Caso Meredith. Delitto da movente erotico-violento
PERUGIA. Quello di Meredith Kercher è stato un omicidio con un movente "erotico, sessuale, violento", maturato in un "crescendo" cominciato con Rudy Guede che, "cedendo alla propria concupiscenza", tentò un approccio con la giovane. Venne però respinto e a quel punto intervennero Raffaele Sollecito e Amanda Knox per i quali la prospettiva di aiutarlo "poteva apparire come un eccitante particolare che, pur non previsto, andava sperimentato". È il quadro delineato dalla Corte d'assise di Perugia che il 5 dicembre scorso ha condannato il giovane pugliese e l'americana. Infliggendo 25 anni di reclusione a Sollecito e 26 alla Knox.
Condanne che i due ex fidanzati stanno scontando in carcere dopo essere stati arrestati dalla polizia il 6 novembre del 2007 (cinque giorni dopo il delitto al quale i due si proclamano estranei). I motivi della loro decisione i giudici li spiegano in 427 pagine depositate ieri. Un provvedimento articolato che delinea una quadro "senza vuoti e incongruenze". Il cui esito "necessario e strettamente consequenziale" è per i giudici la condanna dei due imputati ai quali vanno comunque concesse le attenuanti generiche perché incensurati e giovanissimi (26 anni Sollecito, 23 la Knox), con in più inesperienza e immaturità proprie di quella età.
Cosa successe nella casa di via della Pergola (dove Mez abitava insieme all'americana e a due italiane assenti la notte del delitto) la Corte lo ha ipotizzato nelle Valutazioni conclusive. Secondo i giudici "nessun elemento" ha confermato che i due imputati non si trovassero lì ma a casa di Sollecito come hanno invece sostenuto. "False e finalizzate a sottrarsi all'accertamento della verità" sono state considerate le affermazioni su questo punto dell'americana che per i giudici vanno quindi valutate come "indizio a carico".
Per Sollecito e la Knox il collegio - facendo propria la ricostruzione dei pm Giuliano Mignini e Manuela Comodi sulla base delle indagini della polizia - ha delineato una serata improvvisamente libera durante la quale si recarono in via della Pergola facendo entrare in casa (verso le 23) Guede (processato con il rito abbreviato e condannato in appello a 16 anni di reclusione) che andò subito in bagno mentre i due allora fidanzati si appartarono in camera della giovane di Seattle "per stare in intimità". Una situazione probabilmente avvertita dall'ivoriano come "carica di sollecitazioni sessuali", tanto da indurlo - è l'ipotesi ritenuta più probabile dalla Corte in base agli indizi a disposizione - a cercare un approccio con Mez ancora sveglia, vestita e intenta nella lettura di un libro o in un compito universitario in camera sua. Avance alle quali però l'inglese - si legge ancora nelle 427 pagine - oppose un "netto rifiuto" dopo il quale Sollecito e la Knox "intervennero spalleggiando Rudy". Perché - ritengono sempre i giudici - la prospettiva di aiutarlo "nel proposito di soggiogare Meredith per abusarne sessualmente poteva apparire come un eccitante particolare che, pur non previsto, andava sperimentato".
Il tutto in un contesto segnato anche dall'uso di droga da parte dei due ex fidanzati che ferirono al collo Mez: prima Sollecito, dopo avere tagliato il reggiseno, provocando la ferita più piccola con un coltello che portava sempre con sé e quindi la Knox, che provocò la lesione maggiore con quello da cucina poi sequestrato in casa del giovane pugliese (per i giudici è "affidabile" l'esito dell'indagine genetica condotto dalla scientifica sulla lama definita "assolutamente compatibile" con la ferita più grave) dopo un ultimo "grido fortissimo di dolore". Dopo che Guede aveva violentato con una mano la giovane inglese ormai "quasi completamente denudata". Poi il tentativo da parte di Sollecito e della Knox di inscenare un furto e le accuse, risultate infondate, dell'americana a Patrick Lumumba, per le quali è stata condannata anche per calunnia.
Un quadro accusatorio contro il quale i difensori di sollecito e della Knox - "non eravamo lì quando Mez venne uccisa" la loro versione - hanno comunque già annunciato appello.












