Arrestato il guru. Speranza, santone stupratore
ROMA. Sicuro di sé, convincente, distinto, spesso in giacca e cravatta. Ma in realtà un pericoloso manipolatore, violento e senza scrupoli, indifferentemente presidente di una comunità di recupero per tossicodipendenti, dell'Associazione Musulmani italiani o guru di una vera e propria setta new age. Una personalità pericolosa quella di Danilo Speranza, 62 anni, il guru della setta Maya, il "Settimo Saggio", arrestato ieri mattina per violenza sessuale anche ai danni di bambine e truffa aggravata. Un'immagine lontana dunque da quella fornita dall'uomo agli agenti della polizia municipale al momento dell'arresto: "Sto male devo prendere dei farmaci".
Guru indiscusso della setta Re Maya fondata negli anni '80, circa mille adepti, Danilo Speranza, compare anche come autore di numerose pubblicazioni new age (‘Sistema mentale a quattro sferé o ‘Il settimo saggio') ed è anche noto come l'inventore del ‘disintegratore molecolare', un attrezzo capace di risolvere la fame nel mondo trasformando la spazzatura in cibo alterando la struttura molecolare delle sostanze. E per sovvenzionare questo macchinario ha estorto decine di migliaia di euro alle persone che soggiogava psicologicamente. Non solo, la poliedrica personalità di Speranza prevede nel curriculum corsi di yoga in carcere, corsi per difesa personale e anche azioni benefiche, o presunte tali, come la costruzione di un villaggi per bambini in Somalia.
Particolari agghiaccianti ora alla luce di quello che hanno scoperto gli agenti della municipale di Roma: abusi ripetuti su bimbe e sulle loro madri, vessazioni psicologiche di ogni tipo, violenze e truffe ai danni dei suoi adepti. I responsabili dell'Assemblea Musulmani d'Italia lo ricordano ancora.
"Nel 2003 mostrandoci un foglio firmato dal nostro presidente deceduto da poco - racconta Abdul Hadi Palazzi, presidente dell'Assemblea - afferma di essere il suo successore. Si spacciava come professore, psicologo, millantava di conoscere il segreto della mente umana e cominciò a fare dichiarazioni alla stampa in netto contrasto con quelle dell'Associazione a favore del governo iraniano mentre noi sosteniamo l'opposizione al regime".
Ecco perché "tutti decidemmo di lasciare l'Associazione e di fondarne una quasi omonima, Assemblea musulmana d'Italia (Ami)". "Speranza non è nuovo ad atteggiamento di questo tipo -spiega Palazzi- il marito di una donna che si era curata nella sua comunità di recupero mi raccontò di violenze psicologiche e di continue richieste di denaro".
Ma l'attività di Speranza per Palazzi ha lambito anche rapporti con i servizi segreti iraniani. "Girava sempre con un segretario personale - ricorda ancora Abdul Hadi Palazzi - che poi scoprimmo essere un agente iraniano arrestato per traffico d'armi il 3 marzo scorso". Su questa vicenda sono in corso indagini per verificare se ci siano state realmente contatti tra Speranza e gli 007 iraniani arrestati a Milano per traffico illegale di armi. I residenti della zona di San Lorenzo a Roma, dove c'é la sede del centro di Speranza, raccontano di un uomo sempre al cellulare, ben vestito. Ma forse il racconto più vero di Speranza è affidato alle parole delle piccole vittime. Agli inquirenti mentre raccontavano gli abusi ripetuti ed efferati hanno confidato più di una volta: "eravamo terrorizzate da quell'uomo".












