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Champions League. Il Milan blocca il Barcellona

Creato 03/29/2012 - 13:14

MILANO. Non riesce l'impresa al Milan che contro l'All Stars Barcellona gioca una partita attenta e intelligente: la sfida di andata dei quarti di finale di Champions League - disputata sul terreno scivoloso e insidioso di San Siro - si chiude a reti inviolate.

I rossoneri escono a testa alta e non sfigurano davanti ai giganti blaugrana. Falcidiati da pesantissime assenze e squalifiche, i milanisti contengono l"Invincibile Armada' capitanata da Messi, Iniesta e Xavi. Poteva essere la serata di Ibrahimovic ma per lo svedese la Champions è davvero dannata: pochi i palloni buoni sui suoi piedi serviti da un centrocampo in emergenza.

Il pareggio, comunque, può accontentare la squadra di Allegri, uscita tra gli applausi scroscianti del pubblico del Meazza. Chi c'era ha visto una gran bella partita, tanti campioni, molte occasioni, emozioni e spettacolo. Qualche rammarico per due palle gol nettissime di Ibrahimovic e di Robinho.

Sull'altro fronte, altrettanti pericoli con Messi sempre pronto a sgusciare fra gli avversari: il Barcellona - fra tocchi e sopraffine giocate - permette sempre l'inserimento dei centrocampisti anche se, nel secondo tempo, è il Milan a crescere.

Allegri ha messo in campo i suoi con grande accortezza e al ritorno, a Barcellona, cercherà di giocarsi il tutto per tutto. Una difesa granitica, con Abbiati versione deluxe, ma soprattutto con il poker d'assi composto da Bonera, Nesta, Mexes e Antonini (davvero straordinario): i quattro moschettieri rossoneri hanno chiuso ogni spazio, intercettando ogni mossa del Barca e cercando di ‘addomesticare' Messi.

A centrocampo è tornato Seedorf che non ha demeritato, bene Ambrosini, così così Nocerino che ha cercato di riscattarsi nel secondo tempo. In avanti, Robinho non gira e neanche Boateng. Sostituiti entrambi con beneficio della squadra.

Il Barcellona (per la prima volta all'asciutto negli ultimi 29 mesi di gare internazionali) è uuna gioiosa macchina da guerra che macina chilometri e gioco, sfoggia giocate di estrema classe ma. Ma il Milan dimostra che il gruppo di Guardiola non è un Moloch. Silvio Berlusconi aveva pronosticato un risultato di parità (1-1) e il pareggio è puntualmente arrivato. Un risultato che permette di gestire la partita di ritorno in modo tale da puntare al colpaccio.

L'inizio aveva lasciato presagire un risultato migliore per il Milan. Già al 3' Robinho getta alle ortiche una magnifica palla gol dopo un tiro di Boateng andato a impattare contro un avversario. Al 9' trema San Siro: Messi calcia e Abbiati para in due tempi. Il Barcellona vorrebbe un rigore per l'atterramento di Sanchez in area. L'arbitro lascia correre senza prendere alcun provvedimento: l'impressione è che Sanchez abbia accentuato la caduta.

Si fa vedere Ibrahimovic che, al 20', potrebbe portare in vantaggio il Milan. Servito da Seedorf, lo svedese calcia male e Victor Valdes para senza difficoltà. I minuti passano veloci, la partita è molto tattica: Antonini annulla Sanchez ma i rossoneri, in avanti, non affondano, disertando la via della porta. L'assenza di Thiago Silva si sente ma i veri problemi sono in attacco. Allegri corre ai ripari nella ripresa sostituendo Robinho con El Shaarawi e Boateng con Urby Emanuelson. Guardiola sostituisce Sanchez con Pedro e Iniesta con Tello, che si è mosso benissimo e sfiora il gol al 28', complice una disattenzione di Seedorf. Il suo sinistro trova però l'esterno della rete.

Messi sempre in agguato, conquista palloni e cerca l'azione personale. Ci prova anche Puyol di testa a 12' dalla fine.

Ultimi patemi d'animo a tempo quasi scaduto con Abbiati che chiude sempre su Messi. Sulla respinta corta, si avventa Tello ma Antonini lo ferma in modo autorevole e preciso. L'ultima opportunità è sul piede di Xavi, destro a lato proprio allo scadere. L'arbitro fischia. Respiro di sollievo perché il Barcellona è considerata la squadra più forte del mondo e approcciarla è davvero difficile: è più di un rebus capire come fare breccia tra le maglie della ragnatela che tesse attorno ai suoi avversari.

Aggredendo, si rischia di essere infilati, aspettando si offre il fianco al palleggio inesorabile dei blaugrana che di solito porta dritto al gol. Il Milan ha provato la cosiddetta ‘terza via': senza strafare, senza scoprirsi, ha giocato una partita molto equilibrata. Allegri ha sbagliato poco o niente: se Ibrahimovic fosse stato in serata, accompagnato da Boateng e da Robinho, la vittoria ci poteva anche stare.

Appuntamento martedì al Camp Nou, dove il Milan deve giocare la partita della vita. Come ha dimostrato ieri sera, è ampiamente nelle sue possibilità soprattutto se Ibra sfata la maledizione della Champions.

 


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