Cultura

I Pope tra Il Padrino e Citizen Kane

di Stefano Vaccara

17-10-2010

Intervista con Paul David Pope, l'autore di "The Deeds of My Fathers. How My Grandfather and Father Built New York and Created the Tabloid World of Today"

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Paul David Pope è l'autore di The Deeds of My Fathers. How My Grandfather and Father Built New York and Created the Tabloid World of Today (Philip Turner Book, 2010). In un libro che si presenta come l'incrocio tra "Il Padrino" e "Citizen Kane", i protagonisti sono Generoso Pope, nato Papa ad Arpaise, in provincia di Benevento, nel 1891 ed emigrato in America nel 1904, e  il figlio Generoso jr, detto Gene, nato a New York nel 1927. La storia, raccontata  dal nipote e figlio Paul, è quella della straordinaria ascesa, discesa e riascesa, della famiglia italoamericana che fu la più ricca e influente del secolo scorso. Generoso sr costruì un impero nell'industria del materiale per costruzioni e diventò anche l'editore del Progresso Italoamericano; il figlio Gene, alla morte del padre rimase escluso  dalle aziende di famiglia per volontà della madre e dei fratelli Fortune e Anthony, ma riuscì ad affermarsi come l'editore del più diffuso tabloid degli Stati Uniti, "The National Enquirer". Quella descritta nel libro è una storia di grande successi imprenditoriali ma anche di enormi sofferenze affettive. Ovviamente la versione è quella raccontata da Paul David Pope, figlio di Gene, che si è servito di una squadra di ricercatori che per oltre dieci anni hanno raccolto documenti e interviste.  Abbiamo intervistato Paul David Pope a New York, dove l'autore ha fatto recentemente tappa durante il suo tour per la promozione del libro.

 

 

Lei che è nato nel 1967 non ha conosciuto Generoso sr. Ma suo padre quando le parlava di suo nonno, cosa le diceva?

"Mi padre parlava spesso di suo padre e sempre con ammirazione per tutto quello che aveva raggiunto. Mio nonno Generoso arrivò in questo paese da un piccolo paese della Campania, Arpaise, con pochi spiccioli in tasca e all'età di 15 anni, viaggiando da solo. Non parlava una parola di inglese, dormì la prima notte su una panchina in un parco.  Eppure, come direbbe lo storico Philip Cannistraro, arrivò fino ad essere il proprietario della più grande azienda di materiale per costruzioni degli Stati Uniti. Ripeto, non di New York, ma dell'intera nazione. E non si fermò più. Alla fine degli anni Venti acquistò per due milioni di dollari anche il Progresso Italoamericano, il più grande giornale per gli italiani in America che vendeva allora 300 mila copie. E poi diventò un grande mediatore con tutti i potenti della politica".

 

Suo padre Gene, quando alla morte di suo nonno, la sua famiglia lo estromise dalla conduzione delle imprese, costruì dal nulla un impero editoriale arrivando, da editore del piccolo New York Enquirer, a pubblicare il più venduto settimanale degli Stati Uniti. Il figlio che cerca di emulare il padre o Gene era un uomo padrone di se stesso?

"Generoso jr rimase padrone di se stesso, non cercava di emulare suo padre, ma è anche vero che aveva gli stessi geni, insomma le mele non cadono lontano dall'albero. Imparò molto della tenacia, della volontà, dell'ambizione del padre".

 

Dal libro sembra che le altre mele, cioè i fratelli maggiori Fortune e Anthony Pope, non siano cadute vicine dall'albero... Gene appare fin dala nascita come il favorito, con Generoso Pope che considera gli altri figli inadeguati al compito che sarebbe spettato a Gene. Per dare prova di questi pensieri del nonno, lei riporta nel suo libro dei documenti, come una lettera del 1929 che Generoso scrive al fratello al paese in Italia, in cui confessa che Gene, che ha solo due anni, è quello che gli somiglia di più rispetto agli altri due che invece non crede abbiano un carattere forte....

"In molte famiglie, ma soprattuto in questa, è tradizione che il patriarca scelga tra i figli il suo favorito, ed in tenera età. Così è stato per mio padre con mio nonno, e così è stato anche per me con mio padre. Non è che gli altri figli di Generoso fossero stupidi o cattivi, soltanto non avevano lo stesso carisma. E questo può essere una benedizione ma anche una dannazione. Perché questo crea una enorme tensione in famiglia, con rivalità tra fratelli."

 

Una storia che troviamo anche nel Padrino di Puzo e Coppola, con il padre Vito Corleone che fin dall'inizio ha una preferenza per Michael, il più  giovane.

"Sì è vero, io penso che la storia dei Generoso nel libro sia un po' come il Padrino che incontra Citizen Kane. Ma nella mia storia tutto è vero".

