Cultura

Università. A Milano corso di laurea in Medicina in inglese

30-08-2014


MILANO. Corso di Laurea internazionale in Medicina e Chirurgia e corso di Laurea in Infermieristica: sono i primi due corsi, attivi con l'Anno Accademico 2014/2015, di Humanitas University, il nuovo Ateneo non statale dedicato alle Scienze mediche strettamente legato all'identità dell'ospedale Humanitas di Rozzano (nei  pressi di Milano) e della sua Fondazione per la Ricerca. Faculty internazionale, metodi didattici innovativi, stretta integrazione con l'attività clinica, forte orientamento alla ricerca scientifica e sostenibilità economica sono i pilastri della proposta formativa della nuova Università che ha recentemente ottenuto l'approvazione e il riconoscimento del ministero dell'Istruzione a conclusione del progetto avviato nel dicembre 2012.


L'internazionalizzazione degli studi sta oggi rivoluzionando anche il campo medico. Non a caso Humanitas ha deciso che le lezioni e gli esami del corso di laurea internazionale in Medicina e Chirurgia si svolgeranno in lingua inglese, con l'obiettivo di attrarre studenti stranieri in Italia. Il corso di laurea in Infermieristica sarà invece tenuto in lingua italiana.


Siamo solo all'inizio, l'offerta formativa crescerà negli anni.  All'uopo un portavoce dell'Humanitas University ha comunicato che si sta anche valutando di aggiungere corsi di laurea in Biotecnologia in lingua inglese, e diplomi per fisioterapisti e tecnici di radiologia; e per quanto riguarda le scuole di specialità e i dottorati di ricerca, si sta optando per l'entrata nella rete regionale e nazionale valorizzando le eccellenze cliniche già presenti nell'ospedale.
I test di ammissione ad Humanitas sono previsti il 15 settembre per Infermieristica e il giorno dopo per Medicina, e consentiranno l'accesso di un primo nucleo di 140 studenti (cento per Medicina e Chirurgia, 40 per Infermieristica). A regime, Humanitas University potrà accogliere oltre 800 studenti.


Il test per Medicina, il cosiddetto Imat (International Medical Admission Test) verrà tenuto a Milano e in 17 città europee. Dal 2017 Humanitas annuncia inoltre l'inaugurazione del Campus a sud di Milano, nel Comune di Pieve Emanuele. "Il nuovo ateneo - spiega il rettore, il prof. Marco Montorsi - mette a disposizione di giovani italiani e stranieri un'opportunità di formazione particolare per crescere e studiare, al fianco di docenti e professionisti di grande esperienza, con un sistema consolidato di tutoring, ovvero un tutor ogni due studenti, e supervisione. L'inserimento quindi in un contesto ed in una dimensione internazionale, non solo nella componente linguistica, ma anche nelle metodologie di esame e di studio; ad esempio con programmi formativi che favoriscono esperienze all'estero, in collaborazione con le università-partner straniere".


Il Presidente di Humanitas Gianfelice Rocca sottolinea invece il desiderio di Humanitas di misurarsi con la formazione internazionale: "Reclutare i migliori cervelli, portandoli a studiare a Milano, permetterà di accrescere l'attrattiva del sistema universitario e sanitario italiano in un momento di maggiore internazionalizzazione della sanità". Inoltre il professor Alberto Mantovani, Presidente di Fondazione Humanitas per la Ricerca, sostiene che "i docenti di Humanitas sono medici e ricercatori noti a livello nazionale e internazionale, affiancati da visiting professor provenienti dalle più prestigiose università di tutto il mondo fra cui scienziati come l'immunologo svizzero Rolf Zinkernagel (Nobel nel 1996) e Jules Hoffman (immunologo lussemburghese, Nobel nel 2011) che terranno lecture, seminari e, dal secondo anno, lezioni di approfondimento su specifici argomenti".


La retta media annuale, strutturata per quattro fasce di reddito, per la facoltà di Medicina è di 12 mila euro (che la direzione di Humanitas giudica "in linea con quelle delle università italiane che offrono corsi in inglese") e da definire comunque in relazione al reddito, mentre per Infermieristica la cifra di riferimento è 1.800 euro. "Gli studenti avranno la possibilità di usufruire di borse di studio (continua una nota dell'Istituto). Infatti Fondazione Humanitas per la ricerca sosterrà i più meritevoli per favorire la frequenza ai corsi, e in particolare ai soggiorni all'estero in contesti formativi prestigiosi, mentre si stanno mettendo a punto accordi con alcuni istituti bancari per prestiti d'onore".


