Economia

Borse ancora in picchiata

10-02-2016

 

MILANO. Questa volta l'attacco è chiaro: in Borsa sulle banche italiane è arrivata l'ennesima corrente di vendite, molto più violenta che sugli altri titoli europei del settore, con l'ennesimo crollo di Piazza Affari. 

E allora Renzi è intervenuto direttamente: ci saranno presto "ulteriori misure per consolidare il sistema e incoraggiare i processi di trasformazione e fusione", perché "il punto chiave è che il sistema bancario deve trasformarsi". 

Ma è "il mondo finanziario che arranca: l'Italia non è l'epicentro della crisi che purtroppo ha molte cause: petrolio, tensioni geopolitiche, Paesi ex emergenti", afferma il presidente del Consiglio. 

E in effetti il greggio fatica a rimanere addirittura sulla soglia dei 30 dollari, Wall Street non riparte in attesa del discorso al Parlamento statunitense del presidente della Fed Janet Yellen, la Borsa giapponese crolla di oltre il 5% sul rafforzamento dello yen che disinnesca le misure espansive della Banca centrale di Tokyo. Un quadro pesante per le Borse europee, che hanno passato una nuova giornata difficile, 'bruciando' un totale di 130 miliardi di capitalizzazione. 

Ma la misura dei cali è assai diversa: Londra nonostante il crollo dei titoli delle materie prime e dell'energia ha perso 'solo' l'1%, Francoforte l'1,1% anche se Commerzbank e Deustche soffrono ancora (-5%), Parigi ha lasciato sul terreno l'1,6%. Molto peggio è andata per i Paesi da tempo sotto l'attacco della speculazione: Lisbona ha perso il 2,2%, Madrid il 2,3%, Atene il 2,8%, ma soprattutto Milano è scivolata con l'indice Ftse Mib del 3,2%, che porta il crollo da inizio anno al 25%. 

Con un bilancio di fine giornata simile a un bollettino di guerra: Carige ha perso oltre il 10% ritoccando ancora il suo minimo storico, Ubi, Banco popolare e Bpm più dell'8%, Unicredit il 7,9% dopo conti nemmeno analizzati dagli operatori, impegnati solo a vendere. 

Molto pesante anche Intesa (-6%), con Mps scesa a un minimo storico in corso di giornata sotto quota 0,5 euro. E c'è di più. I titoli di Stato sono rimasti tranquilli con lo spread sulla Germania che ha chiuso a 144 punti, quindi la strategia è chiara: i Btp sono protetti dalla Bce e allora ci si concentra sul mercato azionario, con quotazioni molto distanti dai fondamentali. 

Magari con l'aiuto di qualche report, come quello di Goldman Sachs che vede i timori per la crescita globale spostarsi al settore finanziario, puntando il dito su timori particolarmente acuti per il sistema bancario italiano. 

Ora l'attesa è per il decreto del Governo sul sistema bancario, con l'ipotesi che possa contenere misure anche strutturali, magari con effetti immediati per grandi banche in difficoltà. Se non sarà nelle prossime ore, non sembra comunque mancare molto: "Non è che accade tutto in un giorno - aggiunge Renzi - sia chiaro. Ma il percorso è questo e come sempre compito della politica dovrebbe essere prevederlo e saperlo accompagnare. Il futuro, lo sappiamo, è di chi lo anticipa, non di chi lo rincorre. Noi ci proveremo fin dai prossimi giorni".

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