Il fatto

Vaticano. Festa dei chierichetti

05-08-2010

CITTÀ DEL VATICANO. Un'immensa onda di foulard colorati che si muoveva al ritmo di canti religiosi rivisitati in chiave rock e pop e disseminata di bandiere europee, soprattutto tedesche. Così - dopo "una fredda e lunga stagione mediatica" sui casi di pedofilia che, scriveva ieri l'Osservatore Romano, "ha cercato di oscurare la bellezza del sacerdozio" - si è presentata ieri mattina piazza San Pietro.

Quasi ‘cinta in assedio' dalla pacifica invasione dei chierichetti, giovani tra i 10 e i 24 anni, che in oltre 53 mila hanno raggiunto Roma da tutta Europa per un pellegrinaggio di tre giorni. Culminato ieri nell'incontro con Benedetto XVI all'udienza generale, in una piazza San Pietro gremita di 80 mila persone. Accolto da una folla esultante, Papa Ratzinger è subito entrato nel clima di festa preparato fin dalle prime ore del mattino dalle migliaia di giovani chierichetti. Giunto sul sagrato della piazza con in testa il ‘galero', il tradizionale copricapo estivo di colore rosso, papa Ratzinger ha subito indossato, scendendo dalla papamobile, il foulard con il logo-simbolo del pellegrinaggio esibito in questi giorni dai giovani ‘ministranti'.

Quindi ha preso la parola in tedesco, sua lingua natale ma soprattutto idioma della maggior parte dei ministranti presenti (40 mila dalla sola Germania). Benedetto XVI ha esortato i giovani a svolgere "con amore, devozione e fedeltà" il loro compito. "Preparatevi bene alla santa messa - ha aggiunto -. Aiutando i vostri sacerdoti nel servizio all'altare contribuite a rendere Gesù più vicino, ad essere sempre più presente nel mondo, nella vita di ogni giorno, nella Chiesa e in ogni luogo".

"Il nostro scopo non è indurre questi giovani al sacerdozio", ha chiarito poco dopo l'udienza generale mons. Martin Gaechter, vescovo di Basilea e presidente del Cim, Coetus Internationalis ministrantium, l'associazione dei responsabili che operano per i ministranti in Europa, promotrice dell'evento.

Commentando la straordinaria partecipazione dei giovani, il presule ha spiegato che fare il chierichetto "significa rendere un servizio", perciò aiuta nella "preparazione alla vita" rappresentando "un'occasione di crescita e di impegno".

Quello di oggi è stato comunque "un successo che non ci aspettavamo" nelle parole che alludono ai recenti scandali a sfondo pedofilo di un altro presule coinvolto nell'organizzazione del pellegrinaggio, mons. Bernhard Hasselberger, ausiliare a Monaco di Baviera e responsabile della commissione giovani della conferenza episcopale tedesca.  L'evento però, ha subito precisato, non è stato pensato come una "risposta" alla bufera degli abusi sessuali commessi da preti né vuole essere "una prova di forza dei cattolici". "Se fossimo andati in questa direzione - ha osservato - non sarebbe stato giusto né tranquillizzante nei confronti delle vittime". Nella giornata di oggi, ha aggiunto mons. Gaechter, "c'e poi un'immagine di Chiesa giovane, fatta di giovani". 

Per la funzione di chierichetto, infatti, ha rassicurato Gaechter, "non c'é nessuna differenza tra maschio e femmina". L'importante è tenere a mente le parole del Papa che congedandosi dai giovani  ha ricordato il loro "compito importante, che vi permette di essere particolarmente vicini al Signore e di crescere come suoi veri amici. Custodite gelosamente questa amicizia nel vostro cuore, come san Tarcisio, pronto a dare la vita perché Gesù fosse portato a tutti. Anche voi comunicate ai vostri coetanei il dono di questa amicizia, con gioia, con entusiasmo, senza paura".