Economia

L'economia Usa torna a correre

28-08-2015

E corre molto più del previsto, col pil del secondo trimestre rivisto ampiamente al rialzo: +3,7% contro una prima stima che indicava un 2,3%, e contro lo 0,6% dei primi tre mesi dell'anno.

 

NEW YORK. L'economia Usa torna a correre. E corre molto più del previsto, col pil del secondo trimestre rivisto ampiamente al rialzo: +3,7% contro una prima stima che indicava un 2,3%, e contro lo 0,6% dei primi tre mesi dell'anno.

Una crescita, almeno per ora, più forte delle turbolenze sui mercati finanziari, e che resiste agli effetti del rallentamento delle economie emergenti, Cina in prima fila.

L'amministrazione Obama non può che essere soddisfatta, e insiste sulla necessità di non mollare sul fronte delle misure necessarie per rafforzare la ripresa, evitando a tutti i costi il ritorno a una "inutile austerity", che finirebbe inevitabilmente per frenare la corsa: "In questa fase dell'economia globale è fondamentale continuare a fare tutto il possibile per mantenere questo slancio dell'economia americana", afferma la Casa Bianca. Slancio dovuto soprattutto a un aumento dei consumi delle famiglie (+3,1% contro il 2,9% del primo trimestre) e degli investimenti delle imprese (+3,2% dallo 0,6% dei primi tre mesi).

A gonfie vele va anche l'export di beni e servizi (+5,2%). Adesso gli occhi - e non solo in America - sono più che mai tutti puntati sulla Fed, il cui board esecutivo si riunirà il prossimo 16 e 17 setembre per decidere se procedere al primo aumento dei tassi dal 2006. Tassi fermi vicino alla zero dal 2008, anno dello scoppio della grande crisi.

La banca centrale statunitense si trova sempre più davanti a un dilemma. Se fosse per i dati sul pil, così come per quelli del mercato del lavoro (la disoccupazione è scesa al 5,3%), oramai le condizioni per avviare una stretta monetraia ci sono. Magari graduale, come è stato più volte ipotizzato negli ultimi mesi.

Ma sull'altro piatto della bilancia c'è da pesare l'estrema volatilità mostrata dai mercati finanziari nelle ultime settimane, che introduce grande incertezza nell'ambito delle valutazioni e delle previsioni economiche future.

Il punto si farà a Jackson Hole, in Wyoming, dove come ogni estate si ritroveranno tutti i rappresentanti delle principali banche centrali del pianeta. Il primo contatto una cena, poi due giorni di intenso lavoro oggi e domani. Assenti però quest'anno alcuni dei big, a partire dalla numero uno della Fed, Janet Yellen, (sostituita dal numero due Stanley Fischer) e dal presidente della Bce, Mario Draghi. Si parlerà molto di Cina, chiaramente.

Ma a tutti è chiaro come a questo punto ogni decisione della Fed può essere determinante a livello globale: alzare i tassi nel momento in cui la Cina minaccia tutte le economie mondiali - è il parere di molti esperti - potrebbe peggiorare la situazione. Il rischio è che si blocchi anche l'unica locomotiva - quella americana - che finora è in grado di procedere speditamente e di trainare tutti gli altri, Europa compresa.

 

Il palinsesto di oggi