La città

Liberate il toro di Wall Street

28-01-2012

Liberate il toro dalla gabbia! È l'inascoltato appello che Arthur Piccolo ripetutamente da mesi indirizza al sindaco e al capo della polizia affinché siano rimosse le transenne che a Bowling Green ingabbiano il celebrato Charging Bull dell'artista Arturo Di Modica.

Mercoledì scorso la polizia ha rimosso solo alcune delle transenne di fronte alla famosa scultura icona di Wall Street dopo 131 giorni di completo isolamento dai turisti che invadono la carreggiata di Broadway per riuscire a scattare foto ricordo, senza tuttavia raggiungere il fazzoletto di terra su cui è posizionata la famosa statua di bronzo.

La scultura di Di Modica è off limit ai turisti dallo scorso 17 settembre, quando Bowling Green ha visto nascere il movimento Occupy Wall Street, per rivedere una parvenza di libertà dalle transenne lo scorso 2 gennaio in occasione dell'alzabandiera tricolore, a ricordo dello sbarco di Pietro Alberti, il primo italiano a mettervi piede il 2 giugno 1635.

Tutti conoscono la vicenda del Charging Bull e la bizzarra trovata dello scultore siciliano Arturo Di Modica, che nella notte del 15 dicembre 1989, riuscì a piazzare il bronzeo toro nel mezzo del Financial District, stupendo Wall Street e l'intera città che si risvegliarono con il toro sotto l'albero di Natale. 

Ma il Charging Bull infastidiva gli operatori della Borsa e venne quindi deciso di rinchiudere il poderoso toro in un magazzino, poi si vedrà.

Solo che nel distretto finanziario l'idea del Charging Bull era piaciuta, dopotutto quell'enorme bronzo rappresentava ciò che l'artista aveva immaginato: il simbolo della determinazione del capitalismo che, ora come 22 anni fa, stava lottando per uscire da una crisi profonda.

Anche oggi, come ogni altro giorno, i visitatori si contavano a centinaia, addirittura la coda sul marciapiede lungo Broadway per potersi recare al centro della carreggiata in fila per riuscire a scorrere davanti al toro e magari scattare una foto ricordo.

Ciò che desta più stupore del transennamento stesso del toro, è vedere dozzine di turisti costretti a sostare in fila in mezzo alla strada con il traffico anche pesante che scorre ai loro lati, mettendoli in una situazione a dir poco rischiosa.

Per di più i visitatori in coda devono fare i conti anche con una vettura della polizia posizionata di fronte al toro da mesi, obbligandoli a muovere verso il ciglio della strada, rischiando di venire investiti.

Arthur Piccolo, chairman della Bowling Green Association, da mesi sta chiedendo al sindaco Michael Bloomberg e al capo della polizia Raymond Kelly di rimuovere le transenne e l'auto della polizia, restando peraltro inascoltato.

Di fronte al silenzio degli interessati, Piccolo ha pure sporto un reclamo contro di loro asserendo che vengono indebitamente usati fondi dei contribuenti, personale ed equipaggiamenti per proteggere il toro.

"Si protegga il Charging Bull nello stesso modo in cui sono protetti altri luoghi strategici della città, senza usare questo atteggiamento oltraggioso che prosegue da oltre 130 giorni" ha dichiarato Piccolo.

Nel reclamo Piccolo ha scritto che a suo avviso "il costo attuale per i cittadini di New York è di circa 470 mila dollari, che diventerà mezzo milione entro la fine di febbraio, per l'uso di risorse dalla City a protezione del toro".

Piccolo si dice convinto che le transesse non saranno rimosse, a meno che non lo legga nero su bianco.

"Fino a quando il commissioner della polizia o il sindaco metteranno per iscritto che le transenne vengono smontate e non saranno riposizionate, fino ad allora non sto tranquillo perché  questa situazione - ha sottolineato Piccolo - continua a infastidirmi".

Dal quartier generale del NYPD rispondono che si riservano di valutare la situazione e concedere l'accesso alla statua di giorno in giorno, per timore che qualcuno compia atti vandalici.

"Non ho mai visto alcun dimostrante compiere atti di vandalismo sul toro. Il toro è con il 99 per cento. Rappresenta il capitalismo e il libero mercatro per tutti noi" ha aggiunto Piccolo che era riuscito a posizionare il toro a Bowling Green dopo il consenso dell'allora sindaco Ed Koch.

Piccolo sostiene che non vi sono motivi per ingabbiare il toro "per lo stesso motivo per cui non mettiamo le transenne alle altre grandi attrazioni della città: perché non è un gesto amichevole".