Farmingdale. Rubata la salma di una italoamericana
Nel cimitero di Farmingdale nella contea di Suffolk è stata rubata, nella notte tra lunedì e martedì, la salma di una donna italo-americana. Mattea Filippazzo, questo il nome della donna, che è morta il 27 aprile 1998 quando aveva 87 anni.
Qualcuno si è introdotto nel mausoleo di famiglia forzando il cancelletto di apertura: chi ha agito ha aperto la bara con un piede di porco dopo aver frantumato la lastra di marmo che la ricopriva, secondo quanto risulta dal rapporto della polizia di Suffolk.
Il custode del cimitero di St. Charles ha scoperto la bara vuota, nell'appezzamento di terreno che si estende ad East Farmingdale, poco prima dell'apertura intorno alle ore 8 del mattino di martedì.
L'ispettore della polizia di Suffolk Robert Brown sostiene che, a giudicare dai danni provocati, l'atto di vandalismo deve essere stato compiuto da più persone: i componenti del gruppo hanno parcheggiato un veicolo sulla New Highway e devono aver poi saltato il recinto del cimitero.
"Sono andati al cimitero preparati, avevano con loro degli attrezzi e sapevano come aprire il feretro", ha dichiarato Brown. Secondo le prove trovate dalla polizia il gruppo ha tentato di entrare in altri sepolcri per forzare altre bare: da quel che sembra, però, non sono riusciti però ad arrivare ai feretri.
L'azione secondo le autorità è avvenuta tra le le 6.30 p.m. di lunedì e le 7.30 a.m. di martedì, ore in cui il cimitero resta chiuso.
Durante tutta la giornata di martedì gli agenti, con l'aiuto dei cani, hanno setacciato tutta la zona intorno al cimitero alla ricerca dei resti della donna: sono stati battuti a tappeto più di 500 acri, purtroppo senza risultati.
Un membro della famiglia Filippazzo ha comunque dovuto identificare i resti lasciati dai profanatori: "Il suo corpo è stato rubato, non so che persona malata possa fare una cosa del genere. La mia è una famiglia semplice, non conosco nessuno che avrebbe mai potuto fare questo", ha detto la sorellastra di Mattea Filippazzo, Louise.
Sulla vicenda si è espresso anche il vescovo della diocesi di Brooklyn e Queens, di cui il cimitero fa parte, Nicholas DiMarzio che ha definito la profanazione della tomba "un atto incomprensibile".












