Economia

Padoan: "Il terrorismo minaccia la ripresa"

29-11-2015

 

 

ROMA.Il terrorismo e la paura scatenata dagli attacchi di Parigi minacciano la fiducia dei cittadini europei e potrebbero minare la ripresa, ancora esposta a rischi a livello internazionale e non abbastanza robusta da reggere a troppe scosse. Quello lanciato dal ministro dell'Economia, Pier Carlo Padoan, non è un vero e proprio allarme quanto un invito, condiviso in pieno dal presidente del Consiglio Matteo Renzi, a non farsi prendere dal panico, a non cambiare abitudini di vita (e di spesa) e, sopratutto, per quanto riguarda le istituzioni e il governo, a non farsi cogliere impreparati da eventuali ripercussioni, anche economiche, del clima negativo seguito alla strage dell'Isis. 

Dalla serata di venerdì 13 novembre qualcosa è innegabilmente cambiato, ma la stima di crescita dell'Italia per il 2015 resta, sia per il titolare del Tesoro che per il premier, al +0,9% fissato nella Nota di aggiornamento del Def. Nonostante il dato non esaltante del terzo trimestre dell'anno rilevato dall'Istat, cavalcato da Forza Italia, e le previsioni non coincidenti dell'Upb, che vedono il Pil fermarsi a +0,8%, soprattutto a causa del rallentamento del commercio internazionale, secondo Padoan "al momento non ci sono elementi concreti che inducano a rivedere quella cifra". 

Per questo, puntualizza anche Renzi, la previsione per fine anno "è confermata". I rischi potrebbero semmai riguardare i prossimi mesi e non vanno sottovalutati. Anzi. L'esecutivo, ribadisce Padoan, è già in campo, e si prodigherà ancora, per spingere il più possibile l'economia. L'obiettivo di medio termine è infatti quello di raggiungere una crescita il più possibile vicina al 2%, tale da riassorbire al massimo la disoccupazione. 

Per farlo sono stati messi più soldi nelle tasche degli italiani, con gli 80 euro e con la prossima abolizione della Tasi ad esempio, ed ora si punta anche sugli investimenti, compresi quelli contenuti nel pacchetto sicurezza in arrivo nella legge di stabilità. Gli stanziamenti per la polizia, ma anche per quella che viene definita l'inclusione sociale, ammontano a 2 miliardi di euro. Ottenibili, secondo il governo italiano, facendo ricorso alla flessibilità europea sui migranti, considerati una circostanza eccezionale. 

La richiesta iniziale di flessibilità avanzata a Bruxelles era in realtà di 3,2 miliardi, tale da portare il rapporto deficit-Pil al 2,4%. Tuttavia, Roma sembra ora intenzionata ad impiegare sulle emergenze risorse pari a 2 miliardi di euro, cifra che farebbe fermare il deficit al 2,3% (e che forse potrebbe rappresentare un possibile compromesso con la Commissione). Sempre che la crescita 2016 resti però all'1,6% indicato nella Nota al Def di settembre. 

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