Washington. Basket. Seconda vita di Mario Jones
WASHINGTON. La ex sprinter Marion Jones, finita in prigione dopo avere ammesso di avere usato sostanze dopanti in una carriera coronata da cinque medaglie olimpiche a Sydney, tenterà una seconda carriera sportiva nel basket.
La Jones ha firmato un contratto con la squadra dei Tulsa Shock (in Oklahoma) che gioca nel campionato WNBA. Un ritorno alle origini per l'atleta, che aveva iniziato la sua carriera sportiva proprio sotto canestro giocando negli anni del college nella squadra della Università della Carolina del Nord, aiutando il suo quintetto a ottenere un record strepitoso di 92 vittorie a 10 sconfitte (in tre anni) ed una vittoria del campionato universitario femminile nel 1994.
La Jones non ha però mai giocato nel campionato WNBA essendo passata all'atletica leggera prima di poter giocare per il team di basket Phoenix Mercury. "La parola redenzione non è nel mio vocabolario - ha detto la Jones in una conferenza stampa con i dirigenti della squadra di basket dei Tulsa Shock - Sono una persona competitiva e desidero giocare contro i migliori atleti del mondo".
La Jones, che ha 34 anni, ha ammesso che il basket è cambiato dai tempi della sua carriera universitaria: "Adesso il gioco è dieci volte più veloce e le atlete sono dieci volte più brave".
Oltre a offrire alla Jones la possibilità di tornare allo sport, dopo lo scandalo degli steroidi, il contratto con la squadra di Tulsa offre anche al campionato femminile WNBA un nuovo motivo di interesse. "Marion ha preso decisioni sbagliate in passato ma ognuno merita di avere una seconda chance - ha detto il presidente dei Tulsa Shock, Steve Swetoha - La città di Tulsa è ben felice di offrire a Marion questa seconda possibilità".
La Jones divenne nel 2000 l'eroina americana delle Olimpiadi di Sidney conquistando cinque medaglie (tre d'oro e due di bronzo) ma la sua carriera atletica si concluse in disgrazia dopo la scoperta che la campionessa aveva fatto uso di steroidi vietati. La Jones aveva anche trascorso sei mesi in un carcere del Texas per avere mentito durante l'indagine.
20-05-2012












