Dagli USA

Continuano le polemiche per la moschea a Ground Zero

24-08-2010

Da New York le polemiche sulla opportunità di costruire una moschea a Ground Zero si allargano al resto dell'America.

Le ultime in ordine di tempo - come riporta il Washington Post - riguardano il Tennessee: a Murfreesboro, sobborgo di 100mila abitanti alle porte di Nashville, manifestazioni di protesta si sono tenute a ripetizione contro l'ipotesi di costruire una moschea locale. A Murfreesboro da oltre 30 anni vive una comunità islamica radicata e accettata. Anche dopo gli attacchi dell'11 settembre i musulmani di Murfreesboro poterono continuare a radunarsi e a pregare nei loro centri (un ufficio, un negozio, un appartamento) senza suscitare per questo proteste di alcun tipo nel resto della città. Oggi però anche a Murfreesboro il clima é cambiato.

Come a New York, anche qui vi sono state manifestazioni di protesta contro l'ipotesi di una moschea locale. Con toni accesi: "Tennesse libero dal terrore", "No alla moschea", "Andate a farla a La Mecca" recavano i cartelli. Proteste analoghe a quelle di Mamhattan di domenica scorsa. Ma che sorprendono le autorità locali perché quei toni a Murfreesboro non si erano mai sentiti. "Non avevamo mai sperimentato un tale livello di ostilità in precedenza" ha commentato Saleh M. Sbenaty, docente di ingegneria di origine siriana che da 30 anni vive in America e che sovrintende al progetto di realizzazione della moschea del Tennessee.

Nonostante sia a migliaia di chilometri di distanza da Ground Zero, quella moschea suscita comunque sentimenti ostili. E, come a Murfreesboro, episodi analoghi - riporta il Washington Post - si stanno verificando per altri centri islamici del Tennessee, in California, in Florida.

È un'ondata anti-Islam che sta attraversando l'America intera, e che la campagna elettorale in corso per le elezioni di medio termine amplifica e radicalizza. Secondo l'imam del centro islamico di New York Abdul Feisal, tutto ciò "é un bene".

Nello stesso tempo, però, la polizia di New York domenica ha avuto il suo bel da fare per evitare che a Manhattan due manifestazioni contrapposte, una pro e una contro la moschea, venissero a contatto e degenerassero. Il presidente Obama, ha detto di "non avere alcun rimpianto" per aver sollevato il problema, e dalla sua vacanza a Martha's Vineyard assiste in silenzio al dibattito in corso. Perfettamente consapevole che, in ultima analisi, il motivo del contendere si riduce a uno solo: se l'11 settembre abbia ferito in modo così profondo l'America da rendere impraticabile quanto sancito sulla libertà di culto dalla sua stessa Costituzione.