Dal Mondo

Iraq/Elezioni. Primi risultati subito contestati

12-03-2010


BEIRUT. Finalmente, quattro giorni dopo "l'election day" per il secondo Parlamento iracheno del dopo Saddam, a Baghdad sono stati diffusi i primi risultati del voto, ma relativi solo ad alcune delle 18 province del Paese, e solo a circa il 30 per cento dei voti.

E subito dopo, sono arrivate anche le prime denunce pubbliche di "massicce frodi".

Nelle province di Babilonia e Najaf, nel Sud sciita del Paese, secondo i primi dati diffusi dalla Commissione elettorale é nettamente in testa la Lista 'secolare' per lo Stato di Diritto, guidata dallo sciita premier uscente Nuri Al Maliki. Al secondo posto si piazza l'Alleanza Nazionale irachena, che ha un carattere più marcatamente religioso, e di cui fanno parte esponenti della corrente che fa riferimento al leader radicale sciita Moqtada Sadr.

Al terzo posto, ma nettamente staccato, arriva il Blocco iracheno, una formazione spiccatamente 'laica e trasversale', guidata dall'ex premier sciita Iyad Allawi e di cui fa parte anche il vice presidente sunnita Tareq al Hashimi. E proprio un importante esponente della lista di Allawi, Adnan al Janabi, in una conferenza stampa a Baghdad, ha denunciato brogli pesanti.

"Abbiamo registrato decine di violazioni. Ci sono interferenze da parte di molti dirigenti", ha detto, aggiungendo che delle schede sono state persino trovate nella spazzatura. La sua lista, come ampiamente previsto, si è invece affermata in due province a maggioranza sunnite, Diyala e Salaheddin, secondo però i dati relativi ad appena il 17 per cento dei voti espressi.

E come ampiamente previsto, per i due storici partiti curdi, cioé il Puk guidato dal presidente Jalal Talabani e l'Udk guidato dal presidente regionale Massud Barzani, si va profilando una netta affermazione nelle regioni autonome del Kurdistan iracheno. Fin qui, dunque, tutto come da copione.

A partire dalla lentezza dello spoglio delle schede, ovvero delle preferenze espresse dal 62,4 per cento dei quasi 19 milioni di aventi diritto. Per avere i risultati definitivi, per sapere chi saranno i 325 deputati della nuova assemblea, secondo le previsioni sarà necessario attendere fino alla fine del mese. E anche per ciò che riguarda i risultati preliminari si va delineando lo scenario atteso.

L'affermazione della lista di al Maliki è pronosticata nelle nove province del Sud, tra cui quelle di Najaf e Babilonia, così come per quella di Allawi nelle quattro province sunnite, comprese Diyla e Salaheddin, e quella dei due maggiori partiti curdi nel Nord. E attese erano anche le dununce di brogli. Tanto che l'ambasciatore americano a Baghdad, Chris Hill, nei giorni scorsi ha ripetuto che per il buon esito di queste elezioni sarà decisivo "non tanto il comportamento dei vincitori, quanto quello di chi perderà".

Anche l'inviato speciale delle Nazioni Unite a Baghdad, l'olandese Ed Melkert, ha messo le mani avanti affermando che lo spoglio delle schede "é un procedimento onesto, e per questo è molto importante che l'annuncio dei risultati preliminari venga accettato da tutti".