 

Generoso Pope è stato un contemporaneo di William Hearst, a cui Orson Wells si ispirava per il film Citizen Kane. Sarà proprio Hearst, si legge nel libro, a cercare di strappare il Progresso Italoamericano a Generoso Pope, ma sarà proprio quest'ultimo a vincere l'asta di vendita. Hearst arrivò ad usare il suo potere nei media per cercare di accedere alla presidenza degli Usa, fallendo l'obiettivo. Generoso e Gene non commisero mai questo errore di "conflitto di interesse"?

"Mio nonno sapeva come usare i suoi media per manovrare certi politici. Ma io credo che lui volle acquistare i giornali itloamericani per aiutare la sua gente, gli italiani in America".

 

Quindi non fu Mussolini a spingerlo all'acquisto per aiutare il Fascismo a farsi propaganda tra gli emigrati in America?

"No, non fu quella la ragione dell'acquisto, anche se è vero che quando mio nonno nel '29 incontrò per la prima volta Mussolini, prese accordi per ricevere l'agenzia di stampa controllata dai fascisti. Ma mio nonno pensava che così avrebbe aiutato gli italiani in America e anche in Italia. E poi, quando Mussolini si allineò totalmente con Hitler, lui immediatamente si staccò dal regime fascista. Anche se sicuramente ha sofferto di quel distacco da Mussolini e l'Italia".

 

Ma Generoso Pope era o non era un fascista?

"In un certo senso direi di sì perché lui vedeva il fascismo come un passaggio necessario all'Italia per entrare nel capitalismo. Mio nonno era fondamentalmente un capitalista anticomunista, e vedeva nel fascismo italiano una fase necessaria ad allontanare i rossi, ma poi una volta svolto quel compito del fascismo, si sarebbe dovuta affermare la democrazia".

 

C'è nel libro l'episodio di Generoso con il figlio Gene che incontra il Presidente Truman. Gene, laureato dell'Mit, lavora anche per la neonata Cia, e in quell'incontro del '48 con Truman, i Pope mettono appunto la "secret weapon" per far pendere l'ago della bilancia per le prime elezioni nazionali della neonata Repubblica italiana dalla parte della Dc contro il fronte popolare dei comunisti. Utilizzando il Progresso, al quale Gene verrà messo a capo dal padre in sostituzione del fratello maggiore Fortune, partirà la strategia di propaganda di Generoso Pope che riuscì a far inviare centinania di migliaia di lettere dagli Usa in Italia dagli emigrati per convincere i propri familiari a non votare i comunisti nemici dell'America...

"Mio nonno e mio padre non lo facero soltanto per fare un favore al presidente degli Stati Uniti, ma soprattutto perché volevano aiutare gli italiani a non cadere nelle mani dei comunisti. A Generoso Pope interessava di essere percepito ancora dalle autorità americane, così da quelle italiane, come il canale principale nel rapporto tra le masse di emigrati italiani in America e la loro madrepatria. Generoso voleva essere ed era quella fonte di contatto. Così come al momento che denunciò Mussolini gli italoamericani lo seguirono, così riuscì anche a persuadere centinania di migliaia di parenti degli emigrati a non votare comunista. Certo se Mussolini non si fosse allineato con Hitler, chissà quanto ancora interessante sarebbe stato il ruolo di mio nonno tra i due paesi".

 

La frattura tra i fratelli inizia quando Gene prende il posto di Fortune al Progresso. Ma nel 1950, alla morte del padre, ecco che secondo "The Deed of My Fathers" Gene viene allontanato dalla famiglia, e si ritrova senza soldi. Questo lo porterà poi a chiedere un prestito al boss mafioso Charles Costello, per acquistare nel '52 il New York Enquirer, poi trasformato in National Enquirer. E se Generoso non fosse morto a 59 anni, il figlio Gene sarebbe rimasto ancora alla guida del Progresso?

"Sicuramente mio padre avrebbe continuato a dirigere quel giornale che amava e avrebbe continuato anche l'opera del padre alla Colonial Sand and Stone, e chissà cos'altro. Quando mio nonno morì nel 1950 segnò la fine di un'era, la fine della famiglia italoamericana più  influente che ci fosse mai stata.  Così mio padre dovette riniziare tutto d'accapo".

 

E tutto questo per colpa dei fratelli e della madre, che lo allontanarono, secondo la ricostruzione fatta nel libro.

"Mia nonna Catherine Richici Pope, chiamata in famiglia ‘the general', disse più volte a mio padre che ‘lui era l'aborto che avrebbe dovuto avere....' Mia nonna era stata male quando era incinta di Gene, e nutriva un grande risentimento per mio nonno per via delle sue amanti. Insomma prima cercò di non avere quel figlio, e poi scaricò tutto il suo risentimento su Gene, proprio perché era il figlio preferito del marito Generoso".

