Dagli USA

Obama attacca. "I candidati repubblicani? Un disastro"

28-01-2012

NEW YORK. I candidati repubblicani? "Un grande disastro". Il presidente americano, Barack Obama, stavolta entra a gamba tesa nella competizione elettorale e per la prima volta attacca direttamente i suoi potenziali avversari, citandoli uno per uno: Mitt Romney, Newt Gingrich e Rick Santorum. Finora il presidente aveva accuratamente evitato di parlare dei suoi potenziali sfidanti, e la sua dura critica era incentrata soprattutto sulla deriva ostruzionistica del Grand Old Party. Ora che la sua campagna elettorale è ufficialmente iniziata - col tour de force in cui ha toccato cinque Stati in tre giorni - Obama alza il tiro, e spara direttamente su un gruppo di avversari impegnati più a farsi la guerra tra loro che a colpire l'attuale inquilino della Casa Bianca. L'occasione gliela da un'intervista televisiva alla Abc, fatta a Las Vegas, in Nevada, uno degli Stati visitati dal presidente questa settimana.

"Abbiamo una prova sulle teorie di Romney, Gingrich o Santorum. Le abbiamo provate per dieci anni, ed è stato un grande fallimento", afferma Obama che non ha dubbi: "Chiunque vincerà le primarie repubblicane sarà alfiere di una visione del Paese che non riflette chi sono davvero gli americani".

Al presidente non è andato giù come giorni fa lo ha dipinto l'ex speaker della Camera Gingrich: "Il presidente dei food stamps".

"Innanzitutto - puntualizza Obama - l'incremento nel numero di americani che hanno diritto ai buoni pasto è avvenuto sotto il mio predecessore. Inoltre - attacca il presidente - quando si deve fare i conti con un crollo tremendo dell'economia che provoca la perdita di otto milioni di posti di lavoro, le persone hanno bisogno di sostegno da parte del governo". Dunque, nessun assistenzialismo fine a sé stesso. Obama - in vista dell'Election Day del 6 novembre - appare molto più sicuro di qualche mese fa, quando confidava di non essere certo della rielezione, e il suo incubo era quello di passare alla storia come il presidente di un solo mandato.

Oggi sembra molto più determinato: "Lotterò con tutte le mie forze per il secondo mandato - ha detto - perché oggi come oggi sono il miglior presidente possibile e il Paese ha bisogno di questo. E voglio proseguire il cammino che permetterà di riportare in vita il sogno americano".

E mentre i repubblicani non hanno ancora scelto chi lo sfiderà, Obama rafforza ancora di più la sua posizione grazie ai dati sul pil, cresciuto nell'ultimo trimestre del 2011 del 2,8% e nell'intero anno dell'1,7%. Due dati leggermente inferiori alle attese ma che - insieme a una ripresa dell'occupazione - mostrano che una inversione di tendenza è in atto. Non a caso per la prima volta in sette mesi sono di più gli americani che approvano l'operato del presidente di quelli che lo criticano. E nei sondagggi Obama appare sempre in vantaggio su Romney, ma soprattutto su Gingrich.