Fiat. Marchionne tra Brasile e Ginevra
TORINO. Da Detroit, per un'iniziativa benefica, a Ginevra, per il salone dell'automobile, passando per il Brasile, dove è in programma l'inaugurazione di un nuovo impianto della Case-New Holland: è fitta l'agenda degli impegni per i prossimi cinque giorni dell'amministratore delegato della Fiat Sergio Marchionne. Ma un appuntamento cruciale è quello in programma venerdì a Roma al Ministero dello sviluppo economico dove è nuovamente convocato il tavolo fra istituzioni, azienda e sindacati per Termini Imerese. Non è prevista la presenza del manager italo-canadese ma è chiaro che si tratta di una tappa importante del confronto sull'impianto siciliano.
Il ‘tour de force' di Marchionne è iniziato ieri sera da Detroit dove è stato l'ospite d'onore di una cena per raccogliere fondi in favore dell'Abruzzo su iniziativa della Federazione abruzzese del Michigan. Tra oggi e domani partirà invece per il Brasile dove martedì inaugurerà, insieme al presidente brasiliano Luiz Inacio Lula da Silva, la maggior fabbrica di mietitrebbia, trattori e scavatrici dell'America Latina che è sorta a Sorocaba, città satellite di San Paolo, per opera della Case/New Holland. L'arrivo a Ginevra è previsto nella tarda mattinata di mercoledì.
Il giorno precedente ci sarà invece il presidente del Lingotto e della Ferrari Luca Cordero di Montezemolo. Marchionne visiterà il salone ma parteciperà anche al tradizionale incontro dell'Acea, l'associazione che riunisce i costruttori europei. Sulla scia degli appuntamenti internazionali, però, la vicenda interna di Termini Imerese e le complessive strategie italiane rimangono un nodo cruciale per i sindacati. "Stia attenta la famiglia Agnelli a non perdere la simpatia degli italiani" ha detto ieri a Torino il segretario generale della Cisl Raffaele Bonanni.
La Fiat, ha aggiunto, deve stare attenta "a non abusare della tolleranza degli italiani perché una realtà economica e imprenditoriale come quella ha bisogno del loro aiuto". Parlando in particolare modo di Termini Imerese, il segretario generale della Cisl ha sottolineato che "il sito non va abbandonato". "La Regione Sicilia e lo Stato - ha proseguito - devono mettere i soldi per fare vivere quel sito. Però con la Fiat dobbiamo fare un discorso complessivo. L'azienda ci deve dire i suoi programmi per Torino, per Napoli e per gli altri stabilimenti italiani".
Intanto in serata, in Piazza Sant'Antonio, a Termini Imerese, si è svolta una fiaccolata contro la chiusura dello stabilimento della Fiat e per rivendicare la salvaguardia di circa tremila posti di lavoro tra dipendenti diretti del Lingotto e lavoratori delle aziende dell'indotto. Al momento, la task force istituita dal ministro Claudio Scajola ha ricevuto 16 offerte per il sito siciliano, dove 1.600 persone assemblano la Lancia Y, in produzione fino alla fine del 2011. Il ministero sta predisponendo un bando internazionale per attrarre altri investitori.
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