Dall'Italia

Alemanno. No al maxiprocesso

22-01-2016

 

ROMA. L'ex sindaco di Roma, Gianni Alemanno, non comparirà come imputato nel maxiprocesso a Mafia Capitale. Il suo processo non confluirà in quello a carico di 46 persone il 5 novembre scorso davanti ai giudici della X sezione penale. Proprio il tribunale presieduto da Rosanna Ianniello ha respinto, nel corso dell'udienza nell'aula bunker di Rebibbia, l'istanza di riunificazione avanzata dalla Procura. 

La prima udienza del procedimento a carico di Alemanno, a cui la procura contesta i reati di corruzione e finanziamento illecito, resta fissata al prossimo 23 marzo davanti ai giudici della II sezione così come stabilito il 18 dicembre scorso dal gup. All'istanza della Procura si erano opposti i difensori di Alemanno, gli avvocati Franco Coppi e Pietro Pomanti.  Nel motivare la decisione il presidente Ianniello ha spiegato che il maxiprocesso, che vede 46 imputati, è già incardinato ed é sostanzialmente in una fase avanzata e ciò rende impossibile l'inserimento della posizione dell'ex sindaco. Per il maxiprocesso, infatti, son sono state già esaurite le questioni preliminari, si é proceduto all'ammissione delle prove ed é stata già avviata l'istruttoria dibattimentale con i primi testi citati dall'accusa e con la nomina dei periti incaricati di trascrivere le intercettazioni. 

"Con questa decisione - ha commentato Alemanno - potrò chiarire la mia posizione in tempi più brevi, senza dover entrare in un maxi processo che affronta temi a me estranei. Sono ancora più fiducioso nell'operato della magistratura che potrà verificare la mia piena innocenza". 

Proprio nel corso dell'udienza è stato sentito il capitano del Ros, Federica Carletti, che ha ricostruito citando una serie di intercettazioni la rete di potere di Salvatore Buzzi, ras delle cooperative, analizzando anche i suoi rapporti con l'allora sindaco. La procura contesta ad Alemanno, il cui nome comparve nel registro degli indagati all'epoca della prima tranche di arresti nel dicembre dello scorso anno, di aver ricevuto somme di denaro per complessivi 125 mila euro, in gran parte attraverso la fondazione Nuova Italia da lui presieduta, per compiere atti contrari ai doveri del suo ufficio. 

Le somme sarebbero state erogate da Salvatore Buzzi, ras delle cooperative sociali, in accordo con Massimo Carminati. In base alla richiesta di rinvio a giudizio i fatti risalgono al periodo 2012-2014. 

Attraverso Franco Panzironi, allora amministratore delegato della municipalizzata dei rifiuti romana Ama, Alemanno avrebbe ricevuto il denaro in varie tranche. E in particolare 75 mila euro sotto forma di finanziamento per cene elettorali, 40 mila per finanziamento della fondazione e circa diecimila euro in contanti. 

Questi ultimi nell'ottobre 2014, a due mesi dalla prima ondata di arresti per Mafia Capitale. Dagli atti depositati dalla Procura è emerso che tra il 16 luglio 2013 e il 23 luglio 2014 sui conti personali dell'ex sindaco sono stati effettuati dalla Fondazione nuova Italia 8 bonifici per un totale di quasi 62mila euro, "generalmente a titolo di saldo fattura".

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