Va sottolineato che Humanitas è uno degli istituti di riferimento per la ricerca in Italia, individuato dal centro di analisi SCImago come uno dei migliori al mondo. L'ospedale, considerato uno dei policlinici privati all'avanguardia nel panorama sanitario europeo,  è "tra quelli tecnologicamente più avanzati, specialmente nella radioterapia, sia per gli acceleratori lineari ed i laser ad uso oculistico, sia per una super specializzata sala chirurgica di neurochirurgia e l'uso didattico dei Google Glass", gli occhiali super tecnologici. "Il nostro obiettivo - sintetizza il professor Montorsi - è formare medici, infermieri e ricercatori che possano contribuire al miglioramento dell'assistenza sanitaria in tutto il mondo, vivendo in un contesto open minded, in cui i confini nazionali sono solo virtuali. Infine il nostro progetto educativo mira ad incoraggiare una mentalità riflessiva, il pensiero critico, la capacità di risolvere i problemi, oltre ad una speciale attenzione alla relazione con i pazienti. Per questo motivo entrambi i corsi di laurea si basano su metodi didattici interattivi considerati internazionalmente lo stato dell'arte, come Problem Based Lerning, discussione di casi clinici e uso di pazienti simulati".


L'offerta di Humanitas induce a considerare nel suo complesso quello che oggi è il panorama della professione medica in Italia. Il numero di medici è stato contenuto dall'introduzione del numero programmato alle facoltà di medicina nel 1999 attraverso un esame di ammissione prima locale e poi nazionale per cercare di raggiungere un numero di professionisti necessario alle esigenze effettive del paese senza un'approfondita analisi dell'effettiva preparazione fornita dalle facoltà. I numeri elaborati dal Sole 24Ore sui dati del ministero dell'Istruzione, relativi agli esami di abilitazione per l'accesso all'Ordine professionale, confermano che il numero chiuso ha procurato un calo del 34,6% tra i candidati (da 10.535 a 6.947) nel periodo compreso tra il 2003 e il 2012. Resta comunque in piedi il progetto del ministro Stefania Giannini, il quale ha promesso che il 2014 sarà l'ultimo a numero chiuso e l'abolizione dei test di ammissione a "crocette" che dovrebbe prevenire l'esodo di aspiranti medici verso sedi universitarie in Paesi come Albania, Romania, Spagna e Svizzera, dove non esistono esami di ammissione o, se ci sono, appaiono abbordabili.
Secondo il "Rapporto Sanità" 2013 del Ceis (Centro Interdipartimentale di Studi Internazionali sull'Economia e lo Sviluppo) dell'Università Tor Vergata di Roma in Italia ci sarebbero comunque ancora troppi medici e infermieri: rispettivamente 18.800 e 28.800 in eccesso rispetto al fabbisogno reale, ovviamente considerando come parametro chiave i posti letto. In Italia operano circa 237 mila medici (45 mila "di famiglia") e Claudio Cricelli, presidente della Società Italiana Medicina Generale, sul futuro professionale risponde: "Ci sono molti Paesi, come la Gran Bretagna, l'Olanda o le nazioni scandinave, in cui il fabbisogno di manodopera medica eccede l'offerta, mentre in Italia per quarant'anni abbiamo prodotto una quantità esagerata di medici. Ne abbiamo 300 mila in attività, mentre altri servizi sanitari assistono una popolazione simile a quella italiana con meno di 200 mila". Insomma, se volessimo continuare a essere un Paese pieno di medici, uno ogni 250 abitanti, allora ben vengano nuovi medici, ma se pensiamo a un sistema sanitario moderno, 70 mila medici specializzati in Medicina Generale vengono ritenuti in eccesso. Rimane inoltre nel pubblico la convinzione non sempre esatta che la preparazione professionale offerta all'estero (soprattutto negli Stati Uniti) sia migliore e possa fornire più ampie possibilità di occupazione anche in Europa. Dati alla mano, le migliori università mediche al mondo hanno anche rette inarrivabili ai più (Harvard 40 mila dollari all'anno, Columbia 43 mila), senza contare la difficoltà di iscriversi ad un corso di specializzazione negli Usa a causa della loro selettività. Con l'aggiunta che non è sempre facile il riconoscimento degli studi fatti all'estero.


Per la ricerca di Almalaurea, Ingegneria e Medicina sono comunque un passaporto per il mondo del lavoro anche in Italia dove lo studente dopo tre anni raggiunge uno stipendio onorevole (40-50 mila euro all'anno), sebbene condizionato dai lunghi corsi di studio (sei anni per la laurea base e sino a sei suppletivi per la specializzazione).


In sintesi, iscriversi a medicina oltre a costituire una vocazione, continua ad essere una scelta con significativi sbocchi professionali, laddove preparazione e capacità di mobilità internazionale rappresentano dei fattori spendibili dal futuro medico.
 

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