 

Ed ecco il tratto comune che avvicina Gene a Generoso: come il padre, Gene avrà una infanzia difficilissima, se non dal lato economico, sicuramente dal lato affettivo, a differenza degli altri due fratelli. Queste avversità plasmeranno il carattere di Gene fino a dargli la stessa tenacia e volontà per affermarsi di quella del padre?

"Sicuramente, entrambi dovettero superare prove tremende durante l'infanzia, il tradimento familiare, il non avere avuto l'amore della madre, eppure entrambi trovano la forza interiore per reagire e avere enorme successo. Erano dei giganti, fino ad oggi per me è incredibile quello che hanno saputo raggiungere. Se guardo alle nuove generazioni, che pensano che hanno prove molto dure da affrontare...".

 

 Quanto fu importante la mafia per il successo prima di suo nonno Generoso e poi di suo padre?

"Si deve mettere tutto nel contesto di quei tempi. Generoso non avrebbe potuto raggiungere certi obiettivi senza prima o poi trovarsi di fronte questa gente. Come fece con certi politici, aveva dovuto imparare a come usarli a proprio vantaggio. Ma i media, invece magari di guardare al suo rapporto con il presidente Roosevelt, erano più afffascinati da certe relazioni con dei mafiosi. Ma al livello in cui erano arrivati nel loro lavoro, non penso che avrebbero potuto evitare certi rapporti".

 

Suo nonno avebbe potuto avere il successo che ha avuto senza il rapporto con la mafia?

"Ripeto, erano altri tempi. Comunque ci furono dei momenti dove il boss Frank Costello, per esempio, riuscì a far guadagnare tempo al suo amico Generoso tenendo a bada i creditori, insomma in un momento di difficoltà della sua azienda e convincerli a dare più tempo a Generoso..."

 

Già, un'offerta che non si può rifiutare...

"E infatti non la rifiutarono e mio nonno riuscì poi a pagare i debiti. Comunque è vero, ebbe bisogno in certi momenti dell'aiuto della mafia".

 

Generoso Pope, proprio poco prima della morte nel 1950,  dirà al figlio Gene che in caso di difficoltà, deve andare da "Uncle Frank", cioè il boss mafioso Frank Costello. E Gene lo farà, quando squattrinato vuole comprare quel giornale in crisi, il New York Enquirer. Il boss lo accontenterà ma a certe condizioni...

"Costello gli disse che in cambio del prestito voleva buone recensioni dei suoi locali notturni e soprattutto non voleva più vedere nel giornale storie e foto di gangster."

 

Così suo padre dovette concentrare il suo nuovo giornale su altri affari, come lo show business, e qui comincia il successo...

"Non tutto succede per caso. Quando mio padre acquista nel '52 il New York Enquirer, il giornale ha una circolazione di appena 17 mila copie. Un giorno, trovandosi nel luogo di un incidente, con sangue e sofferenze, guardandosi attorno capisce che la gente  reagiva morbosamente, era incuriosita, ed ebbe l'idea: avrebbe dedicato più spazio ai fatti di cronaca sensazionale e così la circolazione arrivò fino a un milione di copie. Ma per lui non era abbastanza, così ebbe l'idea che rivoluzionò il mercato dei tabloid non soltanto dal lato dei contenuti, ma sopratutto della distribuzione, riuscendo a far mettere il suo National Enquirer vicino alle casse dei supermercati. La richiesta dei lettori andò più sugli scandali di Hollywood, e sulla medicina. E quindi la circolazione cominciò a salire, tre milioni di lettori nel 1973, quattro milioni nel '74, cinque milioni nel '75 fino ad arrivare al record di sette milioni di copie vendute nel '77 con la copertina dedicata a Elvis. Mio padre, laureato in ingegneria al Mit, che aveva lavorato alla Cia, aveva il fiuto di capire meglio di altri cosa piaceva leggere alla tipica signora Smith".

 

Generoso sr che da ragazzo portava la sabbia con la carriola per pochi spiccioli, finì per costruire marciapiedi e grattacieli di New York, e Generoso jr che comprando un giornale mezzo fallito, ne farà il tabloid più diffuso d'America: erano forse dei geni padre e figlio?

"Erano dei geni visionari, e non si fermavano davanti a qualunque difficoltà".

 

Si farà un film dalla storia dei due Generoso Pope, descritta nel libro di Paul Pope?

"Sicuramente, ma alle mie condizioni. Una delle ragioni che per ultimare questo libro mi ci sono voluti oltre dieci anni, è perché tra le tante offerte ricevute dagli editori, c'erano quelle che volevano, come dire, arricchire certe parti, come per esempio quelle sulla mafia.  Ma ho sempre rifiutato. Non lascerò quindi che qualche regista o produzione sconvolga la storia della mia famiglia per ragioni di showbusiness. Dovrà essere la vera storia, ci vorrà più tempo, ma anche il film verrà".

 

Per saperne di più,www.thedeedsofmyfathers.com

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