Economia

L'economia mondiale frena

20-01-2016

L'economia mondiale rallenta sotto il peso della frenata cinese e del calo dei prezzi delle commodity. E i rischi restano al ribasso, con la crescita che potrebbe "deragliare".

 

NEW YORK. L'economia mondiale rallenta sotto il peso della frenata cinese e del calo dei prezzi delle commodity. E i rischi restano al ribasso, con la crescita che potrebbe "deragliare". 

Il Fondo Monetario Internazionale (Fmi) taglia ancora una volta le stime di crescita per l'economia globale. Ma cerca di smorzare i timori su una nuova recessione: ‘'Parlarne in questo momento è inappropriato'', anche se la frenata dei paesi emergenti, in rallentamento per il quinto anno consecutivo con il Brasile maglia nera, fa temere. 

In un contesto di rallentamento, con l'economia mondiale che crescerà del 3,4% quest'anno e del 3,6% nel 2017, l'Italia tiene. Il Pil del Belpaese è confermato in crescita dell'1,3% nel 2016 e dell'1,2% l'anno successivo. Accelerano Germania e Spagna, le cui stime di crescita sono state riviste al rialzo rispetto a ottobre. Il Pil tedesco crescerà dell'1,7% nel 2016 e nel 2017, quello spagnolo del 2,7% quest'anno e del 2,3% il prossimo. La Francia invece rallenta, con il Pil che crescerà quest'anno dell'1,3%, 0,2 punti percentuali in meno rispetto a ottobre, e dell'1,5% nel 2017, -0,1 punti percentuali. 

Le accelerazioni spagnola e tedesca sostengono la crescita dell'area euro, rivista leggermente al rialzo al +1,7% per il 2016. Gli Stati Uniti frenano e cresceranno quest'anno e il prossimo meno delle attese, con un Pil che avanza del 2,6%. Per gli Stati Uniti si prevede anche un deficit più alto delle attese: secondo le stime del Congressional Budget Office, nel 2016 il disavanzo si attesterà a 544 miliardi di dollari quest'anno, più dei 414 miliardi di dollari stimati in agosto. Sopra le attese anche la stima per il 2017-2026, quando il deficit complessivo sarà di 9.378 miliardi di dollari. Un aumento legato all'estensione di alcuni sgravi fiscali. 

"Le condizioni finanziarie nelle economie avanzate restano accomodanti" afferma il Fondo, sottolineando che la Bce saprà rispondere alle pressioni deflazionistiche. L'attenzione è proprio sulle prossime mosse dell'Eurotower e della Fed, che hanno intrapreso strade divergenti riflettendo il diverso stato dell'economia. Mario Draghi è atteso nei prossimi giorni a un nuovo test, dopo che le sue parole in dicembre sono state accolte in modo freddo dal mercato. L'attenzione resta alta anche sugli emergenti. Il Fmi conferma le stime per la Cina, che crescerà quest'anno del 6,3% e il prossimo del 6%. Il Dragone - secondo le stime diffuse da Pechino - è cresciuto del 6,9%, il tasso di crescita più basso degli ultimi 25 anni. 

Pechino nell'illustrare i dati mette in evidenza come per la prima volta il settore dei servizi ha rappresentato più della metà della crescita, mostrando la transizione in atto nel Paese.

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