New York. Il Presidente Napolitano tira le orecchie al New York Times
Il quotdiano newyorkese ieri aveva dedicato all'Italia un articolo di prima pagina ad alto contenuto di pessimismo. L'articolo dà una visione unilaterale e deprimente di una realtà con ombre ma anche con luci che meritano di essere messe in risalto, ha detto Napolitano in un incontro con i vertici del giornale, la managing editor Jill Abramson, la numero due della pagina degli editoriali Carla Rollins e i capi del Foreign Desk
NEW YORK. Il Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano ha "tirato le orecchie" al New York Times che ieri aveva dedicato all'Italia un articolo di prima pagina ad alto contenuto di pessimismo.
L'articolo di ieri dà una visione unilaterale e deprimente di una realtà dove ci sono ombre ma anche luci che meritano di essere messe in risalto, ha detto Napolitano in un incontro con i vertici del giornale, la managing editor Jill Abramson, la numero due della pagina degli editoriali Carla Rollins e i capi del Foreign Desk.
Il colloquio si è prolungato oltre il programma: si è parlato molto di Italia, della necessità di riforma del sistema elettorale e del proliferare dei partiti, ma anche di questioni internazionali a tutto campo, dall'Iran all'Afghanistan.
Napolitano ha poi visitato la sede del giornale, il trasparente grattacielo disegnato da Renzo Piano, un esempio di quella eccellenza creativa italiana che il capo dello Stato ha ieri additato a modello nella sua replica al Council of Foreign Relations e poi in Consolato all'impietoso attacco in prima pagina.
In Italia - aveva scritto il Times - i "punti di forza di un tempo" si stanno "trasformando in debolezze", la Spagna è vicina al sorpasso quanto a capacità di attirare investimenti stranieri e il Paese "rischia di fare la fine della Repubblica di Venezia": un "cadavere squisito calpestato da milioni di turisti anziani", che rischia di diventare "la Florida d'Europa".
Il quotidiano non ha risparmiato gli strali alla classe politica: "la più pagata d'Europa, che viaggia sulla più vasta flotta di macchine con autista di tutto il Continente".
Conversando con i giornalisti, Napolitano aveva definito quest'ultimo passo dell'articolo da Roma di Ian Fisher una "idiozia" senza risparmiare una frecciata all'inviato a Roma della "Vecchia Signora in Grigio": "Se il giornalista è cieco vede solo le ombre. Se ha gli occhi aperti, vede anche le luci".
Il pezzo del Times aveva puntato i riflettori sul "malessere" italiano, "una paura collettiva - economica, politica e sociale - riassunta in un recente sondaggio: gli italiani sostengono di essere i meno felici in Europa".
In questa nazione "più vecchia e più povera", diventa simbolo di malessere l'ascesa del comico Beppe Grillo e la popolarità del suo attacco alla classe politica italiana al grido di 'Basta! Basta!', così come la scalata alla classifica dei best-seller di libri come "La Casta" e "Gomorra" che attaccano, con angoli diversi, il comportamento dei politici.












