Microsoft vuole comprare Yahoo!. Maxi offerta da 45 miliardi di dollari
NEW YORK. Per dirla come Don Vito Corleone nel "Padrino", quella di Microsoft è "un'offerta che non si può rifiutare". Ieri tutti gli analisti, e con essi le Borse di tutto il mondo, scommettevano che Yahoo! non la rifiuterà.
Il colosso di Bill Gates offre infatti 31 dollari per ogni azione del famoso motore di ricerca che i mercati valutano invece più o meno 20 dollari. Si trutta dell 60% in più (anche se ieri il titolo è volato fino a 27 dollari, per effetto della speculazione), per un totale strabiliante di 45 miliardi di dollari.
Una vera manna per il consiglio di amministrazione e gli azionisti di Yahoo!, da anni vittima della spietata ed efficace concorrenza di Google: una volta re dei motori di ricerca, oggi conserva una quota del 13% delle ricerche effettuate sul Web, secondo dietro il 62% abbondante del più rapido e "intelligente" Google. Nella giungla di Internet non c'è posto per i "second"i. Come lo stesso Gates sa per esperienza personale, chi conquista la leadership del mercato tende a sbaragliare la concorrenza. Ed è quello che sta facendo, come un rullo compressore, proprio Google. Oltre al motore di ricerca, l'industria californiana ha prodotto le migliori e più innovative tecnologie web degli ultimi anni, come You Tube e Google Earth. In questo modo, ha assorbito fette crescenti di utenza Internet e conseguentemente di risorse pubblicitarie.
Aggiungendo Yahoo! (con la sua piattaforma Flickr per la condivisione delle foto, i suoi imponenti contenuti multimediali e i suoi 500 milioni di utenti) al suo più grande successo in rete, il "messenger" MSN, Microsoft spera di risalire la china. Perché se sul mercato mondiale dei sistemi operativi l'azienda fondata da Gates è e resta monopolista pagando su Internet ancora il "peccato originale" di molti anni fa quando proprio Gates sbagliò clamorosamente le previsioni sostenendo che Internet non aveva futuro. E arrivando, di conseguenza, in ritardo sulla Rete.
Comprando Yahoo! Microsoft corre quindi ai ripari, e lo dice chiaro nel comunicato che annuncia l'Opa: il mercato della pubblicità Internet "è sempre più dominato da un solo attore", scrive senza citare esplicitamente Google: "Insieme, Microsoft e Yahoo! possono offrire una scelta competitiva, soddisfacendo in modo migliore le necessità di clienti e partner".
Steve Ballmer, amministratore delegato di Microsoft e successore di Bill Gates che si ritira alla fine dell'anno, è convinto che "la nostra fusione porterà maggior valore ai nostri rispettivi azionisti, una maggiore possibilità di scelta e una migliore innovazione ai nostri clienti ed ai nostri partner industriali". Quel che sembra certo, è che la sfida inevitabile tra Google e Microsoft-Yahoo! (un colosso da 340 miliardi di dollari) sarà probabilmente la campana a morto per tutte le altre realtà, destinate a finire assorbite o messe fuori mercato dalla voracità dei due giganti.
Difficile pensare che questa situazione possa favorire la concorrenza - e i consumatori - come ha tentato di assicurare anche ieri Ballmer. L'Antitrust americano ha pertanto già battuto un colpo: "La divisione antitrust è interessata a valutare gli effetti sulla concorrenza dell'operazione", ha fatto sapere il ministero della Giustizia, che già dieci anni fa aveva imposto a Microsoft di dividersi in due società diverse, ipotesi poi evitata con un accordo in extremis.
Il mercato, come sempre accade quando si parla di centinaia di miliardi di dollari, ieri ha festeggiato, facendo salire di oltre il 40% Yahoo!, con un calo del 4% per Microsoft.
Passato l'entusiasmo, però, gli effetti negativi sulle altre aziende del settore potrebbero farsi sentire. Non ci vorrà comunque troppo per sapere come va a finire: la dirigenza di Yahoo! ha assicurato che valuterà "attentamente e rapidamente" la proposta di Microsoft.
21-06-2008










