Economia

Borse. Draghi mette il turbo

16-02-2016

 

ROMA. Mario Draghi rilancia con una delle sue "formule magiche" e mette il turbo ai mercati. Piazza Affari si è confermata maglia rosa con un guadagno di oltre il 3%, ma ad andare bene sono state tutte le maggiori piazze del Vecchio Continente. E se il presidente della Bce non ha ripetuto l'exploit dell'ormai celebre "whatever it takes" pronunciato nel 2012, ieri si è nuovamente mosso su quel solco assicurando che la "Bce è pronta a fare la sua parte" e soprattutto a rimodulare, già a inizio marzo, la potenza di fuoco del bazooka per sostenere l'Eurozona e spingere l'inflazione. 

Ma Draghi non ha mancato di rimarcare - nel suo discorso al Parlamento europeo - che per rimettere l'Europa in carreggiata serve un'azione decisa degli Stati membri a base di investimenti pubblici e tagli alle tasse. Senza giri di parole, il numero uno della Bce ha spiegato che "diventa sempre più chiaro che le politiche di bilancio debbano sostenere la ripresa attraverso investimenti pubblici e tassazione bassa" a fronte di una "ripresa moderata, sostenuta soprattutto dalle nostre misure di politica monetaria". 

Un messaggio dal sapore anti-austerity che appare in sintonia con le richieste più volte avanzate dal premier Renzi. Ovviamente una simile cura improntata alla crescita deve avvenire nel rispetto delle regole del Patto: "E' facile per me dirlo e molto difficile da fare a livello politico" ha ammesso Draghi, ma "rispettare le regole del Patto resta essenziale per mantenere la fiducia". Ed è nel quadro di questo sforzo comune che si innesta il nuovo interventismo della Bce. 

"Non esiteremo ad agire", ha ribadito Draghi spiegando che nella riunione di inizio marzo verrà rivista, con tutta probabilità, la politica monetaria a fronte di una crescita troppo debole e di una inflazione sempre più anemica (ieri la Bundesbank ha tagliato le stime sull'inflazione in Germania per quest'anno allo 0,25% contro l'1,1% stimato a dicembre, mentre per l'anno prossimo la stima è tagliata all'1,75% dal 2%). Quanto basta per scommettere su una nuova dose di ‘stimoli' e spargere euforia sulle Borse del Vecchio Continente, che partono di rimbalzo già prima delle parole di Draghi, scommettendo su nuovi incentivi Bce. 

Piazza Affari è la migliore con un rialzo del 3,19% trainata dai titoli bancari che continuano a far la parte del leone. Bper ha messo a segno il miglior risultato (+10,13%) seguita da Mps (+9,21%), Banco Popolare (+7,31%) e Bpm (+5,65%) impegnati per le prossime nozze, e da Unipol (+7,65%) e Unipol Sai (+5,92%) grazie ai conti diffusi venerdì. Dietro il listino milanese, Parigi (+3%), Francoforte (+2,67%) e Londra (+2,04%). 

Ma in realtà ieri, con Wall Street chiusa per il President Day, la giornata era già partita sotto i migliori auspici grazie al balzo del 7% messo a segno dalla Borsa di Tokyo in un mercato che ha ignorato la delusione per il Pil nipponico (-1,4% nel quarto trimestre contro attese per un -0,8%). A giocare a favore anche il giudizio rassicurante di Moody's sulle sorti di Deutsche Bank. 

Per l'agenzia di rating la banca tedesca è in grado di pagare le cedole sulle sue obbligazioni più rischiose ad aprile di quest'anno e l'anno prossimo. Poi è stato l'effetto Draghi a imprimere la direzione: in vista di nuove manovre espansive l'euro è scivolato a 1,1150 dollari (da 1,1250 di venerdì); lo spread tra Btp e Bund è scivolato fin sotto quota 131 punti base per poi chiudere a 136.

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