Costume

Oscar. La risurrezione country di Jeff Bridges

06-03-2010

LOS ANGELES. La Academy ama le resurrezioni e domenica gli Oscar decreteranno quasi certamente quella di Jeff Bridges: l'attore è il grande favorito alla vittoria della statuetta per la miglior interpretazione dell'anno in campo maschile.

Il ruolo di Bad Blake, un cantante di country music giunto ben oltre la fine della sua carriera dopo una vita dissipata, è tagliato perfettamente per Bridges che offre in "Crazy Heart" la performance della sua vita.

"Jeff Bridges è non soltanto uno dei più grandi attori esistenti - ha sottolineato il regista del film Scott Cooper - ma è anche un ottimo musicista e un grande cantante".

Per Jeff Bridges si tratta, all'età di 60 anni, della quinta candidatura. La prima era giunta nel 1971 con l'indimenticabile "The Last Picture Show" (nei panni del fidanzatino di Cybill Shepherd), seguita tre anni dopo da un'altra candidatura per "Thunderbolt and Lightfoot" (era stato battuto dal Robert De Niro del "Padrino II").

La terza nomina era giunta nel 1984 per "Starman" (ma l'Oscar era andato a F. Murray Abraham per Amadeus) e la quarta nell'anno 2000 per "The Contender" (battuto stavolta dal formidabile Benicio Del Toro di "Traffic").

Ma tutto lascia pensare che questa sia la volta buona per Jeff Bridges, la ciliegina sulla torta di una carriera che ha regalato agli amanti del cinema personaggi cult come il Dude per eccellenza del "Grande Lebowsky" dei fratelli Coen e il frustrato pianista jazz dei "Favolosi Baker" (dove lo show era però rubato dalla sensuale Michelle Pfeiffer).

Ma con "Crazy Heart", la malinconica e sofferta interpretazione del vecchio cantante country Bad Blake, che ha esaurito le sue ballate e le sue possibilità di riscatto, Jeff Bridges, un attore che ha sempre evitato come la peste i personaggi eroici, è riuscito a dare vita sul grande schermo ad un personaggio convincente soprattutto nei suoi difetti e nei suoi errori.

Jeff Bridges dovrà vedersela la notte degli Oscar con George Clooney - giunto alla quinta candidatura: tre come attore, una come regista e una come sceneggiatore - che in "Up in the Air" offre al pubblico una forma ben diversa di smarrimento della strada maestra della propria vita. Da notare che Clooney ha già una statuetta nella sua carriera, come miglior attore non protagonista nel 2005 per "Syriana".

A quota cinque candidature é Morgan Freeman, in lizza per "Invictus" dove interpreta il leader africano Nelson Mandela. Freeman ha già vinto la statuetta nel 2004 (come miglior attore non protagonista) per "Million Dollar Baby" ed è stato nominato altre tre volte per "Street Smart", "Driving Miss Daisy" e "The Shawshank Redemption".

La cinquina è completata da Colin Firth (A Single Man) e da Jeremy Renner, l'interprete dell'intenso "The Hurt Locker". Ma sarebbe una grossa sorpresa se l'Oscar non finisse domenica a Jeff Bridges.