Cuba. Dissidente si curerà negli USA
L'AVANA. Juan Juan Almeida, figlio di uno storico Comandante della Rivoluzione cubana, autore di un libro critico verso il regime castrista, ha ottenuto dopo sette anni l'autorizzazione a recarsi negli Stati Uniti per ricevere cure mediche per una grave malattia delle ossa. Il via libera è giunto grazie alla mediazione della Chiesa cattolica e dopo uno sciopero della fame dello stesso Almeida.
Lunedì l'uomo è stato informato dall'arcivescovado dell'Avana che la sua richiesta di uscire dal paese è stata accettata e ha posto fine allo sciopero della fame che manteneva dal 15 luglio, da quando non ingeriva alimenti solidi.
Almeida, 44 anni, ha detto all'ANSA che ritirerà il permesso di uscita e spera di poter prendere appena possibile un volo per gli Stati Uniti via Messico, perché gli hanno chiesto di non volare direttamente negli Stati Uniti.
"Io ritornerò a Cuba, anche se in molti non ci credono. Voglio rimanere con la mia famiglia almeno sei mesi a Miami", dove vivono sua moglie e sua figlia, ha dichiarato l'uomo, dicendosi "felice".
Almeida, figlio del Comandante della Rivoluzione Juan Almeida Bosque, morto nel 2009, ha chiesto la settimana scorsa al cardinale Jaime Ortega, arcivescovo dell'Avana, di fare da mediatore con il governo di Raul Castro, al quale chiedeva dal 2003 il permesso per andare negli Stati Uniti per ricevere cure mediche per la sua malattia degenerativa delle ossa (a Cuba non esiste trattamento per questa malattia). Almeida, che nel 2003 è stato messo sotto inchiesta per traffico di stupefacenti e di persone, processo finito senza che siano state adottate misure contro di lui, ritiene che in questi anni non sia stato autorizzato a uscire dal paese a causa della pubblicazione in Spagna del suo libro critico verso il regime "Memorias de un guerrillero cubano desconocido". "Il governo non ha ceduto, ma ha capito", afferma Intamto si è appreso che altri sei prigionieri politici cubani saranno scarcerati "prossimamente" e si recheranno in Spagna, come risultato del dialogo intrapreso tra il governo e l'episcopato locale. Lo ha annunciato l'arcivescovo di San Cristobal de La Habana, cardinale Jaime Lucas Ortega y Alamino, secondo quanto riporta l'Osservatore Romano. Saliranno così a 32 i prigionieri liberati del gruppo dei 52 dissidenti incarcerati dal 2003. I sei prigionieri che saranno scarcerati sono Victor Arroyo, Alexis Rodriguez, Leonel Grave de Peralta, Alfredo Dominguez, Prospero Gainza e Claro Sanchez. Il governo si è impegnato a scarcerare entro quattro mesi tutti i 52 prigionieri.
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