Inter. Mario Balotelli non gioca contro il Chelsea
LONDRA. Poteva portarlo a Londra e lasciarlo in tribuna, qualora il ginocchio avesse dato ancora noie. Invece José Mourinho ha deciso che Mario Balotelli non doveva nemmeno prendere parte alla trasferta per la sfida contro il Chelsea, la partita decisiva per la stagione nerazzurra. "Se devo dire perché non è convocato Balotelli, devo anche spiegare perché non lo sono Khrin, Chivu o Arnautovic", ha tagliato corto il portoghese e a questo punto si fa fatica a credere che sia solo tecnica questa scelta che ha il sapore di un'altra frattura tra i due. Per cosa, è tutto da chiarire. Forse, per l'ennesima volta, il portoghese ha visto il ragazzo risparmiarsi in allenamento. Falso, dice chi lo conosce bene, Mario lavora sodo e spesso arriva alla Pinetina in anticipo.
Forse Balotelli ha avuto qualche reazione sopra le righe alle continue punzecchiature che pare riceva dal tecnico di Setubal. In attesa di spiegazioni ufficiali, fra le voci che si accavallano per spiegare la 'punizione tecnica', anche quella (senza conferme) di una battuta di Mario in spogliatoio a proposito della rimonta del Milan. "Se è così mi dispiacerebbe", ha borbottato in mattinata Massimo Moratti, sorpreso dalla mancata convocazione. Una scelta di Mourinho che stasera passerà alla storia come un azzardo senza senso o una decisione funzionale. A seconda del risultato. Di certo, è l'ultimo atto di una storia, lunga quasi due anni, di scintille fra allenatore e attaccante, che rischia di avvicinarsi pericolosamente alla rottura. "
Litighiamo spesso ma Mourinho mi vuole bene", sorrideva un paio di settimane fa Balotelli. Chissà cosa pensava sfrecciando via dalla Pinetina in auto dopo aver incassato l'esclusione dalla missione londinese in un faccia a faccia - pare dai toni tutt'altro che sereni - con il tecnico, che da tempo gli addebita un impegno sotto la sufficienza. "Mario è amareggiato, triste e deluso per non poter giocare una partita così importante, non gli è stata data alcuna spiegazione: non c'é stato alcuno screzio con Mourinho e Mario non ha un problema fisico che gli impedisca di giocare", ha detto all'ANSA il nuovo procuratore dell'attaccante interista, Mino Raiola, lo stesso che ha curato gli interessi di Zlatan Ibrahimovic facendo spesso arrabbiare Moratti. Sarà un caso, ma da quando Balotelli ha scelto di affidarsi a Raiola le sue quotazioni sono in caduta.
Raiola professa calma: "dobbiamo lavorare per recuperare il rapporto con Mourinho". E poche ore dopo è avvistato all'uscita dalla sede del Milan dove, assicura "non ho parlato di Mario: rappresento anche altri giocatori". Ora bisogna vedere quanto sia recuperabile il rapporto tra Balotelli e il portoghese, che è noto per prendere sempre le difese dei suoi giocatori ma non perde occasione per una ramanzina pubblica a Balotelli. Negli ultimi giorni, addirittura, ha bollato come "una bugia" la febbre che, per ammissione del direttore dell'area tecnica Marco Branca, ha condizionato l'attaccante contro il Genoa. "Basta mettere Mario in mezzo a beghe di condominio", è intervenuta la famiglia del ragazzo, che pure in passato è entrata nel mirino di Mourinho quando Balotelli rivelò di tifare Milan ai pazienti di un ospedale pediatrico.
Prima del caso febbre, a febbraio è andato in scena quello della lente a contatto, con l'attaccante bacchettato per essersi fermato dolorante a metà campo quando c'era da difendere su un calcio d'angolo. La tendenza a rientrare poco è il difetto più enfatizzato dal portoghese che, a dicembre del 2008, vedendolo allenarsi "non al 100%" lo relegò con la Primavera e lo mise fuori squadra per quattro partite. Balotelli reagì scoppiando in lacrime durante un allenamento, ma si rimise presto in carreggiata, alternando prestazioni da lode ad altre mediocri, e una "da zero", come Mourinho bollò lo scorcio giocato contro la Roma a novembre. "Balotelli alterna momenti straordinari ad altri naif", ripeteva un tempo Mourinho opponendosi al prestito del ragazzo, che sperava di trovare più spazio al West Ham. Ora il portoghese preferisce lasciare Mario nemmeno in tribuna, ma a casa. Peccato l'Inter è a questo punto grazie anche alla scossa che Balotelli diede a Kiev, oltre che al gol e all'assist decisivi contro il Rubin Kazan.
20-05-2012












