Sport

Serie A. Il Napoli supera la Lazio

04-02-2016

 

IL TRIO delle meraviglie che dà spettacolo in campo, i cori razzisti sugli spalti che macchiano ancora l'Olimpico, fino a fermare il match. 

Il Napoli si porta a casa un'altra vittoria pesante, la settima di fila: tre punti con il 2-0 alla Lazio firmati Higuain e Callejon, i due terzi del reparto offensivo più incisivo di tutta la serie A. Il resto, Insigne, non segna ma mette i compagni in condizione di farlo. 

Sarri azzecca ancora tutto e marcia spedito verso lo scontro diretto con la Juve, che tiene il passo battendo il Genoa, ma resta comunque a due punti di distanza. 

A rovinare il clima uno stadio semivuoto, ma capace comunque di dare il peggio di sé: i pochi della Nord (ai napoletani era vietata la trasferta) dopo aver intonato i soliti cori contro i partenopei - peraltro coperti dai fischi di dissociazione del resto dello stadio - nella ripresa si sono accaniti su Koulibaly con ripetuti buuh. L'arbitro Irrati al 25' ferma la partita e la Lazio ora rischia. In tribuna anche il ct Antonio Conte e il presidente del Coni, Giovanni Malagò insieme allo sceicco del Kuwait Ahmad Al Sabah, presidente dei comitati olimpici mondiali e membro Cio, incontrato per la candidatura di Roma 2024. 

Sarri non cambia la squadra che ha vinto le ultime sette gare, con il tridente titolare Callejon-Higuain-Insigne. A centrocampo David Lopez al posto dello squalificato Allan, Jorginho e Hamsik; in difesa Stranic a sinistra e Maggio a destra, centrali Koulibaly e Albiol. Pioli invece non ha troppa scelta: all'attacco del Napoli risponde con Candreva, Klose e Anderson. Difesa più ombre che luci con Basta, Mauricio, Hoedt e Konko. E proprio dal reparto arretrato arrivano i primi svarioni. Ci prova Lulic al 21', ma il tiro è talmente alto che Reina nemmeno si muove. Piuttosto si fanno sentire gli errori di Basta e la lentezza di Hoedt e al 24' Higuain, davanti alla porta con un tocco si regala il gol numero 23 su 23 gare e il vantaggio per i partenopei. 

La Lazio perde le poche fila assemblate fino alla mezzora: il Napoli aggira il centrocampo con tiri lunghi e tre minuti dopo l'1-0 Callejon raccoglie un lancio profondo inventato da Insigne, regista offensivo in serata di grazia sotto gli occhi del ct, e con un pallonetto spiazza Marchetti. La Lazio, già in sofferenza per le diverse assenze, perde Candreva per guai fisici al 39' sostituito da Keita. 

Nella ripresa i bianconcelesti provano a fare più pressione, ma Sarri sa gestire il doppio vantaggio. Qualche passaggio dei laziali, uno finisce sulle gambe di Klose - non pervenuto come Anderson - che manda alto il pallonetto. Al 25' lo stop: l'arbitro Irrati ferma il match per 4' dopo i ripetuti buu razzisti contro Koulibaly, anticipati prima del fischio d'inizio dagli insulti ai partenopei. Interviene anche lo speaker e ora la Lazio rischia la squalifica del campo. E sul campo, quello di gioco si vede poco altro: Sarri fa riposare Insigne e Higuain (sostituiti da Mertens e Gabbiadini), Pioli gioca la carta Mauri al posto di Klose. 

Nel finale fuori anche Anderson (dentro Djordjevic) che ha ripagato al peggio la fiducia accordatagli da Pioli. La Lazio interrompe la striscia di sette vittorie di fila, il Napoli continua a volare.

 

 

La Juve vince su autorete

 

DALLO SHOW DI Verona allo scialbo 1-0 strappato grazie ad un'autogol nel suo ‘Stadium'. 

La Juventus contro il Genoa centra il 13 (di vittorie consecutive in serie A), ma gioca quasi a nascondersi, a dieci giorni dallo scontro-scudetto con il Napoli. A inizio stagione, forse, una partita così sarebbe finita non troppo bene per i bianconeri, ieri sera invece la vittoria striminzita è andata in porto senza fare rischiare attacchi di cuore ai tifosi. È vero che il Genoa è rimasto in corsa fino al 94', in superiorità numerica negli ultimi minuti per l'espulsione di Zaza, reo di un'entrataccia su Izzo. Ma i rossoblù non sono riusciti a pungere: Gasperini le ha provate tutte, da Nitcham dietro Pavoletti-Cerci ai due esterni, Suso e Capel ai lati del centravanti, fino all'esordio dello sloveno Matavz, nel finale. Ma l'unica parata impegnativa di Buffon è stata su Cerci lanciato a rete, dopo 30'' della ripresa. 

La Juve deve ringraziare l'ottima partita, in attacco ma anche in copertura, di Cuadrado, il tempismo e la concentrazione di Bonucci e Barzagli, mentre ha sofferto qualcosa a centrocampo, dove Padoin ha sostituito l'infortunato Khedira. 

Non è stata una serata facilissima per Allegri anche perché si è fatto male Caceres, uscito in barella (ed in lacrime) con la lesione al tendine di Achille e prima Evra aveva già alzato bandiera bianca per i crampi allo stomaco. Con l'infortunio dell'uruguaiano l'infermeria bianconera si è riempita di nuovo: già sono fermi Asamoah, Mandzukic, Khedira ed anche Chiellini è rimasto a riposo per un affaticamento muscolare. 

La Juventus ha lasciato che fosse il Genoa a fare la partita, per colpirla di rimessa ed è ha rotto il ghiaccio dopo i tentativi di Dybala, sinistro vicino al palo al 13' e Pogba, sinistro debole e punizione fuori tra il 15' ed il 18', con l'azione vincete di Cuadrado: Izzo superato in dribbling e cross, buttato in rete con uno sfortunato tocco in scivolata di De Maio. 

Buffon ha respinto il tiro di Cerci che ha tentato il colpo ad inizio del secondo tempo poi Allegri e Gasperini hanno mescolato le carte: Zaza, lanciato da Dybala, è stato neutralizzato dalla parata di Perin, il Genoa ha lottato e manovrato fallendo però negli ultimi 20 metri, Zaza è stato fermato per un fuorigioco (che non c'era), Cuadrado non è riuscito a fare un gol tutto suo facendosi anticipare su un lancio filtrante di Pogba, poi un Dybala forse troppo altruista ha cercato l'assist dopo un dribbling vincente. 

Il Genoa ha provato ancora a trovare la strada del pareggio, senza riuscirci. 

Il palinsesto di oggi