Meeting di Rimini. Un fisco formato famiglia
RIMINI. Serve un "nuovo modello" per la politica. Che sia "dal basso verso l'alto. verso l'alto della persona e della famiglia". Così, dice il ministro dell' Economia, Giulio Tremonti, bisogna anche "ricominciare a ragionare sulla riforma fiscale, eliminare i vecchi regimi, semplificare le aliquote e dare spazio solo a tre agevolazioni: famiglia, lavoro e ricerca".
Anche così, nel suo intervento al Meeting di Rimini, Tremonti rilancia temi cari al popolo di Cl, come i valori "della solidarietà e della carità cristiana". Tremonti arriva in serata dal Lago Maggiore, dal vertice Berlusconi-Bossi sul futuro del Governo. "Siamo orgogliosi e convinti della politica che con il governo abbiamo fatto", dice il ministro. Che accenna ai temi della sicurezza ("facciamo le nostre scuse alla malavita", dice), scuola, Università e ricerca, riforma della P.a. "E il contrasto alle emergenze e, tra queste, l'emergenza della crisi economica".
Risultati, ribadisce, di cui "abbiamo ragione di essere orgogliosi". Descrive un Governo che ora vuole andare avanti. E' il momento "di riaprire il cantiere delle riforme e delle cose da fare". Di andare avanti, ma mantenendo ferma la barra del rigore. "La tenuta dei conti pubblici è il presupposto per una politica che guardi avanti". Un punto fermo (ribadito anche con una riferimento agli "scritti del 1977 di Enrico Berlinguer sull'austerity") che il ministro spiega di aver indicato ancora oggi anche al presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi.
Perché "Lo sviluppo non si può fare con il deficit, e non si può fare per decreto, dobbiamo immaginare una politica che ci dia una prospettiva vincente".
Nessun riferimento esplicito al caso Fiat. La platea lo coglie in un ragionamento generale, che calza a pennello con il nodo degli operai licenziati a Melfi e sulle condizioni che il Lingotto ritiene necessarie per investire ancora sul futuro degli stabilimenti italiani: se si vogliono "diritti perfetti nella fabbrica ideale", si rischia "di avere diritti perfetti ma di perdere la fabbrica che va da un'altra parte".
Oggi "una certa qualità di diritti e regole non possiamo più permetterceli", in uno scenario globale "non possiamo pensare che sia il mondo ad adeguarsi all'Europa, è l'Europa che deve adeguarsi al mondo". Ancora su Fiat, e alla richiesta lanciata dal leader della Cisl Raffaele Bonanni per la partecipazione dei lavoratori sul modello tedesco, il ministro sembra far riferimento quando indica la sua ricetta: non serve una "partecipazione dei lavoratori alla gestione", ma "una remunerazione calcolata sugli utili delle imprese". Tema che è più generale, una sperimentazione può "partire dalle Poste". Intanto lo scenario dell'economia internazionale non è ancora rassicurante. La ripresa si presenta "con ampi margini di incertezza, discontinuità, disomogeneita" Ci sono ancora "incognite per i grandi e per i piccoli". Un accenno, tra l'altro, anche al Sud: "Questione grave". In prima fila lo ascolta anche la leader degli industriali Emma Marcegaglia.
G8. Crescita e rigore di pari passo
18-05-2012












