I consigli di Laura

La visita del Papa nella sinagoga

03-02-2016

 

Cara Laura,

di recente papa Francesco ha detto che "il male sta nella indifferenzia di tutti". Credo volesse dire ‘nell'indifferenza". Io riconosco che questo è vero e siccome credo di essere una persona "non indifferente" prendo la penna e scrivo. Proprio qualche giorno fa il telegiornale ha trasmesso la visita del Papa nella sinagoga di Roma. Non ho capito di che visita si trattasse, visita di cortesia, visita politica o visita di sottomissione? Comunque sia, non importa, quello che importa è la sostanza. Papa Francesco ha detto rivolgendosi al rabbino e alla platea "siete i fratelli maggiori". A dire il vero papa Francesco è stato preceduto su queste parole da papa Giovanni Paolo. Per la verità, da cristiano, questa affermazione mi dà un certo fastidio, per quanto mi riguarda non ho fratelli maggiori. Io direi al Papa di chiedere al rabbino e agli altri presenti: "Credete in Gesù Cristo figlio di Dio e Messia? Chi ci crede alzi la mano", così si potrebbe constatare quanti alzerebbero la mano. Per mia esperienza, conoscendo gli ebrei, popolo stupendo ma anche "testardo", in quanto loro seguono l'insegnamento dei loro genitori e non si spostano di un millimetro. Mi è capitato di chiedere a qualche ebreo: "Credi in Gesù figlio di Dio, il Messia?". La loro risposta: "No". Loro sostengono che Gesù Cristo sia un impostore. Abbiamo visto diversi film su Gesù, dalla nascita alla crocifissione,  e credo che sia chiaro che fosse ebreo. Accusava i suoi fratelli ebrei di essere materialisti: usavano la sinagoga a fini commerciali e non per la preghiera. A questo punto è chiaro che Gesù non è un fratello ma un traditore. 

Lo spazio stringe, devo concludere. Io credo che nessuno ci odia per il nome che portiamo, ma per come ci comportiamo. Sarebbe ora di mettere giudizio e non cercare a tutti i costi di avere ragione. Cordiali saluti,

Lorenzo Romano

Caro Lorenzo,

mi ha confusa. La visita del Papa è  stata una visita "di fratellanza", certamente non "di sottomissione". Nella sua conclusione mi sembra di percepire un rimprovero alla "cocciutaggine" degli ebrei, cosa risaputa ormai da tutto il mondo. Non bisogna cercare a tutti i costi di avere ragione? Certamente. Ma non si tratta di "avere ragione", ma di rispetto per le opinioni degli altri. Se così fosse il mondo sarebbe sicuramente migliore...

 

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