Economia

Eni vola in Borsa dopo la maxi-scoperta di gas in Egitto

01-09-2015

 

ROMA. Una scoperta "storica", la "più importante mai effettuata in Egitto dal 1967", che fa volare Eni in Borsa e permette all'ad Claudio Descalzi di dormire sonni tranquilli anche sul fronte dividendo. Il giorno dopo l'annuncio della maxiscoperta di gas di "rilevanza mondiale" da 850 miliardi di metri cubi nell'offshore egiziano, Piazza Affari punta tutto sul titolo del Cane a sei zampe, che, in una giornata contrastata (il FtseMib lascia sul terreno lo 0,24%), resiste in forte rialzo e chiude in progresso dell'1,53% a 14,63 euro.

Il successo esplorativo, del resto, fa il paio con quello del Mozambico di qualche anno fa e rassicura il gruppo italiano (alle prese con un mercato petrolifero in notevole affanno e con le tensioni geopolitiche, testimoniate anche ieri dall'autobomba esplosa senza feriti a Tripoli, di fronte alla sede della joint venture Mellitah in Libia) non solo da un punto di vista operativo, ma anche da quello finanziario.

A parlarne, in un'intervista a Bloomberg Tv, è stato proprio Descalzi: la maxi-scoperta, ha detto, impatterà "positivamente" sul dividendo, che qualche mese fa l'Eni aveva deciso di tagliare, unica major petrolifera a scegliere questa strada. Questo non vuol dire, comunque, che su quel taglio si farà retromarcia, ma, come ha assicurato l'ad confermando che si tratta di un "floor dividend", vale a dire un livello minimo, che "la società non ha bisogno di ridurlo ulteriormente": in sostanza, la politica del dividendo ne esce rafforzata perché "la scoperta renderà la posizione dell'Eni in termini di cash flow molto più robusta rispetto a prima" e, quindi, "si tratta di una notizia molto positiva".

Nessun ripensamento, invece, sul fronte delle dismissioni: gli 8 miliardi di asset da cedere nel piano 2015-2018 vengono confermati. E chissà che tra questi non finisca anche una quota della nuova scoperta nel Mediterraneo, di cui l'Eni è attualmente operatore in solitaria. Il nuovo giacimento, in ogni caso, non sarà interessante solo per il gruppo petrolifero: a guadagnarci, ovviamente, sarà anche l'Egitto. Secondo il ministero del Petrolio del Cairo, infatti, il giacimento risponderà ai fabbisogni energetici del Paese "per i prossimi dieci anni".  

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