza come la priorità assoluta, insieme alla qualità e ai volumi. Con la crescita queste priorità "si sono confuse, e non siamo stati in grado di fermarci, pensare e apportare i miglioramenti. Siamo cresciuti a una velocità superiore a quella dello sviluppo della nostra organizzazione. Sono rammaricato del fatto che questo si sia tradotto nei richiami". "Faro tutto quello che è in mio potere per assicurare" che nulla del genere accada di nuovo. "Il mio nome é sopra ogni vettura. Mi impegno personalmente affinché Toyota lavori vigorosamente e senza sosta per riguadagnare la fiducia dei consumatori", aggiunge Toyota nel suo mea culpa che arriva nel giorno in cui la società annuncia vendite boom globali a gennaio di auto Toyota (al netto degli altri brand del gruppo), pari a 537.454 unità (+15,3% annuo), proprio in coincidenza con il periodo che ha preceduto lo scoppio della crisi dei richiami. A Tokyo, il tonfo d'immagine del testimonial d'eccellenza del Made in Japan ha spinto il governo a rivedere al ribasso le previsioni sull'export nella relazione economica di febbraio, pur conservando per il settimo mese di fila una stima totale positiva.