Cultura

"On The Way". Intevista con Alberto Pizzo

di Lorenza Cerbini

23-02-2014


 

Dalle colonne sonore delle pubblicità dei biscotti suonate su una pianola da bambini a quelle di Ennio Morricone. Nel mezzo una carriera come concertista e adesso il debutto americano con un album dalle radici classiche con sonorità mediterranee ed ampie sfumature fusion e latin-Jazz . "On The Way" uscirà il 4 marzo,  distribuito da Egea Music su licenza Cinevox: 14 brani in cui questo musicista napoletano  racconta alcune esperienze della sua vita coadiuvato da musicisti come Fabrizio Sotti, Mino Cinelu, Toquinho, Renzo Arbore e David Knopfler. Per l'occasione, Alberto Pizzo sarà a New York per un breve tour nel Tri-State. Due i concerti, il 12 marzo al Metropolitan Room e il giorno seguente al Trumpets Jazz Club di Montclair.  In aggiunta, ci saranno anche due esibizioni, da Klavierhaus Recital Hall e da Measure.

 

"On The Way" ha collaborazioni impressionanti per un pianista che ancora deve conquistare il grande pubblico: Arbore, Toquinho e David Knopfler. Come è possibile, quale il tuo segreto?

«Me lo chiedo anche io ogni giorno. Da buon napoletano direi che sono al centro di un miracolo, ma i miracoli si creano anche con la tenacia e la lunga gavetta seppure tutto stia accadendo abbastanza in fretta. Fino ad un anno e mezzo fa non avrei mai pensato che fosse possibile realizzare "On The Way". La svolta è avvenuta al Cabarete Festival di Santo Domingo dove ho conosciuto il chitarrista padovano Fabrizio Sotti. Vive a New York da oltre venti anni e come produttore ha firmato successi per Whitney Houston, Jennifer Lopez, Cassandra Wilson. Era presente ad una mia esibizione e mi chiese se fossi stato interessato a collaborare con lui. A distanza di pochi mesi ero a New York. Nel suo studio abbiamo registrato nove brani insieme al percussionista Mino Cinelu. E' stata una esperienza bellissima, molto intensa. La collaborazione con Toquinho, Arbore e Knopfler la devo al mio manager Gianni Sergio».

Immagino che di anedotti da raccontare ne abbia parecchi. Con Toquinho ad esempio, cosa è successo?

«Toquinho si trovava in Italia per un evento dell'America's Cup. Abbiamo riarrangiato "Bachianinha", un brano del suo maestro Paulinho Nogueira ispirato a Bach. Nell'arrangiamento abbiamo marcato l'aspetto barocco della melodia, con una vena sudamericana».

Pianista, ma soprattutto compositore di colonne sonore. Come hai iniziato questa carriera?

«Per caso. Un giorno ero a casa a Napoli e mi chiamò un amico. Era stato incaricato di suonare in una trasmissione radiofonica della Rai dedicata a Vincenzo Bellini. Mi chiese di sostituirlo. Conosco benissimo il repertorio di Bellini e ho cercato di interpretarne l'anima. L'occasione si rivelò importante, perché poi mi fu chiesto di comporre le musiche per la trasmissione Geo & Geo».

Ti sei esibito anche in Asia, a Tokyo...

«Beh, qui si entra nella sfera dei sentimenti. La mia fidanzata è giapponese, si chiama Yuki . Ci siamo conosciuti in Italia, durante il conservatorio. Lei è soprano e adesso lavora al teatro San Carlo di Napoli. Parla benissimo l'italiano, mentre il mio giapponese conta appena 30 parole...».

Giallo, verde, azzurro. La copertina del tuo album è stata scattata in Sudamerica?

«Ma proprio no! Lo pensano tutti però. E' stata scattata in un giorno di autunno alla periferia di Londra. Mi trovato a Guildford ad incidere il brano che ho realizzato con David Knopfler, "This ship has sailed", dove ha messo voce e testi. E' un brano autobiografico. Knopfler ha descritto la sua vita, sempre in viaggio tra Londra e New York».

Il brano che ti è più caro nel tuo nuovo album?

«Direi "Mediterraneo", in cui ricordo le vacanze tra le suggestive colline del Cilento con i miei nonni».

Sei nato in una famiglia di musicisti?

«No, mio padre è infermiere. Mia madre casalinga. Ma sono i miei primi sostenitori. A tre anni mi regalarono una pianola giocattolo e ad  orecchio iniziai a riprodurre le melodie degli spot pubblicitari. Così mi mandarono in un asilo dove c'era un'insegnante di pianoforte severissima, suor Rosaria. Ho studiato assiduamente con lei  per 15 anni. E' stata una seconda madre».

New York la conosci bene vero?

«Sì, vi ho registrato "On The Way". Ma ci ho anche vissuto per qualche mese. Mi ha fornito l'opportunità per nuove amicizie. Vi ho conosciuto Michael Douglas, ho suonato per Chris Noth, il "Mister Big" di "Sex and the City". Poi Herry Williams dei Sugar Hills Gang che mi ha dato tanti buoni consigli. Ho suonato anche per serate di beneficenza».

Mister Big! E sarà ai tuoi concerti?

«Non lo so ancora. Cercherò di invitare tutti appena sarò a New York».

 

LE DATE DEL TOUR:

 

- 4 marzo; 6:00-7:30 pm.  Esibizione e conferenza stampa; aperto al pubblico

Piano solo: musica classica e brani dal suo repertorio

Klavierhaus Recital Hall

211 West 58th Street New York; Tel.: 212-245-4535

http://klavierhausrecitalhall.com/

- 9 marzo; 8:00-11:00 pm

Piano solo: musica classica, brani da "On The Way", improvvisazione

Measure

Langham Place Fifth Avenue Hotel,

400 5th Ave, New York; (212) 695-4005

- 12 marzo; 9:30 pm

Alberto Pizzo in trio con Fabrizio Sotti e Mino Cinelu

Brani tratti dagli album "On The Way" e dal suo repertorio

Metropolitan Room

34 West 22nd Street, NY; (212) 206-0440

http://metropolitanroom.com/show.cfm?id=138765

- 13 marzo; 7:00-10:30 pm

Brani tratti dagli album "On The Way" e dal suo repertorio

Trumpets Jazz Club & Restaurant

6 Depot Square,

Montclair, NJ

(973) 744-2600 http://www.trumpetsjazz.com/

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