Lambro-Po. L'allarme degli ambientalisti
ROMA. È allarme degli ambientalisti sul disastro ecologico dei fiumi Lambro e Po, nonostante le rassicurazioni arrivate ieri dal capo della Protezione civile Guido Bertolaso che, visitando il Po, ha dichiarato che le analisi delle acque sono nella norma e la pellicola oleosa che copre il fiume non è pericolosa. Ma il disastro ambientale che ha interessato i due fiumi, invasi da martedì da un'onda di petrolio fuoriuscito dalla raffineria di Villasanta vicino Monza, allarma le associazioni ambientaliste, che ieri hanno dato vita a varie proteste, mentre la Procura di Rovigo ha aperto un'indagine sulla vicenda. E nel pomeriggio di ieri un nuovo allarme, poi in parte rientrato, ha interessato il fiume Lambro, in Brianza, per un altro sversamento di sostanza non identificata nelle acque.
Secondo l'assessore provinciale all'ambiente di Monza, Fabrizio Sala, si tratta di un "episodio di portata limitata, forse riconducibile al lavaggio di un serbatoio non si sa però contenente quale sostanza". Si esclude, comunque, che si tratti di idrocarburi.
Secondo i carabinieri non si esclude che a provocare lo sversamento, avvenuto nel territorio comunale di Sovico, possa essere stato il lavaggio di una cisterna. Le chiazze, di colore blu, pare si siano già in gran parte dissolte.
- DANNI A DELTA PO, PROCURA ROVIGO APRE FASCICOLO: La Procura di Rovigo ha aperto un fascicolo relativamente allo sversamento di idrocarburi che dal Lambro è finito nel Po. Il sostituto procuratore Manuela Fasolato intende verificare se e quanto il passaggio della macchia oleosa lungo il Po possa aver danneggiato o meno l'ecosistema fluviale e in particolare l'ultimo tratto del delta. Nei prossimi giorni dunque la magistratura intende raccogliere campionamenti delle acque per verificare l'entità del danno causato dallo sversamento.
- ERRANI, EMILIA-ROMAGNA CHIEDERÀ I DANNI: La Regione Emilia-Romagna "sta valutando la possibilità di costituirsi parte civile per i danni, anche a seguito del fatto che, in modo sempre più concreto, sta emergendo che siamo di fronte a un atto doloso". Lo ha annunciato a proposito dell'inquinamento del Po il presidente Vasco Errani: "La cosa fondamentale per noi adesso - ha spiegato - è che, attraverso la dichiarazione di emergenza nazionale, parta immediatamente la bonifica. Perché, oltre al problema di raccogliere il gasolio e gli olii pesanti finiti nel Lambro e nel Po, ora ci sono da bonificare le sponde per evitare danni ambientali collaterali. Questo richiederà uno sforzo finanziario rilevante e il Governo, anche il ministro dell'Ambiente, si è impegnato e deve essere proprio così".
- AMBIENTALISTI PROTESTANO: In mattinata una catena umana di oltre 300 persone, secondo la cifra fornita da Legambiente, ha abbracciato simbolicamente il fiume Lambro. Con cartelli, striscioni, uomini, donne e tanti bambini si sono sistemati lungo la riva del fiume nel parco Lambro e poi sono passati sull'altra riva attraverso uno dei tanti ponticelli. Alla iniziativa lanciata da Legambiente e sottoscritta tra gli altri dal regista Ermanno Olmi, hanno aderito numerose associazioni ambientaliste. Nel pomeriggio un centinaio di militanti delle associazioni ambientaliste di Monza e della Brianza si è radunato davanti alla ‘Lombarda Petroli' di Villasanta, la raffineria dalla quale ignoti sabotatori hanno provocato la fuoriuscita del gasolio che ha inquinato il Lambro o il Po.
Alcuni manifestanti erano travestiti da uccelli anneriti dal petrolio, come le anatre e i cormorani che vivono lungo i due corsi d'acqua. Erano presenti delegazioni di Legambiente, dei Verdi, l'Associazione parchi del Vimercatese, Sinistra ecologia e libertà e il Partito democratico. La Lipu lancia un allarme per la sopravvivenza di anatre e gabbiani sul delta del Po e anche la Coldiretti è allarmata per la "gravità di un episodio che mette in pericolo un intero ecosistema".
Secondo l'Istituto di Ricerca Sulle Acque (Irsa) del Cnr, inoltre, l'impatto dello sversamento sul Mar Adriatico sarà comunque "inevitabile".












