Cultura

Riccardo Muti all'Istituto Italiano di Cultura di New York

IIC. Il Tributo a Renata Tebaldi di Riccardo Muti

di Riccardo Chioni

16-03-2010

NEW YORK. La platea delle grandi occasioni dell'Istituto italiano di Cultura a Park Avenue ha accolto Riccardo Muti come si addice, applaudendo l'ingresso del maestro venuto per "dirigere" a fianco del direttore dell'Istituto Riccardo Viale, la presentazione della mostra in allestimento "Tribute to Renata Tebaldi".

Console Generale e consorte in prima fila, la sorella di Renata Tebaldi, Tilde dietro, un drappello tra giornalisti e critici più accreditati nei quotati teatri mondiali e due stretti amici del soprano dalla "voce da angelo", Giannino Tenconi e sua sorella Angela Carabelli che hanno salutato il maestro come si fa con un amico di antica data.

Al "Tribute to Renata Tebaldi" ha preso parte la presidente del Comitato Renata Tebaldi, Giovanna Colombo per illustrare la mostra creata l'anno successivo alla morte del soprano che aveva conquistato le platee dei teatri d'opera intorno al globo.

Il maestro Muti ha iniziato a raccontare dell'amica Renata Tebaldi suonando un tasto critico per certi cantanti d'opera e anche direttori d'orchestra che dice "sembrano computerizzati", mentre sostiene che "un'altra Tebaldi deve ancora nascere".

"Credo che il mondo sia completamente cambiato. Con Renata Tebaldi non occorrono sottotitoli: ogni sua parola è una scultura di Michelangelo, il veicolo dell'espressione. Oggi, anche in un teatro d'opera in Italia - sottolinea Muti spalancando gli occhi - è facile ascoltare cantanti di cui non si capisce una parola. Lei, era la regina del bel canto che non ha mai usato i media per parlare di sé. Era una persona molto semplice ed il suo esempio dovrebbe essere adottato non solo come artista, ma come grande lady".

Era una cantante incredibile ed una persona incredibile aggiunge il maestro che gradisce a metà la definizione "voce di un angelo" per descrivere quella della Tebaldi, perché la considera "troppo superficiale".

"Era giusta quando la pronunciò Toscanini, perché lui rimase impressionato dalla sua voce unica. Perché ascoltandola cantare si percepisce la passione, lo stile e l'intensità" ha spiegato Muti.

E poi il maestro va giù sui media a suo avviso più interessati all'apparenza piuttosto che alla sostanza.

"Il mondo è cambiato perché attraverso i media la gente è interessata non solo alla voce, ma soprattutto ad altri aspetti dell'interprete, qualche volta fisico".

Proseguendo a raccontare il suo rapporto con Renata Tebaldi, il maestro ha riferito un episodio.

"Un giorno, al debutto del Flauto Magico a La Scala la cantante è venuta nel mio camerino, lo stesso riservato a Toscanini, tenendo tra le mani un pacchetto che aprii a casa trovandovi un regalo incredibile: una lettera autografa di Giuseppe Verdi accompagnata da un messaggio della Tebaldi che spiegava di averla conservata per decenni sul suo piano. Era una persona di grande umanità dentro e fuori il teatro".

Muti si è congratulato con Giovanna Colombo per l'iniziativa di rendere itinerante la mostra su Renata Tebaldi in giro per il mondo perché, ha sottolineato: "è stata la grande artista italiana che ha reso grandi le opere italiane nel mondo seguendo la via più seria e rigorosa".

La mostra è il tributo alla cantante d'opera straordinaria, un testamento all'arte e cultura italiana dedicato agli amanti della musica e non solo, corredata di registrazioni audio, con video inediti della cantante, oltre ad alcune interviste concesse dietro le quinte dei templi dell'opera mondiale.

Un altro aspetto della mostra è dato dai costumi indossati sul palcoscenico dalla Tebaldi creati da Nicola Benois e Giorgio De Chirico per il Teatro alla Scala, quelli col tocco di Beni Montresor realizzati per il Metropolitan Opera di New York e gioielli, oggetti ed un archivio fotografico storico, oltre agli infiniti premi e onorificenze assegnate alla Tebaldi, tra cui la "Proclamation" del "Tebaldy Day" firmata da Rudolph Giuliani l'11 dicembre 1995. Renata Tebaldi è nata a Pesaro il primo febbraio 1922, ha studiato al conservatorio di Parma, perfezionando poi la sua voce lirica che gli abitanti di Rovigo hanno ascoltato per la prima volta nel 1944 quando interpretava Elena nel "Mefistofele" di Boito. E prima di rendersene conto la Tebaldi era all'apertura de La Scala sotto la direzione del maestro Arturo Toscanini, che proprio in quella occasione definì la sua "voce di un angelo".

La Tebaldi ha varcato l'Atlantico per sbarcare per la prima volta al Metropolitan di New York nel 1955, anche se il vero debutto era già avvenuto cinque anni prima con la San Francisco Opera. Dopo aver calcato i palcoscenici più prestigiosi attorno al mondo Renata Tebaldi aveva definitivamente dato l'addio alla carriera il 23 maggio 1976 durante un concerto trionfante a La Scala. È scomparsa il 19 dicembre 2004 ed è seppellita nella cappella di famiglia nel camposanto di Mattaleto di Langhirano in provincia di Parma.